1993. Crociera in Grecia: Itaca e le altre

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1993, n. 6, luglio, pag. 60-66.

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Ecco una delle storie che ci ha appassionato di più.


Itaca e le altre

Da Barche a Motore 1993, n. 6, luglio, pag. 60-66.

Per secoli contese dai navigatori di tutto il Mediterraneo, oggi soltanto dai turisti, le isole di Omero e del Foscolo hanno una posizione geografica invidiabile. Montuose e verdissime, con eleganti paesi di impronta veneziana, offrono coste sicure e numerosi ripari a chi le visita in barca.

Quando si parla delle isole greche il pensiero va subito all’Egeo. Ma le isole Ionie sono tutt’altra cosa, diverse nel paesaggio, nell’architettura, nei profumi e nell’atmosfera. Tanto da non condividere neppure il carattere spiccatamente insulare delle loro sorelle. Tutte molto vicine alla costa, con la quale hanno sempre mantenuto una fitta rete di scambi, le lonie infatti non sono mai state emarginate, neppure al tempo della dominazione turca. Inoltre, la loro posizione geografica di primaria importanza commerciale e strategica ne ha favorito il ruolo di collegamento tra l’Oriente e l’Occidente, soprattutto durante la lunga appartenenza alla Repubblica di Venezia. Per il loro paesaggio dolce e lussureggiante, unito a un clima mite e ventilato, le isole dello Ionio offrono un approccio graduale ai panorami più violenti e assolati del resto della Grecia, senza contare il fatto che i paesi hanno spesso un’impronta che ci è familiare e ci fa sentire quasi a casa. Le isole maggiori sono sei: Corfù (Kerkira), Paxos (Paxi), Lèvkas, Itaca (Thäki), Cefalonia (Kefalonid), Zante (Zäkinthos), ma i greci chiamano l’arcipelago “Eptanissio” (di sette isole), in quanto vi includono la più meridionale Citera (Kythira), che si trova a Sud del Peloponneso. Sono tutte verdi e montuose, con coste scoscese, generalmente sicure, dove non si contano le possibilità di ancoraggio. E se la varietà e la bellezza del paesaggio, oltre alla vicinanza all’Italia, bastano di per sé a farne una meta appetibile, condizioni meteorologiche ideali durante l’estate, con venti regolari e moderati, forniscono una ragione di più ai diportisti. Purtroppo gli isolani poco hanno fatto in questi anni per incrementare o migliorare le strutture per il turismo nautico che invece è in continuo aumento.

A sinistra, la mappa dell’itinerario. A destra, il paesino di Lakka, all’estremità settentrionale dell’isola di Paxos.

La maggior parte delle compagnie di charter ha scelto come base Corfù, che dispone dell’unico marina dell’arcipelago ed è la meglio collegata sia con la Grecia continentale che con l’estero. E Corfù è anche la prima tappa per chi intraprende la traversata da Brindisi o da Otranto, a meno di 100 miglia di distanza. A questo proposito non bisogna dimenticare che il canale di Otranto è tra le zone più insidiose del Mediterraneo, in quanto la strettoia che si forma tra le coste pugliesi e quelle albanesi causa un aumento della forza del vento e del mare, e va affrontato solo dopo essersi ben informati sulle previsioni meteo. Per raggiungere il marina di Gouvia e la città di Corfù, sul versante orientale, occorre passare da Nord nello stretto canale tra l’isola e la costa, che per un breve tratto è ancora territorio albanese: fate attenzione a non superarne la metà perché il servizio di vigilanza è tra i più rigidi al mondo. L’arcipelago si sviluppa da Nord a Sud entro 150 miglia e una crociera di due settimane è sufficiente per andare da Corfù a Zante e ritorno (traversata dall’Italia esclusa). L’abbondanza di ridossi e di isolotti minori consente comunque di non annoiarsi anche a chi dispone di più tempo. L’itinerario che vi proponiamo scende fino a Zante toccando soprattutto le coste orientali delle isole, ridossate dai venti dominanti, per risalire fino a Lèvkas attraverso gli isolotti del cosiddetto Mare Interno (in questa zona incontrerete a volte una brezza proveniente da Sud invece del classico Nord-Ovest) e raggiungere nuovamente Paxos e Corfù.

