Barche a Motore | BEGHE DA CIRCOLONapoli insorge Onorato lascia il Savoia per un piccolo club romano
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Napoli insorge, Onorato lascia il Savoia per un piccolo club romano

[pubb.: 2010-03-05 17:51:17]
Napoli insorge, Onorato lascia il Savoia per un piccolo club romano

Gli yacht club, si sa, sono luoghi dove spesso il gossip domina. Se poi un famoso socio, Vincenzo Onorato, lascia un circolo di centenaria tradizione come il Reale Yacht Club Savoia (presidente Pippo Dalla Vecchia) per iscrivere la sua barca Mascalzone Latino al Club Nautico Roma in un neonato club con soli cento soci, la polemica infuria. Peggio ancora se poi Onorato e il suo Mascalzone vengono designati Challenge of Record della prossima Coppa America, ovvero rappresentanti di tutte le barche che sfideranno il vincitore Oracle di Ellison con il suo club di San Francisco. Insomma a Napoli, visto anche che Onorato è napoletano, non si parla d'altro.

Ecco il resoconto commentato delle "beghe da circolo" dal blog di Mario Oriani

La notizia, più che inattesa, temuta, arriva. Onorato, armatore di Mascalzone Latino restituisce il guidone del Reale Yacht Club Savoia e con armi, bagagli lo trasferisce al Club Nautico Roma. Sostituisce il mare di Santa Lucia e la coreografia i Castel dell'Ovo, a un metro di distanza, con il fiume Tevere capitolino che scorre con quel suo colorino equivoco che sembra nascondere qualcosa di inguardabile. Resta Sant'Angelo ma che non è proprio sotto casa. Il perché e il per come sono andate le cose sembra dapprima un pareggio concordato. Ma poi scoppia una bagarre da stadio e si vede che c'è chi vince e chi perde. La Canottieri ricorda la sua gloriosa anzianità, Onorato fa finta di nulla sull'età da scuola elementare dei romani.
Il glorioso quotidiano partenopeo "Il Mattino" dedica grandi articoli sull'argomento. E allora, alla napoletana ciascuno mette sul tavolo, anzi scala, le sue carte. Onorato comincia con il dire che è bugiardo chi dice che è un questione di soldi, di avercene messi lui senza risparmio e ricevuti pochi anche se non ne ha mai richiesti, è per la realizzazione di un piano condiviso anzi un "sogno" di fare un grande centro velico-nautico che porti più giovani di qualsiasi ceto alla vela e li prenda per mano per farne i campioni, quei campioni che scarseggiano, ma che il piano non va avanti e a Napoli solo i figli dei ricchi vanno a scuola di vela. Se ne va perchè il suo entusiasmo di napoletano ha trovato poco appoggio nel soci dei vari circoli napoletani dove si fa il bello e il cattivo tempo.

E la bagarre diventa una guerra di parole. «Ci si mettono tutti. Pippo Dalla Vecchia, presidente del "Savoia" dichiara: Il Club Nautico Roma è il circolo dei parlamentari amanti della vela. Altri salotti, altre possibilità di recuperare fondi per una campagna che costa oltre cento milioni di euro». A Napoli nessuno avrebbe potuto garantire quegli appoggi, continua Dalla Vecchia, né industriali, né tanto meno politici che pure in passato ci hanno aiutato». E allora buon vento Onorato: «Per me è un fratello. Mi spiace per la mia città che ha perso un'altra occasione, ma mi rendo conto della situazione. Ora mi toccherà tifare per un altro circolo, ma dove andrà Vincenzo io sarò con lui. Anche in America».

Giornata tribolata, Pippo cambia tono e se la prende duramente con l'Onorato. Da "Il Mattino" del 22 febbraio afferma: «Onorato si informi meglio prima di parlare». L'armatore ha detto «di quanto sia classista l'ambiente dei circoli napoletani» e di come «le scuole vela sono aperte ai figli di benestanti, per lo più dei soci, che sono assolutamente privi di motivazione». L'elenco delle iniziative per i ragazzi dei quartieri più disagiati e i successi tecnici degli ultimi anni, è così snocciolato da altri presidenti. Sottolineando come la nostra attività sportiva continui a far crescere campioni». Roberto Mottola, presidente del Circolo Italia, è categorico. «Onorato ha sbagliato bersaglio...». E allora come si spiegano le affermazioni di Onorato? «Un modo di attirare l'attenzione». Il presidente del Circolo Italia, infine, affonda: «E non mi si parli di Coppa America come occasione persa. Ci rendemmo conto immediatamente che Bagnoli non sarebbe stata pronta in tempo. Un po' per difficoltà oggettive, un po' a causa della burocrazia». Ed ecco prendere forza l'argomento accennato «Sì o no nei circoli napoletani e ci sono solo bimbi ricchi a scuola di vela». «Onorato non parli con noi perché al Circolo Canottieri Napoli la sezione femminile è attiva da venti anni» sottolinea il presidente Curzio Buonaiuto «non conosco personalmente Onorato ma sappia che abbiamo tante di quelle iniziative rivolte al sociale che la cosa proprio non ci riguarda. Le sue parole sono da condannare perché evidentemente non conosce i fatti».

