SICUREZZA Ecco perché in mare conoscere AIS e radar è importantissimo

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differenze tra radar e ais

differenze tra radar e ais

Il radar (radio detection and ranging, ovvero radiorilevamento e misurazione di distanza) è un dispositivo che utilizza onde radio o microonde per il rilevamento e la determinazione della posizione ed eventualmente della velocità di oggetti (detti bersagli o target) sia fissi sia mobili. Ormai in uso da oltre 70 anni anche se non si ha a bordo (cosa che è sempre più possibile anche su barche di piccole dimensioni) si sa cosa fa.

Differenze tra AIS e radar: pregi e difetti

L’AIS, invece è più nuovo. Il suo nome è l’acronimo di Automatic Identification System. È costituito da un dispositivo che emette i dati relativi all’imbarcazione su cui è installato, e permette anche di ottenere dati da altre imbarcazioni che lo hanno e lo utilizzano.

È utilizzato da anni su navi professionali, sia mercantili sia da pesca. E da qualche anno è gradualmente installato sulle imbarcazioni da diporto, in quanto potrebbe essere considerato un elemento in più tra le dotazioni di sicurezza della nave.

Una delle domande più frequenti di chi va per mare e incrocia una grande nave, passeggeri o merci quasi sempre si domanda: mi avrà visto?

Il radar non è onniscente

Le navi mercantili trasportano le loro antenne radar in una posizione molto alta rispetto al livello del mare e questo significa che a volte le piccole imbarcazioni non possono essere rilevate. In più il radar, che non sempre è sorvegliato in maniera continua, ha un allarme che entra in funzione quando un oggetto che si trova entro un raggio di distanza dalla nave stabilito dal comandate è “illuminato”, rilevato, dalla battuta del radar per tre volte consecutive.

Senza un buon riflettore radar (meglio se attivo) può non succedere. Per esempio se dopo il secondo passaggio in cui l’ostacolo è rilevato dal radar, un’onda, una posizione particolare della barca o semplicemente una qualsiasi interferenza non evidenziano di nuovo l’oggetto il radar resetta il conteggio e riparte da 0.


E l’AIS?

Con l’AIS questo non accade perché, trattandosi di un’emissione sulle frequenze VHF (Very high frequencies, la stessa usata dalla radio di bordo (che non a caso prende proprio questo nome), non importa che ci possano essere ostacoli tra l’antenna trasmittente e quella ricevente poiché, a meno che le navi non si trovino a grande distanza e fuori dalla portata delle onde radio, saranno sempre rilevate.

Inoltre l’AIS è collegato a un GPS e a uno schermo radar o a un chartplotter, in modo da poter ottenere immediatamente la posizione dell’imbarcazione su di esso.

un Vhf con integrato il ricevitore AIS

Classe A: lavora in una gamma di frequenza compresa tra 156,025 MHz e 162,025 Mhz. Invia informazioni in modo continuo e la sua potenza di trasmissione è di 12,5 watt. Il raggio d’azione può essere di circa 50 miglia. È installato sul naviglio commerciale e sul diporto con tratte offshore.

Classe B: lavora tra le frequenze di 161.500 MHz e 162.025 MHz. Invia informazioni ogni 3 minuti e ha una potenza di emissione di 2 watt. Raggio d’azione di circa 12 miglia. Usato nelle navi costiere e da diporto.

L’attrezzatura di classe B è quindi sufficiente per una barca da diporto che naviga vicino alla costa. Inoltre, bisogna tener conto del fatto che, sebbene la portata sia minore, che entro le 12 miglia da una costa ci sono di solito più barche che in alto mare. Diventa più importante essere individuati in modo permanente. Per non parlare del fatto che, con un AIS a bordo è certa la posizione in caso di intervento dei soccorsi.


L’AIS non sostituisce il radar

Una schermata di un sistema AIS

L’AIS permette di vedere i dati istantanei delle navi che sono sullo schermo: velocità, rotta, tipo di nave ecc., ma non permette di rilevare oggetti come boe, la costa o altre unità che non hanno l’AIS (e non sono poche, ancora). Il radar invece rileva tutti gli oggetti che forniscono una buona eco (riflessione visualizzata sullo schermo). I moderni radar consentono inoltre di ottenere i dati di rotta e velocità di un’imbarcazione punteggiata sullo schermo, poiché dispongono del sistema “ARPA” che consiste in un processore per gestisce tali dati. Potremmo dire che il radar e l’AIS sono apparecchiature complementari e che insieme possono darci ottime informazioni.


Vantaggi dell’AIS rispetto ai radar

Identifica gli oggetti dietro gli ostacoli come montagne, isole ecc. Non è influenzato da pioggia, grandine o onde, che nel caso del radar creano interferenze. Permette di ottenere rapidamente i dati dell’imbarcazione punteggiati su una carta nautica o su uno schermo radar, come per esempio velocità, rotta, tipo di imbarcazione, MMSI (Maritime Mobile Service Identity identificativo del servizio mobile marittimo – un codice di 9 cifre utilizzato nel traffico radio marittimo per identificare in maniera univoca, sia le stazioni radio costiere, sia le unità navali.

Il numero è formato da un codice nazionale di tre cifre, chiamato MID (Maritime Identification Digit cioè Identificativo di nazionalità, nel caso dell’Italia è 247) e altre 6 cifre assegnate dall’autorità competente, che nel caso dell’Italia è l’Ispettorato Regionale del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni)


Facilita il controllo del traffico marittimo

In conclusione, si potrebbe dire che l’AIS sarà probabilmente implementato in futuro praticamente su tutte le navi, indipendentemente dalle dimensioni, per avere un maggiore controllo sulla sicurezza del traffico marittimo e rendere più facile per le squadre di soccorso localizzare una nave in pericolo.

Differenze tra radar e AIS

La differenza sostanziale tra i due sistemi è la tipologia di frequenza che si utilizza per scansionare le porzioni di mare. L’AIS adopera le frequenze della radio Vhf su una banda intorno ai 100 MHz e sfrutta la stessa antenna. Questo tipo di onde vengono definite direttive, cioè il trasmittente e il ricevente si devono “vedere”.

Questo però non è assoluto, sostanzialmente con l’AIS si riceve il segnale di una barca anche se è dietro un’isola. Il radar, invece, sfrutta le microonde, su una frequenza a partire da 3 GHz che, utilizzando un termine poco tecnico, possiamo definire superdirettive. Significa che non oltrepassano gli ostacoli come nell’esempio di un’isola. Le onde radar sono però più potenti, hanno sostanzialmente una maggiore portata del segnale.

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