Global Ocean Race: terza tappa, l'impresa di Capo Horn

[pubb.: 2012-03-04 10:50:09]
Global Ocean Race: terza tappa, l'impresa di Capo Horn

Dopo 35 giorni in mare eccoci finalmente a Punta del Este, Uruguay! Abbiamo navigato in violente burrasce, ci siamo spinti nelle profondita' dell'Oceano del Sud con solo gli Albatross a tenerci compagnia, abbiamo stretto i denti dalla tensione attraverso invisibili iceberg, abbiamo lottato contro i gelidi venti dell'Antartica, abbiamo doppiato il piu' temuto dei capi al mondo, sfiorato le scogliere innevate della Terra del Fuoco, abbiamo ammirato spettacolari albe e tramonti, abbiamo annusato i profumi di terra al largo dell'Argentina ed attraversato il fangoso estuario del fiume Plata, ma soprattutto abbiamo tenuto in vita il sogno, siamo un passo piu' vicini al realizzare il sogno di fare il giro del mondo a vela: e che risultato, secondi a Punta e ora anche secondi nella classifica generale a punti!!!

Video: l'arrivo del Class40 Cessna Citation, primo nella terza tappa, a punta del Este in Uruguay. Secondo Marco Nannini e il coskipper Hugo Ramon: i due velisti, a bordo del Class40 Financial Crisis sono stati persino in testa alla tappa prima del terribile Capo Horn, dove una tempesta li ha costretti ad attendere alcune ore prima di doppiare la punta, perdendo così contatto con Cessna Citation. La prossima tappa della Global Ocean Race sarà da Punta del Este in Uruguay a Charleston in USA.


4 marzo .Siamo appena arrivati, ora e' tempo di ridere, gioire, celebrare, saltare in giro... Grazie a tutti per l'incoraggiamento e supporto, senza il vostro aiuto non sarei arrivato fino a queste terre, grazie per tutte le donazioni che sono arrivate tramite paypal da www.marconannini

Segui Marco Nannini come se fossi a bordo con lui, grazie ai post che lui stesso ci invia (li trovi qui sotto in ordine cronologico), nei quali racconta passo passo tutte le emozioni della Global Ocean Race. Partito il 25 settembre da Palma di Maiorca con il suo Class 40 "Financial Crisis", lungo solo 12 metri, sta affrontando 30.000 miglia attraverso il mondo e nove lunghi mesi in mare. Pochi avrebbero scommesso un solo euro sulla sua partenza per la Global Ocean Race dopo quello che ha passato il velista italo-sloveno.

Capo Horn. Alla Global Ocean Race, il giro del mondo in doppio per i Class 40 in cui è in regata l'italiano Marco Nannini assieme al co-skipper Hugo Ramon, la flotta dei 5 Class 40 è ripartita da Wellington in Nuova Zelanda alla volta dell'Uruguay. In gara in questa terza tappa sono rimaste solo tre barche. Nella seconda tappa Marco è arrivato quarto, dietro ai francesi di Campagne de France, con i quali aveva ingaggiato una bella lotta. Ma la terza tappa, la più difficile, lo vede impegnato a Capo Horn. Forza Marco!

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29 febbraio.
Oggi e' un giorno davvero speciale che mai dimentichero', abbiamo doppiato Capo Horn! Credo ci mettero' un po' a rendermi pienamente conto di cosa significhi, per ora so solo che mi riempie di gioia. Ad essere sinceri e' un po' un anticlimax, uno si immagina questo momento tutta la vita e invece siamo dovuti passare al largo e data la cattiva visibilita' non abbiamo neanche intravisto il capo piu' temuto al mondo... ma sono sicuro che col passare del tempo il ricordo maturera' e un giorno mi svegliero' con un bel sorriso sulla faccia pernsano, "ho doppiato Capo Horn!" Ora siamo diretti verso lo stretto di Le Maire, fra la Tierra del Fuego e la Isla dos Estatos poi di nuovo mare aperto fino a Punta del Este che dista ancora circa 1350 miglia. Purtroppo dopo la gran tempesta come spesso accade c'e' molta quiete, ovvero pochissimo vento per i prossimi due tre giorni. Saremo molto rallentati e dovremo essere pazienti, purtroppo questo significa che il team di Cessna riuscira' a svincolarsi e non abbiamo speranza alcuna di riacciuffarli.