Da Corfù a Paxos

Vegetazione rigogliosa, dove il colore scuro dei cipressi spicca tra gli olivi e gli aranceti, spiagge dorate e belle ville: ecco come appare l’isola di Corfù a chi proviene dal largo, in uno stridente contrasto con la desolazione della vicina costa albanese. Se invece avete noleggiato una barca al marina di Gouvia l’impatto non sarà altrettanto idilliaco. Benché la baia sia piuttosto bella, alberata, spaziosa e protetta da tutti i venti, il marina manca completamente di fascino, sconquassato da eterni lavori e neppure troppo attrezzato. Nelle vicinanze si trovano però diversi negozi alimentari che potranno rifornirvi direttamente a bordo con furgoncini. La città di Corfù è ad appena tre miglia, facilmente raggiungibile anche in autobus (ma consigliamo di lasciarla come ultima tappa dell’itinerario). Non volendo trascorrere la notte al marina potrete trasferirvi nella deliziosa baia di Pagania, sulla costa difronte a Gouvia. Quasi completamente chiusa da un promontorio, circondata da colline e da alcune fattorie, è un ancoraggio tranquillo, buon ridosso da tutti i quadranti. Da qui potrete iniziare la discesa verso Paxos. All’altezza della punta meridionale di Corfù, l’isoletta di Sivota e il villaggio di Mourtos possono costituire una piacevole tappa intermedia. L’ancoraggio migliore per la notte è nel canale tra il promontorio e l’isola di Agios Nikolaos (il passaggio a Sud è impraticabile a causa dei bassi fondali). Il porticciolo di Mourtos è sempre molto frequentato durante la stagione estiva: lo si può raggiungere con il tender per cenare in qualche taverna e poi tornare al silenzio della rada. Puntando decisamente a Sud si arriva dopo una breve navigazione all’isola di Paxos, che con la vicina Antipaxos, è uno dei posti più vivaci di tutto l’arcipelago. L’ingresso da Nord nel fiordo di Porto Gaios, sulla costa orientale formato dagli isolotti di Agios Nikolaos e di Panagia, è sempre emozionante, ma l’affollamento lungo la banchina e in paese è indescrivibile. Occorre arrivare in porto ben prima del tramonto se si vuole trovare un posto in banchina vicino alla piazza, punto di ritrovo di isolani e turisti. In caso contrario vi consigliamo di trascorrere la notte all’ancora nel canale di accesso con una cima a terra sugli alberi. Il carburante è disponibile vicino alla banchina, ma bisognerà trasportarlo da soli con le taniche, mentre l’acqua si può ottenere con difficoltà la mattina presto da un rubinetto. La più piccola delle Ionie maggiori (misura da un capo all’altro 10 km, per una larghezza massima di 4) può essere percorsa quasi interamente a piedi, tra il verde dei cipressi, delle viti e degli ulivi. Un momento particolarmente suggestivo per farvi scalo è il 15 agosto quando l’isoletta di Panagia è sede di una festa che si conclude con un grande ballo nella piazza di Gaios.

Un paesaggio dolce, belle spiagge e splendide baie: questa è Corfù.

