1990. Costa Azzurra Mon Amour – Prima parte

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1990, n.1, marzo, pag. 100-109.

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Ecco una delle storie che ci ha appassionato di più.


Costa Azzurra Mon Amour

Da Barche a Motore 1990, n. 1, marzo, pag. 100-109.

Una guida per navigare lungo la costa più celebre del mondo, per tuffarsi nella mondanità più esclusiva, per visitare le baie più belle, per ormeggiare nei porti più attrezzati, per vivere le notti più lunghe, per non perdere gli appuntamenti più importanti, per scovare gli yachts più famosi, per una crociera più… (Prima parte)

La Costa Azzurra è, con la Costa Smeralda, l’angolo più raffinato ed elegante del Mediterraneo, non a caso “L’Avvocato”, che qui è di casa, l’ha eletta a base dei suoi maxiyachts. Nelle sue acque turchesi incrociano gli scafi più prestigiosi del mondo. Appena passato il confine di Ventimiglia, è un susseguirsi di paesini e marina, che ne fanno una delle zone di navigazione meglio organizzate in assoluto, con una capacità e un livello di servizi per la nautica di primordine. È possibile programmare una crociera in tutta comodità, fermandosi per la notte in uno dei trenta e più porticcioli superattrezzati che si estendono nelle cinquanta miglia dal confine a Cap Lardier. È qui che finisce la vera e propria Costa Azzurra, ma più a ovest le bellezze naturali continuano con le Isole di Hyeres (Porquerolles, Port Cros e Ile du Levant). In questa prima parte, che comprende il tratto di costa tra Mentone e Antibes, vi accompagneremo in crociera fermandoci nelle baie più belle e segnalandovi i porti più attrezzati e i ristoranti più famosi, e ancora le discoteche e gli appuntamenti a cui non è possibile mancare.

La deliziosa cittadina di Mentone.

Mentone, tra limonaie e architettura barocca

È il primo porticciolo turistico che incontrerete passato il confine, a meno di un miglio di navigazione. Non vi consigliamo il porto vecchio di Mentone, anche se affascinante, perchè il Garavan è decisamente meglio attrezzato, e oltretutto comodo per sbrigare le pratiche di entrata (a proposito ricordatevi di pagare la tassa di stazionamento francese). Buon punto cospicuo per il riconoscimento è la torre della capitaneria, un parallelepipedo bianco con la sommità più larga blu. Il porto ha 800 posti barca, di cui 150 per il transito, che si trovano nei primi tre penneli dopo l’ingresso. Acqua, luce, televisione e telefono in banchina, docce e wc in quattro punti, carburante appena entrati a destra, un cantiere navale con gru da 30 tonnellate, e ship away da 100. Negozi supermarket e ristorante nella zona portuale. Il canale VHF per prenotarsi al marina è il 9. Lasciando la barca in questo porticciolo, potrete andarvi a godere la deliziosa cittadina di Mentone, famosa per le sue limonaie, il suo clima mite e per la chiesa di San Michel del XVII secolo, tipico esempio di architettura barocca. Ad agosto si tiene un bel festival di musica da camera. Non perdetevi infine una passeggiata al panoramico monastero dell’Annonciade. Tra Mentone e Monaco la baia che vi consigliamo è quella di Roquebrune, ridossata a est da Cap Martin, facendo attenzione a non avvicinarsi troppo a Pt. de la Vielle, dove per un raggio di 400 metri dalla riva l’ancoraggio è vietato.

Il Museo Oceanografico di Monaco.

