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Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Iniziamo da una delle storie che ci ha appassionato di più.
Le barche anti crisi
Da Barche a Motore 2008, n.10, novembre, pag. 70-81.
Da 10 a 24 metri, ecco 41 barche comode come una casa al mare che sono anche un investimento.
Il sistema finanziario mondiale è sull’orlo del collasso? Parlare di economia in questo periodo è come predire il futuro con i tarocchi. Ottimismo e pessimismo si alternano alla stessa velocità. Fortunatamente il mondo della nautica non è isterico come quello della finanza. Sarà perché non c’è speculazione ma solo passione. Ecco perché la nautica procede tranquilla, al di là di ogni umore dei mercati, perché vive di appagamento dei desideri delle persone, un sentimento a cui nessuno è disposto a rinunciare. Non a caso la nautica è sempre uscita indenne da ogni recessione. Allora guardiamola in quest’ottica: se avete una mezza idea è proprio ora il momento di comprarvi una barca. È un paradosso? Non proprio. Facciamo un esempio: per comprare una bella casa in un luogo suggestivo con vista mare bisogna spendere almeno due milioni di euro. Se la si trova. Con un investimento inferiore, invece, ci si può acquistare una barca e vivere immerso nella natura, con la possibilità di scegliere ogni volta un approdo diverso, nei luoghi più belli del mondo. I costi di carburante e posto barca, non sono certo superiori a quelli di gestione di una villa. In queste pagine trovate quindi una selezione di barche, che abbiamo definito “anticrisi”, ovvero degli yacht che vi permettono di farvi le vacanze al mare in tutta comodità, ogni volta in un posto nuovo. Naturalmente l’offerta è più vasta, noi ne abbiamo scelte 41, tra le ultime novità, da 10 fino a 24 metri, che è il limite delle imbarcazioni da diporto.
La sfera degli open è quella che offre la maggior possibilità di scelta in funzione della disponibilità del proprio budget, perché riesce ad abbracciare barche di ogni misura, dal piccolo cruiser alla grande nave da diporto. Inoltre, a differenza dei fly, gli open sono più facilmente assoggettabili alle diverse interpretazioni di design esterno, un vantaggio che rende questa fascia di mercato adatta a gusti differenti. Si può infatti trovare il classico day cruiser, comodo e tranquillo, il motoscafo più tirato e performante oppure il moderno express con hard top, a sua volta declinato in innumerevoli forme, fino a offrire anche una superficie calpestabile sulla sovrastruttura, proprio come i fly, che generalmente è adibita a prendisole. E per non trascurare nessuno, alcuni cantieri, come Absolute, Beneteau e Rio Yachts, offrono la stessa barca sia con l’hard top che come classico open. Nella nostra selezione abbiamo preso come esempio tutte le tipologie di open, non solo dal punto di vista estetico, ma anche per il tipo di ospitalità che possono offrire. Per chi vuole divertirsi con una spesa minima, per esempio, va benissimo il MonteCarlo 32, che sottocoperta ha un open space perfetto per due o quattro persone, l’ideale per le coppie di fidanzati o per le famiglie con bambini. In generale, comunque, si può disporre di almeno due cabine. E due begli esempi di layout li danno il Rio 44 Air, con le sue due grandi cabine matrimoniali con bagno, e il quadrato con dinette e cucina, e il Sessa Marine C43, che dispone di una cabina poppiera su tutto il baglio, come sugli yacht più grandi. Proprio su questo punto vale la pena soffermarci. L’innovazione raggiunta nel mondo dei motori, ha di fatto aperto nuove strade nella progettazione degli interni. È il caso dei motori Volvo Penta IPS che, essendo in posizione molto più arretrata rispetto a quelli con le linee d’asse, liberano più spazio nella zona centrale dello scafo. Ecco, quindi, che ora anche sugli open da 40-45 piedi si riesce a trovare una cabina armatoriale a tutto baglio, con i grandi oblò ai lati e magari la chaise longue per rilassarsi guardando il panorama. Insomma, piccola o grande che sia, c’è sempre una barca adatta a ogni esigenza, senza rinunciare al lusso, alla tecnologia e, man mano che si sale di misura, al livello di personalizzazione. Come ognuno arreda la propria casa secondo i propri gusti personali, i cantieri si prodigano ad assecondare le richieste degli armatori sulla scelta delle essenze e dei tessuti. Così la barca diventa sempre più come la propria casa. E allora, perché guardarsi il mare attraverso una finestra, quando lo si può godere dall’interno?
