1993. Mauritius, l’isola dei colori

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1993, n. 1, febbraio, pag. 52-58.

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Ecco una delle storie che ci ha appassionato di più.


Mauritius, l’isola dei colori

Da Barche a Motore 1993, n. 1, febbraio, pag. 52-58

Spiagge bianchissime e rocce vulcaniche, circondati da una natura rigogliosa e dalle infinite sfumature di blu. Ecco Mauritius, perla dell’Oceano Indiano.

Spiagge bianchissime e abbaglianti, nere e lucenti rocce vulcaniche, immense piantagioni di canna da zucchero e di tè dal verde intenso. Poi le infinite gradazioni di blu nel quale mare e cielo si perdono e si confondono, il rosso acceso dei fiori lungo le strade e le facce della gente, una miscellanea di razze e di colori unica al mondo. Su quest’isola lontana dell’Oceano Indiano, al largo del Madagascar, si incontrano e si mescolano tre diversi continenti e popoli venuti da lontano, dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa, ciascuno con la propria lingua, cultura, religione, tutti con gli stessi modi gentili e discreti. Indiani, cinesi, creoli, africani, discendenti degli antichi coloni francesi e inglesi convivono tranquillamente offrendo un raro esempio di tolleranza e di civiltà. Mauritius è un piccolo paradiso lungo sessanta chilometri e largo quaranta, dove la natura dei tropici si manifesta in tutta la sua esuberanza, i pesci, numerosi e coloratissimi, sono enormi per l’abbondanza di cibo che si trova in queste acque e le montagne hanno singolari forme che tanto ricordano quelle più note delle isole polinesiane. Le coste sono in gran parte protette dalla vicina barriera corallina. Lunghe spiagge bianche con acque calme e trasparenti sul versante occidentale, coste frastagliate nere e ocra su quello orientale. Un sogno per coloro che amano immergersi e cercano un mare particolarmente ricco, una meta ben organizzata per la pesca d’altura. Il clima è invitante durante quasi tutto l’anno, con l’unica eccezione dei mesi di luglio e agosto, che corrispondono all’inverno.

Il mare lungo la costa è quasi ovunque calmo e trasparente, protetto dalla barriera corallina.

Circondati dalla barriera corallina

Le soluzioni per una vacanza a Mauritius sono numerose e diversificate, dall’albergo a cinque stelle al bungalow privato da affittare in riva al mare. I migliori hotel organizzano escursioni in barca in giornata lungo la costa e nelle maggiori località turistiche troverete diverse agenzie di charter con le quali prendere accordi per effettuare una crociera più lunga intorno all’isola o raggiungere il vicino arcipelago delle Rodriguez. A Mauritius non esiste il noleggio di imbarcazioni senza skipper. Tutta l’isola infatti, tranne che per brevi tratti, è circondata dalla barriera corallina, situata a una distanza di circa un miglio lungo la costa occidentale e di due miglia e mezzo lungo quella orientale. Ci sono diverse aperture, chiamate “passe”, per accedere all’interno del reef, dove molte zone sono ampiamente navigabili, ma è necessario conoscere bene i luoghi e le correnti di marea, che in alcuni casi toccano anche i 5 nodi, per non incorrere in pericoli. Per immergersi, i centri subacquei meglio attrezzati sono presso gli alberghi della costa occidentale, dove istruttori qualificati offrono sia corsi per l’acquisizione di brevetti internazionali, sia uscite accompagnate e sono in grado di fornire tutta l’attrezzatura. Per gli appassionati di pesca d’altura, ci sono diversi centri specializzati nel “big game” dove si affittano moderni fisherman per raggiungere, oltre la barriera, le zone più pescose e dare la caccia al marlin, al tonno e ad altre ambite prede di cui è particolarmente ricco questo mare.

Mauritius è considerata tra i migliori luoghi al mondo per la pesca d’altura. Ogni anno, infatti, qui si svolge la International Marlin World Cup, durante la quale, in cinque giorni di competizione, trenta squadre si affrontano nelle pescose acqua della costa occidentale.

Acque limpide e turchesi

Il nostro giro intorno all’isola non può che partire dalla Grand Baie, la più famosa, turistica, attrezzata e completamente fruibile delle località costiere. Si trova sulla costa nordoccidentale, una ventina di chilometri a Nord della capitale Port Louis. Alberghi, negozi di abbigliamento e di artigianato, ristoranti e discoteche si affacciano sulla baia dalle acque incredibilmente limpide e turchine, così tonda da essere completamente riparata. Qui avrete la possibilità di praticare tutti gli sport acquatici, di noleggiare barche di ogni tipo, biciclette, motorini e anche un elicottero. Potrete effettuare battute di pesca ed escursioni nei dintorni, da Coin de Mire all’Ile Plate e all’Ile Ronde. È l’area più bella di tutta l’isola per immergersi e per una strana conformazione dei fondali si trovano i coralli più estesi e il pesce più numeroso. Le immersioni avvengono sia all’interno della baia sia nella zona che si estende fino all’isola disabitata di Coin de Mire, proprio di fronte. A Sud- Ovest, oltre la Pointe aux Cannoniers, si apre il Mon Choisy, una delle spiagge migliori e più frequentate, letteralmente invasa nei giorni di festa. Non lontano, nei pressi di Trou aux Biches, c’è l’ Argonaute, uno dei negozi autorizzati nella vendita delle conchiglie. I fondali attorno all’isola, infatti, sono ricchissimi di conchiglie rare e per tutelare questo patrimonio il governo ha stabilito che la raccolta fosse regolata con licenze e la vendita avvenisse soltanto presso i negozi specializzati.

