
Quando si parla di sicurezza all’ancora, siamo abituati a considerare la posizione della barca. Il GPS, infatti, ci dice se lo scafo si sta spostando rispetto ad un’area prestabilita e i sistemi di anchor alarm tradizionali intervengono solo quando la barca supera una certa soglia. Ma cosa succede davvero qualche metro più in basso, là dove l’ancora fa presa sul fondale?
È proprio questa la domanda alla quale cerca di rispondere AnchorGuardian, l’innovativo sistema di monitoraggio sviluppato in Svizzera e distribuito in Italia dal Gruppo Saim che rende finalmente visibile ciò che normalmente rimane nascosto sotto la superficie. L’idea è semplice: invece di aspettare che sia la barca a muoversi per capire che qualcosa non va, il sistema controlla direttamente il comportamento dell’ancora e della catena, fornendo informazioni in tempo reale all’equipaggio.
AnchorGuardian
AnchorGuardian accompagna l’equipaggio durante tutte le fasi dell’ancoraggio. Quando l’ancora viene calata, il sistema fornisce informazioni sulla profondità, il momento in cui l’ancora raggiunge il fondale, la sua posizione e orientamento, lo scope e la quantità di catena presente sul fondo e il momento in cui raggiunge il fondale. Una volta in presa, permette di osservare orientamento, posizione e dinamica della catena.
Il livello di precisione dichiarato dal costruttore è inferiore al metro e la posizione dell’ancora può essere visualizzata sui sistemi di navigazione della barca, inclusi GPS plotter ed ECDIS, oppure attraverso interfacce dedicate e dispositivi mobili.
Durante la permanenza all’ancora, il monitoraggio diventa particolarmente interessante. Il sistema misura la forza esercitata sull’ancora e controlla i movimenti, fornendo informazioni su eventuali spostamenti e sulla loro velocità. È inoltre in grado di generare alert quando vengono superate soglie definite dal comandante.
I parametri possono essere configurati in funzione della forza sull’ancora, della velocità e della distanza di movimento, della velocità di variazione delle condizioni e dell’angolo della catena.
Una tecnologia pensata per yacht e unità professionali
Dal punto di vista dell’integrazione, AnchorGuardian è progettato per adattarsi a diverse configurazioni. Il sistema può essere installato sia su nuove costruzioni sia come retrofit ed è compatibile con diversi tipi di ancora e catena, con configurazioni a una o due ancore. Il costruttore indica inoltre la compatibilità con catene a partire da 12,5 mm e con scafi in acciaio, alluminio, vetroresina e carbonio.
Anche l’interfaccia può essere configurata in funzione dell’imbarcazione: dal display indipendente all’integrazione con il sistema di plancia, fino all’utilizzo tramite smartphone o tablet. La trasmissione delle informazioni dall’ancora alla barca avviene attraverso un sistema acustico subacqueo.
La tecnologia è stata sviluppata con particolare attenzione alle applicazioni professionali e ai superyacht. La società sottolinea inoltre un approccio basato sull’ingegneria svizzera, sulla raccolta di dati misurabili e su un processo di sviluppo accompagnato da prove in mare condotte in differenti condizioni operative e su diversi tipi di fondale.
C’è poi un secondo aspetto, sempre più importante per la nautica contemporanea: la tutela del fondale. Un’ancora che ara o scivola anche solo parzialmente può provocare una perturbazione del seabed prima che il movimento della barca diventi evidente. Avere informazioni più precise sul comportamento dell’ancora può quindi aiutare il comandante a intervenire prima che il trascinamento diventi significativo, riducendo anche il rischio di disturbare inutilmente l’ambiente marino.
Il sistema è certificato Lloyd’s Register.
Distributore per l’Italia: Gruppo Saim