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Da Barche a Motore 1992, n. 9, ottobre, pag. 38-39.
Sciagurata conclusione della penultima prova del campionato del mondo a Milano: Cappellini butta al vento una vittoria sicura: Bocca è fermato dal motore. La conquista del titolo diventa problematica.
Dopo otto anni di attesa, il giorno del riscatto sembrava arrivato. I segni del destino erano favorevoli: due italiani ai primi due posti della classifica generale del campionato del mondo di Formula 1 (Fabrizio Bocca, punti 19 e Guido Cappellini, 15); la prova del mondiale, in Olanda, annullata per maltempo e titolo più vicino, tutto sembra organizzato apposta per la festa finale. Il titolo che viene assegnato a Milano nella penultima gara, che si corre in casa e che può essere decisiva, su uno specchio d’acqua straconosciuto dai piloti italiani come quello dell’Idroscalo, è un bel vantaggio. Tutti gli appassionati di motonautica avvertono la magia del momento e accorrono all’Idroscalo per festeggiare il tanto atteso erede di Renato Molinari. È dal 1984, dal giorno in cui il grande Renato decise (inspiegabilmente per i suoi tifosi) di ritirarsi dalle gare di velocità in circuito, che l’Italia motonautica attende un campione. Un digiuno insopportabile per chi è abituato ogni anno a fare scorpacciate di titoli. Il titolo della Formula 1 è il più prestigioso di tutta la motonautica inshore ed è comprensibile che tifosi e dirigenti federali ci muoiano sopra.
Guido Cappellini in azione.
Le prove cronometrate confermano che Cappellini è più veloce di tutti (sette pole position su otto prove!), che Bocca (secondo) è in grande forma psicofisica, che gli avversari non sanno che pesci prendere. Ed ecco il fatidico giorno della gara. È il 13 settembre. La corsa prende subito l’andamento più favorevole che si possa desiderare: primo Cappellini e secondo Bocca. Il titolo iridato è, a questo punto, un affare di famiglia; i due azzurri se lo giocheranno a Singapore. L’importante è che torni in Italia. Ma se la Fortuna è cieca – dice un detto popolare – la sfortuna ci vede benissimo. E la Sfortuna con la esse maiuscola prende di mira i nostri piloti. Comincia con Bocca: il suo motore cede al quarantasettesimo giro, a otto giri dal termine. L’epilogo è assurdo e drammatico. Cappellini, che ha condotto in testa tutta la gara, doppiando tutti gli avversari tranne l’inglese Steve Kerton, si appresta a compiere da trionfatore l’ultimo giro. Improvvisamente il suo catamarano si rovescia. Nell’impatto con l’acqua la barca si disintegra. Cappellini viene sbalzato fuori dall’abitacolo, ma, fortunatamente, la capsula di sicurezza che lo protegge resiste all’urto e gli salva la vita. Privo di sensi, il pilota del team Laserline-Maserati Parfums viene trasportato d’urgenza all’ospedale San Raffaele. Se la cava con un trauma cranico associato a stato commotivo. Un trionfo che stava trasformandosi in tragedia. La gara viene vinta da Kerton, l’unico avversario che poteva approfittare di un doppio passo falso dei nostri piloti.
La beffa è compiuta. l’inglese Steve Kerton sale sul podio dell’Idroscalo di Milano e scavalca in classifica lo sfortunato Bocca e il folle Cappellini.
E ne ha approfittato scavalcandoli in classifica. Ora, a una gara dalla conclusione del mondiale, si trova con tre punti di vantaggio su Bocca. Niente di irreparabile, ma un’occasione propizia come quella capitata all’Idroscalo, quando si ripresenterà? Viene da piangere a pensarci. La dinamica dell’incidente, apparsa a tutti piuttosto misteriosa, ci è stata in seguito spiegata dallo stesso Cappellini: “La barca a fine gara, dopo aver consumato il pieno di carburante, è molto leggera e quindi più difficilmente controllabile. C’erano tre concorrenti già doppiati davanti a me e volevo superarli prima di arrivare alla boa. Non volevo rischiare di intrupparmi in virata, con il rischio di perdere qualche centinaio dimetri su Kerton. Il fatto è che non mi ero reso conto di essere all’ultimo giro. È stato un errore imperdonabile. La barca ha preso la scia di un doppiato ed è volata”. Non abbiamo avuto il coraggio di insistere con le domande. Ci sembrava puro sadismo. Che dire? Siamo allibiti. Cappellini ha perso il titolo mondiale, perché non sapeva che tra lui e questo maledetto titolo mancava solo un giro. Ma nessuno del suo team ha provveduto a segnalarglielo? È pazzesco. Ora c’è solo da sperare che Cappellini e gli altri piloti del DAC Racing, Chiappa e Zamparelli, facciano gioco di squadra a favore di Bocca, anche se Cappellini, in un eccesso di ottimismo, ritiene di avere ancora delle chances. I numeri dicono: Kerton punti 22, Hill 21, Bocca 19, Cappellini e Duggan 15. I punti in palio sono 9 per il primo arrivato, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto. Chances puramente matematiche, dunque. Sarebbe una follia crederci. L’ennesima follia.
di Riccardo Magrin
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