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Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Iniziamo da una delle storie che ci ha appassionato di più.
Amore folle
Da Barche a Motore 2004, n.9, ottobre, pag. 86-91.
Sogni e immaginazione, viaggi e sentimenti. Jean Michel Folon, noto pittore belga, parla di Over the Rainbow, la barca che ha restaurato da Mondomarine. Ma anche di sé e di arte. Prima di mollare gli ormeggi.
I sogni sono essenziali nella vita e talvolta si realizzano. Da tempo Jean Michel Folon, l’artista belga di fama mondiale che da quindici anni risiede a Montecarlo, sognava una barca. “Il caso ha voluto che un giorno vedessi la barca che desideravo. Fu cinque anni fa. La donna che era a bordo, mi invitò a salire e rimasi in estasi per un’ora sul ponte in teak. Allora non potevo immaginare che sarebbe diventata la mia barca. Due anni dopo, in stato di semi abbandono, fu messa in vendita e la comperai senza rifletterci troppo. Diventato armatore, la follia di questo acquisto fatto d’impulso mi apparve in tutta la sua enormità. Pur amandola pazzamente, ne vidi tutti i difetti e l’inferno che mi si prospettava. Ma avevo deciso di salvarla e di non lasciarla morire”. Dopo lunghe ricerche Folon individua a Savona il cantiere che può occuparsi del restauro, Mondomarine, la struttura che, alla costruzione di megayacht, affianca l’attività di refit & repair. “I due anni trascorsi avanti e indietro fra Montecarlo e Savona sono stati una bella avventura dal punto di vista umano. Ho condiviso emozioni e decisioni, soprattutto la volontà comune di salvare la barca. Due mesi fa, quando Over the Rainbow è scesa in acqua, ho provato una felicità indescrivibile”.
Jean Michel Folon e uno degli uomini blu, scaturito dalla sua immaginazione.
Immaginazione e realtà
Vivere e navigare a bordo di “questa vecchia Signora”. Ecco che cosa farà Folon, che anche in barca continuerà a creare le sue opere d’arte perché “il mio atelier è dappertutto e da nessuna parte”. Immaginazione e realtà, forte attaccamento alla vita e desiderio di fuga, si intrecciano in continuazione nei discorsi di Folon. I piccoli uomini blu che volano da lui creati sono frutto della sua immaginazione, per fare fronte alle tragedie umane “alle quali assistiamo inermi, e la bellezza è una specie di ancora di salvezza con la quale gli artisti possono cercare di far pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’ottimismo”. Il filo conduttore del pensiero del noto pittore è il desiderio di dare un futuro al passato, di conservare la tradizione. E così è stato per Over the Rainbow, “una barca simbolo di qualcosa che non c’è più e che, grazie al restauro, ha ripreso a vivere. Le barche oggi sono diverse, come questa non se ne fanno più”. Jean Michel Folon non ama la tecnologia “che oggi divora la gente. Amo i treni in ritardo, i piccoli bistrot, i mercatini dove andare a cercare oggetti del passato. Amo le cose che hanno un passato e non trovo necessario andare sulla Luna”. Un altro tema ricorrente nelle parole di Folon è la voglia di partire e di scoprire “le innumerevoli e meravigliose cose che ci sono al mondo”. Questo non si evince solo dai titoli – Partire, Il viaggio della vita, Viaggio bianco – delle sue opere. Il desiderio di lasciare vagare la mente e andare sempre al di là di ogni cosa traspare da ogni parola e da ogni pensiero. “Mi piace osservare la vita e Over the Rainbow sarà perfetta per questo. Dal ponte sarà facile ascoltare il respiro del mare, il movimento delle onde e dare libertà al pensiero”.
Over the Rainbow in navigazione, dopo il restauro di Mondomarine.
L’alba di un nuovo giorno
“Grecia, Turchia, non so ancora dove. Ci sono tanti paesi che non conosco e che voglio scoprire“. Come ogni appassionato di mare e di barche, Jean Michel Folon ha seguito da vicino i lavori della sua barca. Ha disegnato lui stesso le bitte in bronzo e ha ridotto il numero delle cabine per renderle più grandi e più comode. Alcune delle opere d’arte dell’armatore sono state collocate un po’ ovunque, insieme a pezzi d’antiquariato cinesi di grande pregio e insieme a opere di altri artisti come David Hockeney. Il ponte principale accoglie la sala da pranzo, che Folon utilizzerà anche per dipingere, la cucina e il grande salone con la libreria disegnata dall’artista. Nel ponte inferiore, oltre a due cabine matrimoniali per gli ospiti, si trova la suite armatoriale con accesso al salone. Folon ha voluto ricavare alcune piccole nicchie lungo le pareti per riporvi preziosi ricordi della sua vita, perchè “le radici devono essere perpetuate, sono l’anima di tutto“.
Il pozzetto di poppa, riparato un tempo da una struttura e oggi dal flybridge, sottoposto a un lungo lavoro di trasformazione senza alterare le linee classiche dello yacht.
Fra questi spicca il disegno di un uccello disegnato nel 1970, un bassorilievo che decorava una tomba egiziana perché “matita e carte non mancano mai dalle mie tasche“. Come Over the Rainbow, anche questo uccello ricomincia a vivere. Dei momenti del giorno Folon ha una spiccata preferenza per l’alba. “Mi piacciono anche i colori poco dopo il tramonto, quelli dell’arcobaleno, inducono la mente a viaggiare. Ma l’alba è l’inizio di un nuovo giorno e io amo le cose che iniziano. Come il viaggio che inizierò con Over the Rainbow. Il mare è meglio dell’arte. L’arte non cambia, mentre il mare cambia spesso. È impossibile vedere due volte lo stesso mare, nelle stesse condizioni, con gli stessi colori. Il mare è uno specchio che cambia a ogni istante, affascinante in modo pericoloso: potrei guardarlo ore e ore. Cosa c’è di meglio che stare sul mare a guardare il cielo e le stelle?” Un invito a provare per chi non lo sa. Da non declinare.
Il salone con le librerie disegnate da Folon con i cassetti di dimensione a scalare.
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