A sinistra i meravigliosi fondali ricchi di coralli, destinazione obbligata per gli amanti delle immersioni. A destra, le cascate di Chamarel, a sud, nella regione della Savanne.

Le meraviglie del giardino botanico

All’interno, tra la Grand Baie e la capitale, c’è il giardino botanico di Pamplemousses, esempio completo delle bellezze naturali dell’isola, venti ettari di terreno dove vivono numerose specie, anche rare, di piante e di fiori. L’ingresso è gratuito (i mauriziani amano trascorrervi la domenica), ma per una modica cifra potete farvi accompagnare da una guida locale: vi racconterà tutte le meraviglie delle ninfee giganti dell’Amazzonia e di palme ultracentenarie. Un tempo a Mauritius esistevano foreste di ebani e alberi maestosi, notevolmente ridotte oggi nella loro estensione per lasciare spazio alla coltivazione della canna da zucchero, maggiore risorsa dell’isola, e della pianta del tè. Potrete unire l’escursione a Pamplemousses alla visita del grande mercato coperto di Port Louis (solo la mattina), brulicante di gente e di voci. Frutta e verdura delle qualità per noi più inconsuete sono disposte con grande cura sui lunghi banchi, tra spezie di ogni tipo e provenienza ed erbe curative. In una parte del mercato ci sono le piccole botteghe con i prodotti artigianali, tessuti, modellini di velieri, chincaglierie e conchiglie.

Tra natura incontaminata e antichi relitti

Scendendo lungo la costa occidentale, diverse strutture alberghiere si confondono discrete tra la vegetazione, alle spalle di una lunga striscia di sabbia chiara protetta dalla barriera corallina. Questa si interrompe davanti alla Grande Rivière Noire, il cui estuario forma una larga e profonda baia, dove sono ormeggiate numerose barche e dalla quale partono le battute di pesca grossa. Sullo sfondo il Piton della Rivière Noire, alto più di 800 metri, e a Sud la caratteristica sagoma della punta montuosa di Le Morne. Ma la costa più incantata è indubbiamente quella che corre da Le More a Souillac, sul versante meridionale dell’isola. Il miglior ancoraggio lungo questo tratto di litorale è nella baia di Jacotet, teatro di una famosa battaglia navale svoltasi nel lontano 1810. Vicino all’isolotto Sancho la bassa marea rivela l’ancora di un antico veliero imprigionata nel corallo e un vecchio cannone. Dopo la Pointe aux Roches e l’estuario di Surinam, il paese di Souillac, arroccato su alte falesie, offre un contrasto impressionante con le tranquille spiagge del Nord. Qui la barriera si interrompe per 9 miglia e il mare, di un azzurro cupo, frange sulla costa rocciosa e scura, incorniciata dal verde sgargiante della vegetazione che arriva fino all’acqua. Qua e là si aprono spiagge profonde. È sempre la parte meridionale dell’isola a offrire gli scorci più belli anche all’interno, nella regione della Savanne. Il mezzo migliore per visitarla è il taxi (potete affittarlo per una mezza giornata): eviterete di perdervi in un labirinto di stradine e l’autista vi farà anche da guida.

A sinistra, il mercato coperto di Port Louise, dove frutta e verdura sono disposti con grande cura sui banchi. A destra, la mappa dell’isola.

