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Al Salone Nautico di Genova sono state premiate sei nuove barche a motore che, nelle proprie categorie, si sono dimostrate il non plus ultra. Abbiamo avuto modo di testare molte di queste barche, tra cui l’Azimut Magellano 60. Qui sotto trovate il test di uno yacht per girare il mondo dove il classico e funzionale degli explorer incontra i migliori ritrovati tecnologici.
Il nuovo Magellano 60 di Azimut nasce per quell’armatore maturo che della rada affollata non sa che farsene, o meglio, non la considera il fine ultimo della propria esperienza sull’acqua. Navigare, esplorare, conoscere. Ho avuto modo di salire sul primo esemplare di Magellano 60 realizzato da Azimut durante una prova nella sede di Viareggio.
Azimut Magellano 60
È uno yacht di 18.47 per 5.15 metri, progettato sia negli esterni che negli interni dall’ufficio tecnico di Azimut Yachts e dispone di una carena sviluppata ex novo che sfrutta il concetto Dual Mode di Azimut e permette di optare per una navigazione dislocante, ideale per aumentare il range con consumi contenuti ai bassi regimi oppure per un assetto planante, con cui si arriva, in condizioni ideali, a circa 26 nodi di velocità massima.
Salendo a poppa mi colpisce subito l’“infinity terrace” e non sono certo l’unico. Questa soluzione fa sì che il pozzetto sia cinto da poppa da un vetro con un capo di banda in legno e disponga di un layout atipico, ma efficace: due sedute contrapposte parallele all’asse longitudinale dello scafo con un tavolo in mezzo richiudibile.
Infinity Terrace
Alle spalle dei due divani resta un largo passaggio per permettere al marinaio di accedere ai winch o alle bitte per l’ormeggio. Di fronte è stato ricavato un bancone bar, con due sgabelli fissi, che si affaccia direttamente sul salone interno dove a sinistra c’è una grande cucina. La posizione è centrale tra il dentro e il fuori così da permettere a chi cucina di poter, agevolmente, raggiungere i tavoli.
Pozzetto di prua
Le linee tonde sono predominanti nel salone e questo trasmette una morbidezza che rende l’ambiente confortevole e apprezzabile soprattutto per chi cerca quelle sensazioni “di casa” quando si sta tanto a bordo. Al centro troviamo una grande dinette con due divani: uno è a babordo, a C, senza soluzione di continuità, mentre quello a tribordo è di fatto interrotto vicino alla finestratura, così da permettere ad una luce ancora maggiore di entrare, lasciando a disposizione di fatto due sedute con schienale ed un tavolino al centro.
Pozzetto di poppa
L’ariosità e la luce sono al centro di questo allestimento che risulta decisamente per riuscito ed equilibrato, senza sfarzi particolari, ma all’insegna del buon gusto. Subito oltre troviamo, infine, una plancia di comando interna, protetta, con doppia seduta.
Wet-bar sul flybridge
Quando si passa un’intera vacanza a bordo, quello di cui si ha bisogno, ad un certo punto, è la privacy: la libertà di starsene per i fatti propri. Esternamente ogni angolo dell’imbarcazione ci offre questa possibilità: dal pozzetto che vedevamo prima, all’area prodiera pensata sia per i momenti conviviali con tavolini e divani possibilmente coperti dal tendalino smontabile, che per i bagni di sole. Ultimo, ma non per importanza, un gran bel flybridge con hard-top sorretto da un montante centrale piuttosto grande, marchio di fabbrica Magellano, e da due sostegni più a prua. Timoneria, wet bar, zona conviviale e a poppa spazio per un altro divano o per elementi rimovibili (lettini o simili), oltre ad una doccia esterna a pioggia, dal tettuccio. Insomma, un semplice, ma doveroso elenco che dimostra come il fly sia una parte integrante della vita di bordo.
Sottocoperta per questo 60 piedi il cantiere ha scelto di puntare su un layout fisso con cabina marinaio a poppa dalla piattaforma, l’armatoriale sottocoperta in corrispondenza del salone, una cabina ospiti a lato e una VIP a prua.
Cabina armaatoriale
Il focus è stato, chiaramente, sull’armatoriale che è a tutto baglio e rispecchia quelle caratteristiche fino ad ora osservate per il resto degli allestimenti. Un’oasi di relax molto luminosa e con altezze importanti decorata anche in questo caso con morbidezza ed eleganza a cui non è difficile affezionarsi, sentendosi come a casa. Con meno spazio, ma altrettanta classe è stata pensata la cabina vip di prua, anch’essa molto luminosa e servita da un bagno privato molto grande.
Salone interno
Azimut Magellano 60 – Navigazione
Dopo aver visto com’è stato allestito, non mi resta che raccontare come naviga. Parliamo di uno dei sistemi propulsivi più classici: due belle linee d’assi con elica a 5 pale collegate a due MAN V6 da 730 cavalli. L’acqua piatta che io e gli altri ospiti a bordo ci troviamo davanti al momento dell’uscita è rassicurante, ma non permette di testare fino in fondo una carena pensata per esprimersi anche in condizioni ben più impegnative. Non mi resta che alzare un po’ d’onda e poi virare per entrare dentro la mia scia con l’onda al mascone. Il passaggio è lineare e solido.
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