22 febbraio.
Il peggio della burrasca e' passato e siamo di nuovo in rotta per Capo Horn. Come spiegato ieri abbiamo preso la drastica decisione di rallentare per far passare davanti a noi la zona piu' intensa di vento associato ad una profonda depressione con centro proprio nel passaggio di Drake fra il Sud America e' l'Antartica. Questo ci ha consentito sia di evitare i venti piu' intensi ma soprattutto le pericolose onde che si formano in prossimita' di Capo Horn per via dei fondali che passano da migliaia di metri di profondita' a meno di 100 nello spazio di poche miglia.
Al passaggio del fronte freddo abbiamo trovato venti sostenuti di circa 40-45 nodi con raffiche fino a 55, il mare e' deteriorato rapidamente e le enormi onde del pacifico hanno iniziato a frangersi qua e' la, segno che le cose potevano diventare molto piu' pericolose con fondali bassi. Sono passati due groppi con grandine e venti fra 50 e 60 nodi ma per fortuna di breve durata.
Dopo essere stati alla cappa per quasi un giorno, con l'obbiettivo di rallentare il piu' possibile, ieri notte abbiamo ripreso la nostra rotta, alle spalle della depressione, prima con la sola tormentina poi oggi, con la situazione generale in stabilizzazione, abbiamo issato un po' di randa e la trinchetta ed ora procediamo a velocita' variabile fra gli 8 e i 12 nodi in un'aria ancora molto instabile che richiede prudenza per almeno un'altra mezza giornata.
Cosa piu' importante di tutte, ne siamo usciti senza alcun danno che potesse mettere in dubbio il prosieguo della regata. Cessna nel frattempo ha guadagnato oltre 250 miglia su di noi ma deve essere ancora raggiunta dalla zona di venti intensi che li colpira' nelle prossime 6-12 ore. Interessante notare che i venti in rotazione credo costringeranno Cessna a passare ad Est delle isole Falkland aggiungendo circa 100 miglia alla loro rotta. Noi arriveremo in quella zona quando i venti saranno gia' calati e potremo tagliare all'interno sperando di recuperare parte del terreno perso... Insomma, e' ancora lunga!

Video: ecco cosa significa doppiare Capo Horn con una tempesta di questa intensità. Immaginate queste onde contro un piccolo Class40 di 12 metri!


Cosa succede in quel tratto di mare maledetto e perchè Nannini ha scelto di lasciar andare via il suo rivale Cessna Citation? In prossimità di Capo Horn la profondità del mare passa di botto da 4.000 metri a meno di 200 metri. Il risultato è che quando c'è tempesta, il mare diventa un inferno ribollente, con onde altissime che si scontrano tra loro. Navigare diventa impossibile, con il rischio quasi certo di rotture e la possibilità di affondamento. Ecco perchè Nannini ha scelto di "fermarsi", far passare il culmine della tempesta quasi a secco di vele, per poi accodarsi e seguirla a distanza di sicurezza e con la rotta migliore per affrontarla, senza avvicinarsi troppo alla costa. Il suo avversario Cessna Citation ha fatto una scelta inversa, corre davanti alla tempesta, anticipandola. Il suo rischio è quello di finire nel suo epicentro. Nelle prossime ore si saprà chi ha avuto ragione. La scelta dell'italiano, Velista dell'Anno del nostro giornale, è quella del vero marinaio che pensa a portare a casa la pelle e a preservare la sua barca. Noi la condividiamo.

