2024. Foil per tutti: dal piccolo open fino al superyacht

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2024, n.38, luglio-agosto, pag. 68-73

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Iniziamo da una delle storie che ci ha appassionato di più.


Foil per tutti: dal piccolo open fino al superyacht

Da Barche a Motore 2024, n.38, luglio-agosto, pag. 68-73.

Quando si sono viste le primissime barche da diporto “volanti” in molti hanno storto il naso o si sono mostrati scettici sui foil. I motivi erano tanti. Innanzitutto perché la soluzione non era poi così nuova. Si erano già visti, gli aliscafi li utilizzano da decenni e “Forlanini volava già cento anni fa”. Perché, quindi, riproporli ora sulle barche classiche? Erano visti come un limite piuttosto che come un’opportunità. È  tutto vero e se ci si ferma ai casi più “estremi” come l’ormai celeberrimo Candela, anche l’usabilità è sicuramente diversa da quella a cui siamo abituati nel quotidiano. Però, i foil, non sono solo questo e oggi sono sempre più diffusi, su ogni tipologia di barca.

Esempio clou? L’Azimut Grande 44, nuova ammiraglia del cantiere con i suoi 44 metri, sarà il primo scafo del marchio con un sistema di foil. Lo studio dell’opera viva è stato fatto per avere la tecnologia foil Hull Vane, adatta ai grandi scafi dislocanti che navigano a bassa e a media velocità. Poi prendiamo i catamarani “weekender” che oggi impazzano sul mercato. Quasi tutti, da Aquila Powercat come pioniere con il suo hydro-glide foil, hanno o avranno la possibilità di installare un foil tra i due scafi a V. L’effetto? Alzare lo scafo quanto basta da ridurre il consumo di carburante. Nel caso dell’Aquila 36 Sport si arriva fino al 37% in meno di benzina utilizzata rispetto a non averlo. Il tutto senza compromettere stabilità o modalità di utilizzo.

BMW The Icon, la plancia di comando.

In quest’ottica, consumare meno è un tema molto caro ai produttori di barche elettriche che in autonomia e prezzo hanno la loro “kryptonite”. Entrambi questi due aspetti ruotano intorno alle batterie: più sono grandi, più aumenta il range, ma anche il prezzo. Più sono piccole, meno miglia puoi percorrere con una sola ricarica. Ecco, allora, che il foil, diventa un alleato per estendere al massimo la distanza percorribile senza andare ad impattare su prezzi che in molti casi sono proibitivi e fuori scala per il grande pubblico. Anche il mondo della motonautica con i foil sta trovando nuova linfa come sta accadendo ad “esempio” con le E1 Series.

Di Beppe Boniventi


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