Hai la barca in porto? Ecco chi viene pagato dall’assicurazione in caso di disastro

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In caso di danni alle barche ormeggiate in porto o alla fonda a seguito di un evento più o meno eccezionale (come la mareggiata di fine ottobre) proviamo a capire chi paga, chi ha diritto a essere risarcito e chi si ritrova con un pugno di mosche.

Il contratto d’ormeggio prevede sempre l’obbligo di custodia della barca da parte della struttura portuale?

Secondo la Cassazione, sì. L’armatore paga non certo per accaparrarsi pochi metri quadrati di acqua, ma per proteggere la propria barca. Questa “lettura” si applica anche se non c’è contratto d’ormeggio in essere. L’obbligo di custodia è definito da vari criteri, come l’esistenza di personale sempre pronto a intervenire in caso di rischio di danni alle barche, un servizio di sorveglianza, la presenza di un area protetta per il rimessaggio della barca, etc.

Che tipologie di assicurazione posso stilare per una barca?

La classica RC è obbligatoria per tutti i natanti e barche (e varia circa da 70 a 200 euro), la Polizza Corpi (una sorta di “superkasko” che prevede tante clausole) è facoltativa. I prezzi, a seconda delle clausole, variano dai 400 ai 3.000 euro annui.

In caso di disastro e perdita della barca, sono al sicuro con la Polizza Corpi?

La Polizza Corpi è un contratto tra privati, dovrete leggere bene le clausole del contratto: quelle con agenzie più serie includono tra i rischi anche le calamità naturali quindi coprono i danni. Se avete sottoscritto la clausola di rinuncia da parte dell’assicurazione al diritto di rivalsa nei confronti della struttura nella quale si trova l’unità, per danni imputabili alla struttura stessa, siete in una botte di ferro (se non avete sottoscritto la clausola, l’assicurazione può rivalersi sul marina, allungando i tempi di risarcimento e con il rischio concreto di non vedere più i soldi).

Ci sono dei “ma”?

Attenzione però: di solito, nella Polizza Corpi sono esclusi i danni causati da sistemi di ormeggio e di protezione in acqua non adeguati. Le compagnie più “furbette”, qualora venisse concesso lo stato di calamità naturale, potrebbero appellarsi all’eccezionalità dell’evento per non emettere rimborsi. Quindi ripetiamo: affidatevi a compagnie serie. C’è un altra clausola molto importante: la cosiddetta “perdita totale”, che si divide in due tipologie. La prima è la perdita totale effettiva, in caso di affondamento, furto, sparizione; la seconda è costruttiva, ovvero qualora i costi di riparazione siano superiori al valore commerciale della barca assicurata. Sono comprese nella clausola le spese di recupero del relitto e di salvataggio. Attenzione al fatto che la polizza Corpi minima non prevede il furto come causa di perdita totale!

E se ho solo l’RC?

L’RC (Responsabilità Civile) copre i danni causati a terzi in caso di sinistro. Se la mia barca è stata affondata o danneggiata da una barca che ha rotto gli ormeggi ed è venuta contro la mia, in teoria la RC dovrebbe coprire i danni. Ma non è automatico. Deve intervenire il giudice per stabilire se ci sia stato dolo/negligenza da parte del natante che causa il danno (magari la barca non era ormeggiata bene) oppure se l’incidente sia dovuto a cause di forza maggiore. In caso di calamità naturale, propenderà per la seconda ipotesi. Quindi la RC si tira indietro e il proprietario della barca che ha causato il danno non deve risponderne (proprio perché aveva la RC). E voi non vedrete un euro. Se vi affonda la barca, però, dovete recuperarla con i vostri soldi, altrimenti si rischia denuncia penale per inquinamento ambientale. E poi, beffa delle beffe, sostenere i costi di smaltimento, altissimi (vetroresina).

Quindi, in conclusione, il consiglio è sempre lo stesso: non limitatevi alla RC, sottoscrivete una buona polizza Corpi, sottoscrivendo le clausole giuste. Non saranno mai soldi buttati via.

Piccolo excursus sul Porto Carlo Riva di Rapallo dove sono affondate centinaia di barche durante l’uragano di fine ottobre. Per ora si può solo aspettare l’esito dell’indagine della procura, ma qualora venisse dimostrata la colpa oggettiva del marina e quest’ultimo non risultasse assicurato, la possibilità di rivalersi su di esso da parte dei ne determinerebbe quasi sicuramente il fallimento: e allora, anche in questo caso, chi risarcirà i danni alle barche che vi erano ormeggiate?

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