Monaco, il regno dei Vip

Facile riconoscerla dal largo per la presenza di vari grattaceli. Avrete due possibilità di ormeggio: il porto vecchio, più rumoroso ma più esclusivo, meta di grandi e famosi yachts: potrete usufruire delle banchine della darsena nord (Etats – Units) per barche fino a 10 metri e con la maggiore possibilità di posti liberi in alta stagione. Carburante e capitaneria sulla testa del molo di sinistra, ristorante alla fine della stessa banchina, acqua ed elettricità in tutti i posti barca. Per i generi alimentari occorre fare qualche centinaio di metri a piedi. La comunicazione VHF con la capitaneria è sempre sul canale 9. Monaco offre una quantità notevole di visite a terra, prima fra tutte il Museo Oceanografico, di cui è responsabile Jacques Cousteau (orario di apertura 9-21). È uno degli acquari più belli e completi del mondo. Di notte la vita monegasca gira intorno a lussuose discoteche o dietro il tappeto verde della roulette dove tentare la fortuna. Da Monaco a Beaulieu Sur Mer, potrete trovare ancoraggi diurni nella baia di St. Laurent, o in quella di Mer d’Eze: purtroppo sarete esposti ai venti meridionali e a quelli da est. Il porto è bello, con una serie di ville abbarbicate sulle rocce a dirupo; fondali non ottimi tenitori per la presenza di alghe sul fondo.

In Costa Azzurra a caccia di megayachts

Ed è proprio a Montecarlo che inizia la nostra caccia ai megayachts. Il Principato è infatti da sempre parcheggio dei più importanti “panfili” del mondo. Qui infatti per 11 mesi all’anno è possibile trovare (al molo dello Yacht Club) Atlantis II. Lungo 124 metri, di proprietà dell’armatore greco Niarcos, valutato intorno ai 40 miliardi di lire, è il quarto yacht più grande del mondo. Poco distante dal pontile delle piscine troviamo il Mau Mau V, un Benetti di 53 metri della famiglia Agusta. Sempre sulla stessa banchina il Maria Alexandra, un Codecasa di 67 metri; My Gail III, uno splendido Amels di 61 metri di proprietà del magnate inglese Gerald Ronson; Rio Rita, un De Vries di 56 metri armato dal magnate greco John Latsis. L’ultimo sulla sinistra del molo è l’Istranka, un vecchio yacht di 47 metri appartenuto all’ex-premier yugoslavo Tito. A 200 metri dal confine del Principato ecco il porto francese di Cap d’Ail. Qui sulla diga foranea è possibile ammirare Cedar Sea II, lungo 68 metri fu costruito nei cantieri olandesi Van Lent per un famoso gioielliere svizzero. A Beaulieu troviamo F 100, l’originale imbarcazione di 30 metri di Gianni Agnelli che assomiglia più a un peschereccio che a uno yacht. Ad Antibes segnaliamo: Smooth Operator, una navetta classica di 40 metri di Luciano Benetton; Togheter II, un classico De Vries di 31 metri dell’industriale italiano De Silva; Pup III, un 30 metri dell’industriale svizzero Moretti (Inventore del marchio Momo Design); Bianca, un 30 metri Alalunga di Mario Valentino; Klementine, un 70 metri di un armatore tedesco ormeggiato vicino a Southern Cross III del finanziere australiano Alan Bond (l’uomo che riuscì a strappare la Coppa America agli americani). Sempre ad Antibes non bisogna perdersi una visita a: Mystere, un 42 metri costruito in Australia; Sheergold, un Amels di 42 metri; Le Pharaon, una delle ultime barche del cantiere Van Lent lungo 60 metri; e, dulcis in fundo, Never Say Never, la barca usata da James Bond in uno dei suoi film, lungo 33 metri, dalle linee futuristiche, oggi di proprietà di un imprenditore americano.

Beaulieu Sur Mer.