Una terra dai violenti contrasti

Sono tappe obbligate la sosta al Gran Bassin, con il lago sacro agli indù dove potrete assistere alle funzioni religiose, le terre colorate di Chamarel, una distesa dalle più incredibili sfumature, e le Gorges de la Rivière Noire, dall’alto delle quali si gode di un panorama grandioso, dalle foreste fino al mare. Non lontano da Souillac potrete visitare La Vanille Crocodile Farm, un originale giardino zoologico con la fauna più tipica dell’isola. All’estremità sudorientale di Mauritius, non lontano dall’unico aeroporto, la città di Mahébourg si affaccia sulla baia di Grand Port, dove sbarcarono un tempo gli olandesi, prima ancora dei francesi e poi degli inglesi. L’antica capitale è divisa in due parti dalla Rivière la Chaux: da un lato si trova Mahébourg, dall’altro la Ville Noire, la cittànera, collegata da un ponte. Da poco toccati dal turismo sulle spiagge di Blue Bay e Poin d’Esny, Mahébourg emana un fascino d’altri tempi. La grande baia, protetta dal reef e punteggiata da isolette, è perfetta per la navigazione e vi si svolgono importanti regate. Ma la località più celebre del versante orientale è senza dubbio l’Ile aux Cerfs, di fronte all’hotel Le Touessrok, vicinissima alla costa. Un tempo deserta e incontaminata, è oggi alquanto turistica, ma vale la pena di fermarsi almeno per un giorno. I bassi fondali formano specchi d’acqua calma e trasparente, incredibilmente invitanti per il bagno, e sulle lunghe spiagge di sabbia bianca sassi di roccia vulcanica, nerissimi e lucenti, creano violenti contrasti. Vicino all’ imbarcadero ci sono tutti i servizi: due ristoranti, un bar, diverse bancarelle, docce e bagni pubblici, noleggio di pedalò, kajak, hobie cat, laser e sci d’acqua. Bisogna allontanarsi un po’ verso le spiagge più lontane per ritrovare la tranquillità di un tempo, ma chi cerca il contatto con una natura ancora intatta, selvaggia e silenziosa può sempre scegliere la minuscola Ile de l’Est, separata dall’Ile aux Cerfs da un braccio di mare largo poche decine di metri. Più a Nord, sulla costa, si arriva a Trou d’Eau Douce, un piccolo villaggio rinomato per le ostriche e l’allevamento dei gamberi. Alcune belle spiagge, tra cui Roches Noires e Poste La Fayette e uno degli alberghi più prestigiosi del paese, il St. Géran, si affacciano sulla costa nordorientale, che culmina a Nord con il paese di pescatori di Cap Malheureux.

Informazioni sulla meteorologia di Mauritius

Mauritius è un’isola tropicale battuta dagli alisei provenienti da Sud- Est. Non si possono definire nettamente una stagione secca e una stagione umida. Il periodo più caldo dell’anno corrisponde al nostro inverno, da gennaio a marzo-aprile, con temperature medie oltre i 30 °C: è questa la stagione più piacevole, insieme ai mesi da settembre a novembre. Il periodo più “freddo” va da luglio a settembre, con temperature che variano dai 14 ai 22 gradi. Nel centro dell’isola, a un’altitudine di circa 600 metri, le temperature sono di circa 5 °C inferiori a quelle registrate lungo la costa. Mauritius è soggetta a cicloni, che portano solo pioggia se si sviluppano lontano, ma che possono causare gravi danni se sono vicini. L’isola è colpita da un ciclone forte in media ogni 5 anni.

Sull’isola convivono in armonia popoli diversi, con differenti culture e religioni. Nella foto, una ragazza indiana.

La cucina dell’isola

La cucina di Mauritius è il risultato di una mescolanza di specialità africane, europee ed asiatiche, adattate ai prodotti locali. È composta da molti piatti a base di pesce e di frutti di mare, da ricette esotiche e piccanti. Tra gli ingredienti spiccano i pomodori, detti “pommes d’amour”, che colorano i piatti, le cipolle e l’aglio, che li insaporiscono, e lo zenzero, stuzzicante. Gli intingoli ricchi e pesanti dei coloni francesi sono stati adattati al clima caldo. Due salse tipiche sono la raugaille e la vindaye, diversissime tra loro: la prima, a base di pomodoro, viene servita bollente, la seconda, fredda con senape, semi e aceto. Cuore di palma, carne di cervo e di cinghiale, camaron sono le specialità preferite dagli attuali abitanti franco-mauriziani, mentre la cucina indiana costituisce il filone più importante della moderna cucina mauriziana. La cucina indù ha la capacità di legare il pesce, le verdure e la carne (eccetto quella di manzo) con le spezie esotiche che ne esaltano i sapori. I musulmani invece amano festeggiare con il briani, una gustosa miscela di riso, patate, spezie e carne. Gli immigrati cinesi hanno importato le cucine regionali di Pechino, Canton e Sechuan. Il cuore di palma è senza dubbio la specialità più ricercata e lega particolarmente bene con il marlin affumicato.

Consigli per lo shopping

L’artigianato mauriziano produce: spezie, terracotte, strumenti musicali tradizionali, oggetti in vimini, tessuti, ricami e lavorazione del legno, tra cui particolarmente sviluppato il modellismo navale. Realizzati sulla base dei progetti originali ottenuti dai musei marittimi, i modellini sono in tutto fedeli agli originali. A Curepipe visitate la fabbrica Comajora, i cui modelli si basano sui disegni dei Musei della Marina di Parigi e di Greenwich.

Consigli utili per recarsi a Mauritius: clicca qui


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