Giuseppe Dalla Vecchia, presidente del circolo Savoia, si sente, pugnalato: «Attaccato ingiustamente - replica -, Onorato può andare dove vuole. Il Savoia lo ha sempre sostenuto. Abbiamo leve di vela e canottaggio; ragazzi che dal Pallonetto vengono a fare sport da noi». Insomma, le polemiche di Onorato non intaccano Italia, Savoia e Canottieri, Lega Navale, Posillipo. «Ho letto le dichiarazioni - sottolinea il presidente della sezione napoletana della Lega Navale, Gianfranco Sulis -, e sono molto amareggiato. È una vicenda che mi ha stupito. La Lega ha organizzato corsi per 1034 bambini provenienti da zone disagiate». La pensa così anche Bruno Caiazzo, presidente del Posillipo: «Non mi sento minimamente chiamato in causa». Condivide Gugliemo Santoro, presidente dell'Uvai Bagnoli: «Se c'è un circolo a Napoli che non ha nulla a che vedere con classi e benestanti è il nostro.

La diatriba va avanti con questi argomenti, poi si arriva alla comica come si conviene a uno spettacolo del teatro classico partenopeo. E inaspettatamente compaiono le donne: viene svelato un altarino che fuori Santa Lucia sanno in pochi. L'altarino è questo: nei circoli partenopei non è concessa l'iscrizione alle donne. Siamo nel 2010. È questo quello che, accennato da Onorato, scatena l'ira di tutti i presidenti dei circoli.

Onorato ha messo in canna un nuovo proiettile: il classismo. La solidarietà e la presenza delle donne nei club... Da "Il Mattino" del 24 febbraio 2010. II patron di Mascalzone replica ai presidenti napoletani. Con i circoli nautici è ancora botta e risposta. Nel mirino classismo, solidarietà e presenza delle donne nei club. Vincenzo Onorato e i circoli napoletani: querelle senza fine! Giudicati classisti dal patron di Mascalzone Latino, i presidenti dei circoli partenopei hanno respinto le accuse al mittente citando successi nelle attività sportive e impegno nel sociale: «Noi classisti?» rispondono i presidenti ma l'armatore ribatte: «Al marchese, barone, conte (non vorrei sbagliare il titolo) Roberto Mortola, che ha l'onore di essere presidente di un circolo dove, se non sbaglio, per Statuto è scritto che le donne sono tollerate ma non gradite, rispondo che il problema è tutto suo». La risposta del Circolo Canottieri Napoli: «Al presidente Curzio Buonaiuto, arrivano i ringraziamenti. Provengono da Gigi Parente, mio fraterno amico nonché compagno nella Fondazione per i bambini dei quartieri disagiati di Napoli che, dopo 35 anni, si è visto cancellare per questo il suo posto barca ed è stato costretto alle dimissioni. Forse la Fondazione guastava i suoi piani?». Infine, stoccata per Bruno Caiazzo: «II presidente del Posillipo comunica che le donne non sono ammesse perché il circolo è a numero chiuso» La replica è: «Dobbiamo quindi sperare che lo sia per sempre, se per far accedere al circolo una donna bisogna aspettare che qualche socio venga a mancare. Hanno comunque ragione i succitati signori: i veri classisti siamo noi che ci rivolgiamo a quei giovani che non possono permettersi gli insegnamenti che il mare e la vela offrono».

Immediata arriva un'altra replica e poi un'altra ancora e via così. «Sono napoletano nel sangue e nel cuore, ma vivendo a Milano da anni, mi ero dimenticato quanto classista sia l'ambiente dei circoli napoletani che hanno chiaramente osteggiato il mio progetto». È Vincenzo Onorato che parla «e che non concede nemmeno alle donne la possibilità di diventare socie laddove 'persino il New York Yacht Club, il più antico e prestigioso club del mondo ammette presenze femminili'». «Ma non noi: è a questo anacronistico vecchiume di idee che il nuovo spaventa. Il mio cuore è napoletano nel sangue, nei progetti e nei fatti, ma non ho niente a che vedere con chi parla tanto e, gratificandosi delle proprie parole, ha già ricevuto il suo misero compenso». Come avrà capito il lettore, il divorzio con Onorato è stata la notizia più importante per la buona borghesia e la nobiltà post-borbonica di questi ultimi giorni. Per molti, addirittura ha cancellato l'umiliazione per la Napoli della spazzatura, che per altro ha poco coinvolto nobili e ricchi. Quello che brucia oggi è che il guidone del "Savoia" non ci sarà alla prossima Coppa America. E che a rifiutarlo, dopo aver rinnovato l'orgoglio partenopeo nella scorsa edizione, sia stato un napoletano. Ma quello che ha fatto più incazzare i salotti bene è stata la divulgazione di una regola quasi segreta, ma quantomeno riservata, diventando di comune conoscenza. Insomma, quel finale al femminile, vedrete, non ci voleva. Ma Napoli è sempre Napoli, anima e core, non si può non capire come sia stato un affronto e una villanata. Insomma, affari nostri riservati. Poi improvvisamente tutto si tace. È arrivato San Gennaro?

Sopite le polemiche di maniera, ora tornano a discutere i soldi, quelli che servono per la prossima Coppa America.

Prosegui la lettura delle gustose cronache che sono uscite nei giorni scorsi sul Mattino, il più importante quotidiano della città

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