Da Beaulieu Sur Mer verso Nizza

Proseguiamo ora il nostro viaggio fino ad arrivare a Beaulieu Sur Mer. Un bel porto turistico, con una capienza di 770 posti barca, è spesso molto affollato d’estate. Lo segnaliamo soprattutto per quelli che hanno barche trasportabili e che necessitano di uno scalo d’alaggio. Carburante sulla testa del molo nord, acqua e luce agli ormeggi, capitaneria (VHF canale 9) dietro la banchina di ponente. In città troverete molti negozi anche di attrezzatura nautica; ristoranti e bar sono concentrati sul lungomare. Subito dopo Beaulieu c’è la Penisola di Cap Ferrat, dove oltre al marina di St. Jean (sempre molto affollato), potrete contare su alcune baie piacevolissime. La prima è la rada d St. Hospice, che si apre a nord della penisola stessa, con vegetazione ricchissima e varie belle ville nel mezzo. È ben ridossata dai venti dal largo, aperta però a quelli settentrionali e da est. Fondale discreto tenitore sui 6 metri. Sulla testa di Cap Ferrat due baie attigue, l’anse de Fosses e l’anse de Lilong, consentono un buon riparo da tutti i venti tranne i meriodionali. Fondale di alghe e sabbia sui 7/8 metri.è pericoloso avvicinarsi troppo alla riva per la presenza di scogli semisommersi. Ad est della penisola si apre la grande baia di Villefranche con un altro porticciolo sempre affollato e con un buon ridosso nella parte est, l’anse de l’Espalmador, dove ancorerete su un fondo di 3/5 metri di sabbia e alga. La velocità all’ingresso non deve superare i 5 nodi. Le case sulla riva hanno strutture che ricordano le palafitte; vegetazione di pini. La parte nord di questa ultima ansa ha rocce coperte da appena 50 centimetri d’acqua. Ad est di Cap Ferrat, la città di Nizza.

Una veduta del lungomare di Nizza.

Nizza, tra fiori e dipinti famosi

Se non vi interessa più di tanto un porto “storico”, evitate quello di Nizza, più commerciale che diportistico, senza approvvigionamento di carburante, e con carenza di posti barca. Optate allora per la vicina marina Baie des Anges, superattrezzata, con acqua, elettricità e carburante in banchina e centro commerciale, capitaneria e ristoranti nei pressi. È riconoscibile dal largo per una costruzione avveniristica di forma piramidale chiara. C’è un altro marina nei pressi dell’aeroporto di Nizza, St. Laurent du Var, di cui non consigliamo la sosta perchè molto rumoroso, in ogni caso è un porto molto attrezzato. A Nizza, nel mese di agosto, si svolge la splendida festa della battaglia floreale nel parco dei giardini di Cimiez. Se vi interessate di pittura non mancate di visitare il museo Matisse e Chagall. Da Nizza ad Antibes, oltre a quelle dei due marina sopra citati, non troverete baie interessanti.

Una veduta di Antibes.

Antibes, una cittadina ricca di storia

Qui vale sicuramente la pena di fermarsi; è una cittadina molto antica, i cui primi insediamenti risalgono ai greci, ed il porto (1.200 posti barca) è incastonato tra la parte vecchia e il Fort Carré, ben riconoscibile da lontano. Entrando a sinistra c’è il molo dei grandi yachts, poco più avanti la capitaneria con la banchina di transito e la pompa carburante. Acqua ed elettricità per ogni posto barca, la gru e gli scivoli sono situati nel bacino più interno (anse St. Roch). Nella zona portuale ci sono vari shipchandler, e la cambusa può essere comodamente acquistata al mercato attiguo. C’è anche un buon cantiere per le riparazioni. Da vedere il museo Picasso, una delle collezioni più complete al mondo, e da sentire il Festival del jazz che si tiene ad agosto. Poco più a sud di Antibes, sulla testa del capo omonimo, c’è una splendida baia, l’anse de l’Argent Faux, ben ridossata dai venti da ovest e da est dominati, ma aperta a quelli meridionali. Vi ancorerete in uno splendido scenario di rocce a picco e pinete su fondale di 5/8 metri di sabbia e ghiaia, discreto tenitore. Da Cap d’Antibes vi consigliamo una visita alle Isole De Lerins. Si può trovare ridosso a nord della più grande, St. Marguerite, proprio sotto la meravigliosa cittadella che vi consigliamo di visitare. Un altro buon riparo è a nord della seconda isola ovvero nel canale tra le due isole su fondale di 2 metri. Fate attenzione che le profondità in questo punto decrescono fino a 1,3 metri. C’è anche un piccolo porticciolo dove le unità minori troveranno un po’ di spazio.

(Continua…)

di Antonio Drai


 

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