giugno

BARCA vs GOMMONE: arriva la carica dei 40 ruggenti!

[pubb.: 2012-06-01 14:59:13]
BARCA vs GOMMONE: arriva la carica dei 40 ruggenti!

Arriva l'estate e con lei la riscossa dei 40 cv, quelli che non vi costringono a tornare "a scuola" per godervi la vita in barca. Qui c'è un mondo pronto a darvi grandi soddisfazioni con tante belle opportunità. Non sapete orientarvi? Cominciate dalle nostre prove-confronto con barche e gommoni! Ecco come si sono comportate le nostre "cavie": per ogni coppia di scafi esaminati, abbiamo utilizzato lo stesso fuoribordo.

JEANNEAU CC 5.1 vs CAPELLI TEMPEST 530
(motore: Yamaha F40 GETL)

Il layout interno è simile, ma sul Cap Camarat il volume della plancia è sfruttato per allestire un piccolo vestibolo, comodo per metterci un wc chimico, questa la differenza sostanziale tra le due coperte che per il resto si somigliano. La prova in acqua si conclude con un leggero vantaggio per il gommone, non tanto in termini velocistici (la velocità massima, raggiunta per entrambi a 6300 giri con l'uso di tre tacche di trim , fa segnare circa un nodo di vantaggio: 29,3 contro 28,4) quanto piuttosto nei consumi che si mantengono leggermente migliori in qua si tutto il range di utilizzo, per allinearsi alle massime potenze. Anche il Cap Camarat naviga bene: nelle condizioni che dovrebbero favorire il gommone riesce a farsi apprezzare per il passaggio sull'onda sempre morbido, mai una botta o la sensazione che la barca stia per sfuggire dal controllo, anche quando I raggi di virata si fanno molto stretti. Tutte reazioni che ti aspetteresti da un battello pneumatico e che invece ritrovare su una barca rigida di "soli" cinque metri sorprendono favorevolmente; semmai la virata a sinistra, probabilmente per contrastare il movimento dell'elica, si presenta piuttosto "dura", cosa che non abbiamo riscontrato sul Tempest, ma c'è il sospetto che si tratti di un problema di regolazione della timoneria meccanica. Il gommone è anche leggermente più rapido nella planata (3000 contro 3300 giri) anche se le prestazioni poi  si equivalgono. A decretare il successo di misura del Cap Camarat 5.1 è, a nostro parere, la sua coperta che offre soluzioni più versatili e vivibili del Tempest 530, fermo restando che si tratta sempre di due alternative di grande validità.


BERMUDA 570
vs T.A. MARE E540

(motore: Evinrude 40 H.O. E-TEC)

La coperta dell'E540 merita un elogio per il design della plancia, mentre il profilo di tubo inox del parabrezza è anche un buon tientibene; inoltre, la panchetta del pilota ha lo schienale che si ribalta per rivolgere la seduta verso il divanetto di poppa, peccato non ci sia il posto per un tavolino. Pratico il passaggio per accedere alla scaletta bagno e ampio è il prendisole prodiero. Sul Bermuda 570 lo scafo nero crea un bel contrasto con la coperta bianca che si prolunga in una comoda plancetta. I trenta centimetri in più rispetto al T.A.Mare danno più comfort a chi è a bordo: a poppa la seduta si prolunga sulle due murate, così con un pratico tavolino si può trasformare il tutto in accogliente dinette ma anche in un unico prendisole. Per il driver è previsto un supporto singolo per la guida in posizione eretta, bella e avvolgente è la plancia, mentre a prua si è scelto di dedicare tutto lo spazio al prendisole che nasconde un ampio gavone. Dai rilevamenti delle velocità (eseguiti con il medesimo Gps Garmin 72, usato anche per le prove con i motori Yamaha) si può notare come la progressione sia abbastanza simile. Il Romar si mostra il meno sensibile all'azione del trim con una punta velocistica (a 5500 giri/min per entrambi) di 24,9 nodi contro i 26,8 (25,2 senza trim) del T.A.Mare. Differenze sostanzialmente minime che quasi  si annullano ai regimi di crociera. Qualche differenza nella planata minima: dai 2000 giri e 5,5 nodi del T.A.Mare ai 7 nodi a 2500 giri del Romar. Volendo fare I pignoli, possiamo evidenziare una leggera tendenza alla cavitazione dell'E540 nelle virate più strette e il contrattempo di aver spento il motore per ben due volte urtando la chiave di accensione troppo vicina alle ginocchia del driver
.

M. VESUVIANA 18 TECHNOLOGY
vs FOCCHI 510

(motore: Evinrude 40 H.O. E-TEC)

Il Focchi 510 si caratterizza per il fregio rossoblu che accomuna tutti i pack Evinrude. Il layout si fa apprezzare per l'accurata lavorazione dei materiali e la soluzione del solarium poppiero che, grazie allo schienale reclinabile, offre una doppia possibilità di supporto per il driver. Bella e compatta la plancia con un basso ma protettivo parabrezza, ai piedi del quale si trova una comoda seduta rivolta verso il solarium prodiero che, a sua volta, nasconde anche un grande gavone. Del 18 Technology di Motonautica Vesuviana piace il layout, con il divanetto poppiero che diventa un grande prendisole con il semplice movimento della spalliera, non una novità ma qui è sviluppa ta molto bene. Curata è la grafica, con le sedute arancio che contrastano con il grigio in due tonalità della coperta. Tutta da ammirare la plancia grigio scuro, con un design davvero riuscito (ribaltandola è possibile accedere all'impiantistica molto ben fatta). La zona prodiera è dedicata al solarium con una sorpresa all'interno dei tanti e grandi gavoni: le pareti sono lucide come quelle  esterne, comode per tenerle pulite e la conferma che il 18 Technology è curato in ogni particolare. I gommoni hanno un passaggio sull'onda più morbido e i due in prova confermano questa caratteristica con eccellenti riscontri. Abbastanza simili le velocità massime, con i 28,2 nodi del Focchi (27 senza trim) e i 27,5 nodi (26,4 senza trim) del 18 Technology. Piccole differenze che praticamente si annullano ai regimi intermedi; la planata minima si attesta per entrambi a 7 nodi, a 2200 giri per  il Focchi 510 e con 300 giri in più per il 18 Technology.





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