Cataldo Aprea, fondatore di Apreamare, si ricompra il "suo" cantiere, da cui è partita l'evoluzione dello storico gozzo sorrentino
Apreamare torna nelle mani dei suoi fondatori. Il Gruppo Ferretti ha infatti siglato il contratto di cessione del 100% delle quote a Cataldo Aprea, che ne diviene il presidente, e ai soci Rita e Antonino Pollio, rispettivamente amministratore delegato e direttore dello stabilimento. L'accordo sarà finalizzato entro la fine di marzo e comprende anche la cessione del polo produttivo di Torre Annunziata, a Napoli, che si articola su una superficie complessiva di 125.000 mq e su una darsena privata con 100 posti barca. Entrato a far parte del Gruppo Ferretti nel 2001, Apreamare ha sempre prodotto gozzi classici, ispirati alla scuola sorrentina, i cui ultimi modelli sono stati rivisitati in chiave più moderna da Victory Design, di Brunello Acampora. La gamma attuale va da 8 a 20 metri e si compone di open, cabinati e flybridge. E' invece dell'architetto Giovanni Zuccon la linea Maestro, creata nel 2005 con l'intento di proporre grandi imbarcazioni dal design innovativo e sofisticato, ma sempre legate a quel contesto classico, in cui Apreamare si identifica. Oggi sono tre i Maestro, in un range di metratura da 16 a 24 metri. Il passaggio di proprietà , comunque, non taglia i rapporti di collaborazione fra Apreamare e Ferretti, i quali, infatti, prevedono sinergie, che permetteranno al gruppo di Forlì di utilizzare il polo di Torre Annunziata come base per tutte le attività di service nell'area del medio e basso Tirreno.
Un po' di storia
Il marchio Apreamare è stato creato nel 1983, da Cataldo Aprea e Salvatore Pollio, imprenditore edile, ma il cantiere affonda le sua radici addirittura nel diciannovesimo secolo, quando nel 1849 Giovanni Aprea, bisnonno del neopresidente del cantiere, iniziò la costruzione artigianale dei gozzi sorrentini da pesca a remi e a vela.
Le persone
Cataldo Aprea. Classe 1955 è cresciuto come maestro d'ascia. Nel tempo, intuendo le potenzialità del gozzo nel settore del diporto ha messo insieme la tradizione tramandatagli dal padre con la sua creatività e ha realizzato la prima produzione in piccola serie dello Smeraldo 7, lungo, appunto, 7 metri. Lo sviluppo è poi proseguito dotando le barche di una carena planante, che potesse raggiungere alte velocità , ma che si comportasse come la carena di un gozzo alle basse andature, cioè senza sbattere sull'onda.
Rosa e Antonino Pollio. Sono i figli di Salvatore Pollio, il socio fondatore insieme a Cataldo Aprea del cantiere Apeamare. Con la nuova proprietà , Rosa diventa amministratore delegato, mentre Antonino passa alla direzione dello stabilimento.
Il gozzo sorrrentino
Il gozzo risale addirittura all'epoca etrusca. Lo testimoniano alcuni ritrovamenti di scheletri di imbarcazioni di quell'epoca. Nei secoli ogni regione ha modificato i suoi gozzi in funzione del mare che bagnava le loro coste. La particolarità del gozzo sorrentino, rispetto a quello ligure o siciliano, è la carena meno panciuta e molto stellata nelle sezioni poppiere. Questo perché il mare partenopeo è un mare particolare, che il Maestale solleva in onde corte provenienti da più direzioni. Gli antenati hanno quindi sviluppato questo tipo di carena che ha un buon appoggio e riduce decisamente il rollio.