22 febbraio.
"C'e' tensione a bordo mentre aspettiamo l'arrivo di una profonda depressione che si sta formando alle nostre spalle, ieri abbiamo dovuto prendere una difficile e drastica decisione, dopo una lunga discussione via email con il comitato regata che ha coinvolto tutti i concorrenti abbiamo deciso che aspetteremo il passaggio del peggio della burrasca prima di procedere per Capo Horn dove siamo diretti. Cosi' facendo eviteremo il peggio dei venti e del mare ed avremo spazio di manovra se fossimo costretti a scappare col vento in poppa. Una decisione delicata in cui la tempistica del randez-vous con la burrasca ha reso questa l'unica scelta sensata per noi, scelta condivisa e apprezzata dal direttore della regata Josh Hall.
Senza immaginare solo situazioni estreme di perdita totale della barca, o disalberamenti, il rischio di danni a bordo a vele, strumenti e manovre era troppo alto per decidere altrimenti, se subissimo danni importanti non avrei budget per fare le riparazioni al prossimo stopover e proseguire la regata, quindi in questa occasione abbiamo deciso di preservare uomo e macchina per essere certi di riuscire a finire la regata.
Fra circa 12 ore il settore piu' intenso e pericoloso della depressione dovrebbe passare ad est della nostra posizione attuale per poi dirigersi verso Capo Ho.

Nella nostra posizione attuale non dovremmo incontrare venti superiori ai 50 nodi e quando la depressione sara' in allontanamento andremo al galoppo alle sue spalle sapendo di avere meteo in miglioramento. Cessna ha scelto una tattica diversa, quella di correre ora il piu' possible per trovarsi oltre Capo Horn quando passera' la burrasca. Una scelta che ovviamente non condividiamo ma che era ancor meno sensata per noi che eravamo piu' indietro e senza lo spinnaker grande per guadagnar terreno prima del rinforzo del vento, e' un po' come trovarsi ad un passaggio a livello con un treno in arrivo, ingranereste la prima e provereste a sgommare davanti col rischio di essere travolti o aspettereste che passi il treno? Mi rendo conto che Cessna trovandosi in prima posizione aveva tutto da perdere e nulla da guadagnare a fermarsi, mentre noi in seconda posizione non lo avremmo certo superato inseguendolo nella tempesta e non abbiamo nulla da perdere ad aspettare, siamo sempre secondi con sufficiente vantaggio sui terzi per poterci permettere questa attesa. Per noi dunque circa 12 ore di delicata attesa".



>>LEGGI TUTTI I POST DELLA TERZA TAPPA DI CAPO HORN

Chi è Marco Nannini?

33 anni di Torino, sta partecipando alla Global Ocean Race, la regata attorno al mondo di 30.000 miglia per i Class 40. Ha attraversato per la prima volta l'Atlantico in solitario nel 2009 su una barca da crociera (un Sigma 36), con la quale ha vinto nella sua classe la Ostar. Nel 2010 ha acquistato un Class 40 con il quale ha preso parte alla transatlantica in solitario Route Du Rhum, dalla Francia a Guadalupa.

Le 30.000 miglia del giro del mondo

Marco Nannini sta partecipando alla Global Ocean Race, la regata in doppio sui Class 40. E' partito il 25 settembre da Palma di Maiorca (Spagna) e ha già toccato i porti di Città del Capo (Sud Africa) e Wellington (Nuova Zelanda). Lo aspettano Punta del Este (Uruguay), Charleston (USA) e Les Sables d'Olonne (Francia).

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Capo Horn alla vela

data: 2014-04-09  22:35:46

Abbiamo navigato in violente burrasche, ci siamo spinti nelle profondita' dell'Oceano del Sud con solo gli Albatross a tenerci compagnia ... Rende bene l'idea del temibile Capo Horn. Bravi! Qualche foto dei luoghi su: http://experenciaaustral.wix.com/sailing-cape-horn- http://www.velaallafinedelmondo.com/

commento di: Experencia Austral  (experenciaaustral@yahoo.com)
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