Il Fly
La vera casa al mare è il fly, con la sua distribuzione degli spazi, su tre livelli, che permette di avere un grande salone indipendente dalla zona notte e una terrazza rialzata sul mare. Non c’è limite alla lunghezza che possono raggiungere. La barca fly è la “villa galleggiante” per eccellenza. Non c’è paragone fra gli spazi che possono offrire queste barche in confronto agli open di pari misura, così come non c’è limite alla lunghezza che possono raggiungere. Paragonandoli a una casa, si può dire che l’offerta minima parte da un bilocale, con doppi servizi, cucina, salone, terrazza e balcone, laddove il grande balcone è il pozzetto, con la sua superficie libera allestibile a piacere o con delle sdraio o con un tavolo da pranzo, mentre la terrazza è il flying bridge, con tutti i suoi complementi d’arredo, come la dinette, il mobile grill e il prendisole, per vivere all’aria aperta senza rinunciare a nulla. Manca solo la cantina, che a ben guardare potrebbe tradursi nei gavoni che spesso sono ricavati sotto al pagliolato del pozzetto. Naturalmente, per ovvie ragioni, a parità di misura, talvolta le barche fly costano di più rispetto agli open, ma, a differenza della maggioranza di quelli con hard top, a bordo di qualsiasi fly le aree esterne sono nettamente separate da quelle interne, a tutto vantaggio della possibilità di fruire della barca anche nei periodi meno caldi dell’anno. Se gli open si diversificano di più nel design esterno, i fly lasciano più spazio alla creatività nei layout interni. Senza considerare, in questo caso, i grandi motoryacht, spesso personalizzabili anche nella compartimentazione degli ambienti interni, nella fascia media sono molte le possibilità di layout differenti offerte dai vari cantieri: per esempio, c’è chi tiene la cucina nel salone sul ponte principale e chi invece la posiziona sul ponte inferiore, ai piedi delle scale di discesa o, ancora, sempre sul ponte inferiore, ma in un area indipendente a centro barca o a poppa. In tema di personalizzazione, nelle barche da 50 piedi, molti offrono la possibilità di scegliere fra un layout a due o tre cabine, a meno che non si opti direttamente per il Ferretti 510, che ne propone già tre, con quella armatoriale a centro barca, dotata anche di chaise-longue ai piedi del grande oblò. In coperta, invece, il salone è spesso diviso in due aree distinte: quella per il relax, che è a poppa, e quella per il pranzo, con una dinette dedicata, a prua. In definitiva, cosa manca a questo tipo di barche per godersele al massimo? Solo una buona e numerosa compagnia.
Le barche Modern Classic
Nelle barche modern classic toni retrò si fondono con il design moderno per creare un nuovo stile, da cui derivano barche senza tempo, in grado di non passare mai di moda. È per questo che il classico contemporaneo sta incontrando un grande successo. Sono sempre fly e sono sene open, ma si inseriscono in un segmento di mercato del tutto particolare che sta incontrando buon successo. Il classico contemporaneo è infatti uno stile che non tramonta mai. Qui ci sono barche come il Sarnico Spider o il Riva Rivale, di cui fare sfoggio, ma con quel gusto discreto che è l’inverso dell’ostentazione. Ci sono però anche barche che affondano realmente le loro radici nel passato, ma reinterpretate in uno stile attuale, anche qui, in modo diverso a seconda dell’estro di ogni singolo progettista. Chi si sente più vicino a questo tipo di barche, non ha altro che l’imbarazzo della scelta. Proprio in questi ultimi tempi si è verificato un vero fermento, che ha introdotto nel mercato moltissime barche, una più originale dell’altra. Ci sono i gozzi di Apreamare, evoluti in forme più bombate e moderne, le navette e ogni sorta di lobster, che sono le antiche barche da lavoro che si usavano nel Maine per la pesca alle aragoste. E altre nuove interpretazioni saranno presto in arrivo, come la nuova gamma Custom di Menorquin, che rivisita ed espande di misura il classico gozzo di Minorca. Qualunque sia la scelta, queste barche nascono all’insegna della comodità e della piacevole navigazione. Gli ambienti a bordo sono studiati per offrire atmosfere particolari. L’uso di legni pregiati, la cura dei dettagli estetici e delle cromie, sono un “must” su queste barche. Tutte caratteristiche che le rendono ideali per chi ama il mare e ha voglia di avere un oggetto particolare, che si distingue.
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