In rotta verso Paxos

Da Paxos vi attendono una trentina di miglia di mare aperto fino al canale di Lèvkas, dove un ponte alto circa due metri sul livello del mare viene aperto per far passare le imbarcazioni circa ogni mezz’ora (ma potrebbe essere anche un’ora) dall’alba al tramonto. La veneziana Santa Maura, per secoli covo di pirati, e oggi poco più di un brutto agglomerato di case moderne, ricostruite negli anni sessanta dopo l’ultimo di una lunga serie di disastrosi terremoti. L’unica cosa interessante, oltre al festival folkloristico che vi si tiene a fine agosto, è il distributore di gasolio all’inizio del canale. Il golfo di Lèvkas è invece uno degli angoli più belli del Mediterraneo, con un’ampia scelta di baie tra le quali navigare sempre ridossati dal mare. Merita una sosta la piccola isola di Skorpios, meraviglioso paradiso botanico e marino che appartiene agli eredi del famoso armatore Aristotele Onassis. Sul lato Nord un paio di baiette sono a disposizione dei turisti, ma non è permesso passeggiare sull’isola, sorvegliata giorno e notte. Di fronte a Skorpios la profonda insenatura di Porto Vlikho, sulla costa orientale di Lèvkas, offre un riparo perfetto per la notte. La baia, circondata da ulivi, è infatti quasi completamente chiusa e vi si accede da uno stretto passaggio a Nord in prossimità della cittadina di Nidri. L’acqua non è limpida come altrove, ma l’ancoraggio è tranquillo e sicuro, con alcuni ristoranti e negozietti sulla costa e nell’unico villaggio. Poco più a Sud, oltre il passaggio tra Lèvkas e Meganisi, la baietta di Sivota, buon ridosso da tutte le direzioni, è la meta preferita di molte flottiglie, grazie anche alla gentilezza e alla disponibilità di Stavros e Yanni, proprietari di due taverne, vicino alle quali è stato recentemente costruito un pontile.

Barche alla fonda al riparo dell’isoletta di Sivota, di fronte al paese di Mourtos.

Itaca e Cefalonia

Da qui potrete far rotta direttamente su Fiskardo, all’estremità settentrionale di Cefalonia. In paese ottimi ristoranti, soprattutto di pesce, un supermercato, un alimentari e un forno, ma niente acqua né carburante. Sul porto c’è il bar di Tassos, “L’alloggio del capitano”, punto di ritrovo dei numerosi diportisti che vi fanno scalo. Sulla vicina costa occidentale di Itaca nei pressi di Porto Polis, si trovano i resti di quello che è generalmente considerato il palazzo di Ulisse. Nonostante le scarse prove archeologiche è infatti Itaca la favorita nella secolare disputa con Lèvkas per essere riconosciuta come patria dell’eroe omerico. Con aspre montagne e vallate verdissime, l’isola è uno degli angoli più belli delle Ionie, ma gli unici porti sono lungo la costa orientale. Vathi, in una profonda insenatura, è il più importante, anche se non offre molti servizi: è preferibile quindi fare scalo nei porticcioli di Kioni o di Frikes, più a Nord, entrambi in una bella posizione e con numerosi ristorantini (fate attenzione alle forti raffiche quando soffia il Nord-Ovest). Da Fiskardo al piccolo e ben ridossato porticciolo di Sant’Eufemia, dove potrete trovare acqua e carburante, la costa di Cefalonia forma ampie baie, belle e generalmente poco frequentate, dove ci si può ancorare vicino alla spiaggia, dato che il vento soffia quasi sempre da terra. Non vi è alcun motivo invece per fare scalo a Sami, il porto principale (da dove proveniva parte dei proci, i pretendenti di Penelope) che ha conservato molto poco del suo passato.

La costa vicino alla cittadina di Parga, nella regione dell’Epiro, davanti alla quale si trovano le isole Ionie settentrionali.

