Tassa Barca. Ecco le dichiarazioni di chi la sa lunga

[pubb.: 2012-03-08 15:34:52]
Tassa Barca. Ecco le dichiarazioni di chi la sa lunga

Presidenti di Commissioni, direttori di porti e marine, operatori del noleggio nautico e addetti ai lavori. Ecco i commenti a caldo (ripresi dal sito dei nostri amici di Liguria Nautica) di chi ha seguito con una certa apprensione l'evolversi della vicenda della tassa barca. E voi che ne pensate? Siete favorevoli a questo cambio di rotta sulla tassazione? Dite la vostra!

Luigi Grillo, presidente della commissione Trasporti del Senato

Non una tassa sul possesso, ma una tassa sulla reale detenzione del mezzo. Così Grillo all'Ansa: «La tassa di stazionamento prevista dal decreto Salva Italia era strutturata come una tassa di soggiorno, il cittadino italiano poteva quindi legittimamente sottrarvisi spostando l'unità da diporto all'estero, quello straniero era invece costretto a pagarla se intende sostare nelle nostre acque». Ma, grazie ai nuovi emendamenti, «se immatricolo la barca a Londra ma poi la uso io che sono un cittadino fiscalmente domiciliato in Italia, sono tenuto a pagarla. In pratica allineando la norma a quanto previsto dal decreto Salva Italia per le case detenute all'estero».

Cristiano Salluzzo, direttore di Portosole
«Credo di parlare a nome della categoria affermando che la modifica della tassa è stata molto apprezzata: anche perché l'imposta è stata riformulata sulla base di tutte le richieste del comparto nautico. Se fosse stata applicata, a partire dal primo di maggio, la tassa ideata a dicembre, avremmo assistito a conseguenze disastrose»

Marco Cornacchia, direttore di Marina di Loano
«Non c'è che dire, siamo molto contenti. Adesso si che si può parlare di equità. La tassa sul possesso a mio avviso è una soluzione ragionevole, giusta in un periodo quale quello che l'Italia sta vivendo, dove c'è bisogno di sacrifici da parte di tutti. La precedente ipotesi varata dal governo Monti avrebbe avuto conseguenze disastrose, perché dava la possibilità alle barche di andarsene dalle nostre coste senza alcuna difficoltà».

Barbara Amerio, co-titolare del cantiere Permare, specializzato in megayacht e rimessaggio
«Nettamente più equa rispetto a prima, era quanto tutto il comparto nautico si aspettava. Riteniamo che sia giusto rivolgere la tassa agli italiani, e non anche agli stranieri, le cui spese vanno a comporre una parte importante d'indotto. Anche nelle altre nazioni funziona così: ognuno si paga le tasse da sé, senza inutili "pedaggi". Purtroppo però, qualche barca ha già mollato gli ormeggi e se ne è andata dalle nostre coste».

Roberto Franzoni, il segretario dell'Ainud, la più importante associazione di operatori del noleggio nautico
Il noleggio di una barca privata. L'opinione di un esperto di charter nautico. Franzoni è soddisfatto della nuova norma, contenuta negli emendamenti alla famosa "tassa barca" che permette ad un privato di affittare la propria barca sino a 18 metri di lunghezza. Prima non era possibile perchè la barca doveva essere abilitata ad "uso commerciale", con una serie di impedimenti burocratici che in pratica rendevano impossibile affittare una barca privata, se non "di nascosto" e con rischi di gravi sanzioni. "In sintesi" dice Franzoni "adesso è permesso di effettuare un trasporto passeggeri senza avere i cosiddetti "titoli del mare", basta avere una patente nautica". Il consiglio di Franzoni, rivolto agli armatori che desiderano affittare la propria barca a terzi è comunque quello di rivolersi ai professionisti del settore, le società di noleggio. "E' come nel mercato immobiliare" spiega "dove se devo affittare la mia casa al mare preferisco rivolgermi ad un'agenzia immobiliare perchè, innanzitutto, ha in mano chi me la affitterà. Il suo mestiere è appunto quello di trovare i clienti. Per la barca è la stessa cosa, le agenzie di noleggio svolgono un compito analogo a quello delle agenzie immobiliari. In secondo luogo sono in grado di valutare qual'è ll corretto valore di mercato. In terzo luogo sanno valutare se la barca è idonea o meno al noleggio, cautelando il bene dell'armatore. In più sono in grado di offrire servizi al cliente che un armatore privato farebbe fatica ad offrire. Un esempio? Uno skipper o il servizio di pulizia, un transfer all'aeroporto...."

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ma di he equità parlate??

data: 2012-04-27  14:30:20

Questa tassa la pagheremo solo noi piccoli armatori ai quali non conviene (per il basso valore dell'imbarcazione .... non perchè ci mancherebbe il coraggio di farlo...) costituire una società charter alle bermuda (come hanno tutti i "big"(es. vai in rada ai faraglioni di capri o a cala di volpe, luglio e agosto poi capisci di che sto a parlare...) cosi da non pagare ne tassa ne accise sul carburante e come più di uo che conosco c'ha pure la pompa per fare il pieno al suo parco macchine .... veniteci a richiedere il voto... col c...o... vi conviene continuare a tenere la "democrazia sospesa" perchè la vostra vita è molto breve....!!!!

commento di: paolo2957  (paolo2957@interfree.it)

L'equita e' andata a farsi benedire!

data: 2012-03-15  15:15:44

E' evidente che direttori e proprietari di porti e marine, proprietari di cantieri e noleggiatori sono contenti. Come al solito, con la scusa di tutelare l'indotto, si sono curati gli interessi dei soliti furbetti e di gruppi di interesse, anziché quelli del cittadino che e' l'unico che alla fine paga. Bravo Sen. Grillo. I suoi clienti le saranno riconoscenti, non certo gli elettori. Ce ne ricorderemo alle prossime elezioni. Chi ha una barca in leasing francese, paga due volte', evidente doppia imposizione con buona pace degli accordi infernazionali firmati dall'Italia. Il francese che ha una barca con bandiera italiana non paga, ne in Francia ne in Italia. Chi ha il mega yacht intestato a societa' di comodo, non paga per niente, chi ha un gommone sotto i 10 metri non paga anche se con 500 hp ed un valore di 150/200 mila euro. L'equita e' andata a farsi benedire a vantaggio dei soliti gruppi di interessi tutelati dai loro soliti rappresentanti e a discapito di chi non riesce a farsi sentire, colpa anche delle riviste e dei giornalisti del settore che devo pur vivere sulla pubblicita' e che quindi non tutelano sufficientemente chi la pubblicità non la fa, come i singoli diportisti. Paga alla fine solo pantalone, e per tutta la vita (o fino a quando non venderà la sua amata barchetta) visto che, contrariamente a quanto afferma il Sen. Grillo, si tratta non di una tassa "una tantum" ma di una tassa di possesso. Caro Sen Grillo, Non ci facciamo certo ingannare dal fatto che in parte e' stata ridotta! Si poteva fare di molto meglio se anziché tener presente solo certi interessi di parte, si tutelavano i diportisti!

commento di: Cesare Capitani  (svnarese@gmail.com)

Si trascura la doppia tassazione

data: 2012-03-14  16:56:54

Ci sono armatori che si ritrovano ad avere bandiera estera a causa della miglior trattamento leasing ottenuto in Francia e che già pagano in Francia una tassa. Quindi ritengo non corretto pretendere una doppia tassazione trovandosi nella Comunità Europea.

commento di: Navigatore Solitario  (portorosa@vistomail.com)
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