Vendono all’asta questo Molinari, vincitore della 24 ore di Rouen ’79!

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Barche uniche e dove trovarle? Nella sezione annunci di Barche a Motore! Stavamo dando un’occhiata quando ci siamo imbattuti in una vera chicca per veri appassionati di motonautica. C’è all’asta il motoscafo di 6 metri (NB: è privo di motore!) vincitore della 24 ore di Rouen nel 1979 (clicca qui per vederlo).

In sostanza questo bolide è stato utilizzato una volta sola, nel 1979, dall’equipaggio formato da Molinari Renato, Angelo Vassena, Augusto Panzeri ed Ettore Cagnani. Il motore era un Fiat 2000cc. Abarth lo adattò ad un uso marino perché veniva montato sulle Fiat 131 Abarth da rally.

Perché è senza motore?

Questo esemplare unico non è dotato di motore in quanto Molinari, dopo aver proposto il progetto all’amministratore delegato della Abarth, ricevette una richiesta onerosa per il motore. Tuttavia la casa dello scorpione accettò di supportare il pilota, restando la proprietaria del motore.

La 24 Ore di Rouen

L’endurance per i francesi è qualcosa di innato. L’endurance, la prova di resistenza, per i francesi è vitale e parte dalla vela, con tutte le declinazioni della course au large e arriva ai motori. Pensiamo alla 24 ore di Le Mans ad esempio. Renato Molinari ottenne quattro vittorie a Rouen: 1976, 1979, 1980, 1981. Lo scafo all’asta è quello usato nel 1979 quando Molinari si rivolse alla Abarth. Ecco come iniziò la storia di questo scafo.

La storia di questa barca unica

“L’ing. Aurelio Lampredi, amministratore unico della Abarth, dopo aver valutato attentamente la richiesta avanzatagli da Molinari, gli presentò un preventivo di circa 300 milioni di lire (circa 150.000 euro). Renato, naturalmente, disse che non poteva disporre di tale somma, ma Lampredi, che immaginava la risposta del richiedente e al contempo ne conosceva la fama, affermò che l’ Abarth era disposta a supportare la sfida, ma aggiunse anche che il suo nome sarebbe dovuto comparire ufficialmente solo in caso di successo.

Lo scafo, che venne allestito direttamente nelle officine della Abarth, mostrò sin dalle prime prove un grande potenziale e al contempo un preoccupante surriscaldamento del motore sul quale era stato installato uno scambiatore di calore. In seguito tale apparato venne tolto e improvvisamente i problemi scomparvero permettendo così all’equipaggio formato da Molinari, Vassena e Panzeri di aggiudicarsi piuttosto agevolmente la gara.”

Virgolettato tratto dal libro: “RACER UN SECOLO DI ENTROBORDO”

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