Destinazione Zante

La navigazione verso Zante, l’isola più meridionale dell’arcipelago, è quasi tutta in mare aperto. Come prima tappa potrete fermarvi nella piccola baia a ridosso del’isolotto di Agios Nikolaos, all’estremità nordoccidentale, dove si trovano solo alcune taverne. Vicino a capo Skinari si può visitare la Grotta Azzurra, un complesso di caverne marine dove acqua e sole creano incredibili effetti di luce. L’unico ma completo centro di rifornimenti è il capoluogo Zäkinthos, della costa orientale, ricostruito dopo il terremoto del 1953 in maniera il più fedele possibile all’originale, con i suoi caratteristici portici. Ricca di viti, fichi, ulivi, aranci e limoni, l’isola, patria del Foscolo, era chiamata dai veneziani “il fiore del Levante”. Da Zante in poi la navigazione per risalire le Ioniche è tutta contro mare e vento, ma dopo la prima e più lunga tappa per raggiungere Oxia, nel Mare Interno, troverete diversi ancoraggi tutti molto vicini tra loro. Davanti al golfo di Astakos, il gruppo delle Dragonera è composto da numerosi isolotti rocciosi e deserti: è una zona poco battuta dalle imbarca-zioni pur offrendo buoni ridossi (il migliore si trova a Est dell’isola di Petala). Al largo, lontana e solitaria, c’è l’isola di Atoko. Se il tempo è buono potrete fermarvi nella baia dall’acqua limpidissima che si apre sul lato orientale. Proseguendo verso Nord non perdete Meganisi, autentico gioiello dell’arcipelago, anche se purtroppo sempre molto frequentata durante l’estate. Gli ancoraggi più belli si trovano nella parte settentrionale dell’isola, dove ci sono alcune baie molto profonde e ben ridossate. Tra tutte vi consigliamo quella chiamata Porto Atheni, che si apre tra due punte rocciose. Proseguendo verso Nord c’è un porticciolo ai piedi del paese di Spartakhari, sulla collina, dove bisogna arrampicarsi per fare la spesa: ne vale la pena perché il panorama è eccezionale. Dopo avere percorso nuovamente il canale di Levkas, questa volta in direzione opposta, incontrerete dopo poche miglia la città di Preveza, all’ingresso del golfo di Amvrakia. Una serie di boe delimita il canale dragato di accesso al porto, nel quale la corrente può toccare talvolta anche i tre nodi di velocità. Pur essendo Preveza un porto commerciale, la città è abbastanza piacevole, piena di negozi e di botteghe artigiane, ottima per i rifornimenti e per lo shopping. Una tappa di trasferimento di trenta di miglia vi ricondurrà a Paxos, dove potrete fare scalo a Lakka, sulla punta settentrionale. La baia, che offre un ottimo ridosso dal Maestrale, è graziosa ma inesorabilmente affollata d’estate con diversi ristorantini sulla riva e un piccolo villaggio.

La cappella bizantina di Podikonissi, costruita su un’isoletta vicina alla città di Corfù.

Ritorno a Corfù

Prima di riconsegnare la barca a Gouvia o riprendere il largo verso le coste italiane, l’ultima destinazione da non perdere è l’elegante città di Corfù, capoluogo dell’isola. Potrete fermarvi nel porticciolo a Sud o raggiungere il vecchio porto sul lato Nord dell’abitato, dopo aver aggirato il promontorio su cui sorge la cittadella. È sempre meglio arrivare al mattino, per trovare posto lungo il frangiflutti e per manovrare più agevolmente prima che si alzi il vento. In città e nei dintorni ci sono molte cose da vedere, a cominciare dal Museo Archeologico (orario 8.30-15, chiuso il lunedì), al quale si accede dalla celebre Splanada, una bellissima piazza a prato dove i veneziani facevano le manovre militari e oggi si gioca a cricket, abitudine ereditata dagli inglesi, Impreziosita dalle belle facciate di antichi palazzi e da giardini la Splanada è delimitata dal Liston, il porticato ottocentesco che con i suoi caffè è un po’ il centro della vita locale. Un ponte conduce alla Fortezza Vecchia, costruita nel Cinquecento sul promontorio dove anticamente sorgeva l’Acropoli.

La Fortezza Vecchia di Corfù.

di Cristina Griner


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