Baglietto: dalle barche di D’Annunzio al nuovo superyacht da 60 metri

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Il varo di Baglietto T60

Il fascino della nautica vive anche di storie senza tempo, e il Cantiere Baglietto ha appena scritto un altro, fondamentale, capitolo della sua. Pochi giorni fa, ha varato il suo primo T60, l’imbarcazione più grande mai costruita. Sceso in acqua in un’emozionante cerimonia che ha coinvolto istituzioni, maestranze e la comunità cittadina, questo yacht di 60 metri non rappresenta solo la nuova ammiraglia, ma è anche il compimento di una gloriosa tradizione iniziata nel lontano 1854.

Baglietto: dalle barche di D’Annunzio al nuovo superyacht da 60 metri

Per comprendere davvero il significato di questo varo, bisogna riavvolgere il nastro di oltre 170 anni. La storia di Baglietto parte infatti dal 1854, quando Pietro Baglietto iniziò a costruire piccoli gozzi a Varazze. Da quei primi scafi in legno artigianali, il cantiere è cresciuto senza sosta, diventando uno dei sinonimi dell’eccellenza italiana sull’acqua, nonché punto di riferimento nelle costruzioni in legno. Nel corso dei decenni ha materializzato i sogni di reali, papi e geni dell’arte.

Tra storia e leggenda

Tra i clienti più celebri possiamo ricordare il Principe Ranieri e Grace Kelly, l’Aga Khan, Papa Leone XIII, Re Vittorio Emanuele II, ma anche personaggi come Giacomo Puccini, Guglielmo Marconi e, naturalmente, Gabriele D’Annunzio, per il quale il cantiere costruì il celebre motoscafo Alcyone nei primi anni ’30. Lo stesso D’Annunzio che si narra aver disegnato l’elegante logo del gabbiano di cui ancora oggi si fregia orgogliosamente il cantiere.

baglietto t60
Baglietto T60

Il cantiere “cambia marcia” nel 1975 quando vara il primo scafo in alluminio di 26 metri. Da lì in poi crescono le dimensioni, le potenze e le prestazioni, fino ad arrivare al traguardo tagliato pochi giorni fa nello stabilimento spezzino.

T60: la nuova frontiera

Naturale evoluzione in chiave avanguardistica del fortunato T52, lo scafo n. 10260 è stato firmato ancora una volta da Francesco Paszkowski, che con Margherita Casprini ne ha curato anche i lussuosi interni. Pur essendo a tutti gli effetti una nave da diporto, è impossibile non rimanere affascinati dalle sue soluzioni progettuali. La vera rivoluzione di questo yacht è il layout: tramite le finestrature del salone, che sono tutte a scomparsa, il salone si proietta verso l’esterno, eliminando ogni barriera.

baglietto t60 beach club
Lo sconfinato beach club di poppa del Baglietto T60

A pelo d’acqua spicca la spettacolare beach lounge di circa 60 metri quadri con piscina, bar e palestra, elegantemente collegata al salone principale tramite una scenografica scalinata a vista. Assoluta novità di questo modello è anche l’upper deck: l’intero ponte superiore è stato trasformato in un Owners’ deck esclusivo, una vera oasi privata per l’armatore, circondata da vetrate apribili su tre lati che conducono a una seconda piscina posizionata a prua. Questo T60 è spinto da due possenti motori CAT 3512, che gli permettono 16 nodi di velocità massima e una crociera a 12 nodi.

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