2012. Queste sono le migliori barche per le lunghe crociere

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2012, n.8, settembre, pag. 82-87.

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Ecco una delle storie che ci ha appassionato di più.


La sostenibile lentezza dell’andar per mare

Da Barche a Motore 2012, n. 8, settembre, pag. 82-87.

Meno consumi, ma non solo. Navigare in dislocamento fa riscoprire il gusto del mare e… magari passa la voglia di arrivare.

Non ne potete più della frenesia? Siete improvvisamente diventati un po’ più rilassati e cominciate ad apprezzare il gusto di una crociera a ritmo più lento? Oppure è solo un atteggiamento opportunistico legato ai nuovi scenari che crisi monetarie, spread e altre amenità impongono? Difficile dare una risposta, certo la voglia di rallentare lo stile di vita è un’esigenza sempre più percepita e ricercata anche nell’andar per mare e la dimostrazione è la significativa diffusione di barche dislocanti o semiplananti, ma anche la creazione di nuovi modelli che ogni anno incrementano sempre più la loro presenza nel mercato. Perché questa tendenza si stia diffondendo soltanto adesso anche nella nautica è un po’ curioso e al tempo stesso preoccupante. Il mare, la vacanza e la navigazione non dovrebbero essere sempre stati il regno del quieto vivere, della fuga dallo stress? Evidentemente non era così o, per meglio dire, per molti non era ancora così. Meglio tardi che mai, verrebbe da esclamare e benvenuti a coloro per i quali è stata una scoperta recente. Ma qualunque sia il motivo per cui ci si approccia alle barche dislocanti, qui si
apre un nuovo mondo, fatto di nuove opportunità, qualche risparmio e, soprattutto, una qualità della navigazione e della vacanza che promette di dare eccellenti sensazioni e, magari, fare qualche affare, almeno finché questa tendenza non diventerà di dominio comune, e allora…

Lo Swift Trawler 34 di Beneteau.

Cresce la voglia di tranquillità

Cresce quindi la voglia dell’andar per mare con barche tranquille, dislocanti per intenderci, ma anche semidislocanti come sempre più cantieri stanno proponendo. A una variegata offerta del nuovo, si sovrappone una vasta disponibilità di modelli usati, perché negli anni passati, prima della sbornia consumistica degli anni Novanta e Duemila, la navigazione con la “N” maiuscola era un bel po’più popolare e di barche comode, marine e già allora parsimoniose nei consumi ne sono state costruite molte. Quindi, si può puntare a un usato di qualità che può offrire soluzione abitative di grande comfort, senza dimenticare il fascino di interni dove il legno massello è ancora grande protagonista. Barche con il fascino vintage, sviluppate su progetti talmente affermati da non far rimpiangere neppure i più tecnologici dei nuovi yacht. Siete interessati? L’idea è lanciata, adesso si tratta di svilupparla. Nell’articolata rassegna di modelli in queste pagine ci sono numerose proposte, nell’articolo ci soffermiamo invece sulla filosofia della scelta e, più in generale, sulle caratteristiche salienti a cui prestare attenzione. La prima tipologia di barca che viene in mente quando si parla di navigazione in dislocamento sono i trawler. Basta aggirarsi anche distrattamente in un porto per vederne parecchi con un’aria da “poco utilizzati” all’ormeggio. In effetti, negli anni Ottanta avevano conosciuto un discreto successo, per la loro abitabilità e per le economie di esercizio garantite da motorizzazione non eccessivamente potenti, senza dimenticare le doti marine che li hanno resi proverbiali e fatti apprezzare soprattutto nei mari nordici dove i generosi spazi chiusi sono sempre apprezzati.

Gli interni del Gamma 20 di Gamma Yachts.

Ora “rischiano” di tornare di moda esattamente per gli stessi motivi. Certo nel frattempo l’evoluzione della tecnica ha fatto importanti passi avanti così, per esempio, i motori a centro barca come impone la linea d’asse, tolgono parecchio spazio alle cabine, soprattutto se confrontati con modelli dove i piedi poppieri o i pod Ips consentono di guadagnare volume sottocoperta grazie all’arretramento della sala macchine. Una soluzione è rappresentata dalle trasmissioni V-drive che combinano l’affidabilità delle linee d’asse a un’installazione dei motori più arretrata, ma questo imporrebbe delle modifiche strutturali troppo impegnative e anche un completo ristudio della distribuzione dei pesi che sconsiglia qualsiasi idea in proposito. Quindi il trawler va preso per quello che è, ed è comunque tanto in termini di comfort di bordo e fascino degli interni: senza dimenticare le barche di scuola inglese e scandinava che hanno però il limite di essere troppo chiuse e quindi non propriamente adatte ai climi mediterranei.

Tante le novità

Se pero i budget sono più congrui, allora guardare al mercato del nuovo è una soluzione ben praticabile perché, come abbiamo già sottolineato, la cantieristica si sta accorgendo della nuova domanda del mercato presentando delle barche che rispondono sempre di più ai nuovi concetti dell’andar per mare. Una dimostrazione chiara e inequivocabile di questa nuova tendenza è il successo del Magellano di Azimut, provate a trovare un Magellano 50 usato, una ricerca inutile, non ce ne sono e anche per i nuovi la lista di attesa è di parecchi mesi. Forte di questo successo una delle novità dei saloni autunnali è il Magellano 43, che ripropone la stessa filosofia di barca su una misura più contenuta e subito si trova un concorrente agguerrito nel Voyager 42 che segna l’ingresso di Jeanneau in questo settore, dove la consociata Beneteau può invece vantare una solida presenza con l’articolata gamma dei Swift Trawler che, come il cantiere francese ci ha abituato da tempo, sono anche dei veri campioni nel rapporto qualità/prezzo, un pregio non da poco.

A sinistra, il calore degli interni dell’Antema Pacific 220. In alto a destra, il Grand Banks GB 47 EU, sotto l’Ocean King 88.

Se poi alla velocità non si vuole rinunciare, c’è un’altra categoria di barche che potrebbe essere inquadrato in questa nuova filosofia progettuale. Sono le barche, come per esempio il Fountaine-Pajot Cumberland 46, che alla carena a catamarano abbina linee classiche, legate alla migliore tradizione dello yachting a motore, quindi abitabilità e soluzioni tecnologiche di ultima generazione, una carena marina e planante dove le economia di esercizio sono affidate alla sua stessa concezione. Se non si fosse capito, quando si hanno congrui budget le soluzioni sono davvero tante. Ma l’esigenza di andare per mare con più calma, assaporando di più i panorami, rifuggendo i porti per tranquille serate in qualche caletta dimenticata (navigando più lenti è anche più facile individuarle) quello non ha prezzo, è solo questione di scelte e di sensibilità, condita da un po’ di cultura nautica che non guasta mai.

di Alberto Mondinelli


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