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La storia di Baltic, da rimorchiatore a yacht di 26 metri

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Chi nasce tondo non muore quadrato dice un proverbio, ma questo probabilmente non vale per le barche. E “bastano” quattro anni di lavori per passare da rimorchiatore portuale a barca da diporto in piena regola.

Mario Quaranta

E’ la storia di Baltic, rimorchiatore varato in Norvegia nel 1962 per la Esso Petroli che quest’anno, nel 2019, tornerà a nuova vita al termine di un lungo iter di restauro diretto dalla Sibma Navale di Imperia di Mario Quaranta. Dopo anni e anni di abbandono la barca era ridotta in queste condizioni, anche se già nel 2011 una l’aveva acquistata con lo scopo di trasformarla in unità da diporto. La svolta avvenne però nel 2014, quando è stato completato il progetto di recupero, a La Ciotat e avviato il processo di riconversione seguendo i piani originali dell’imbarcazione ritrovati tra le dotazioni di bordo.

Da rimorchiatore a yacht? Ecco come

L’esperienza di Sibma nel restauro di imbarcazioni è stato il punto di partenza da cui sono partiti i lavori. La prima verifica fatta è stata quella sul fasciame, lamiere in acciaio di 10 millimetri saldate. La solidità dello scafo è stata analizzata con attenzione in quanto gravi danni strutturali avrebbero potuto compromettere tutta l’operazione.

Baltic prima del restauro

Grazie a questi test sono state evidenziate le zone più ossidate dove il fasciame è stato tutto sostituito per un lavoro da circa 60 tonnellate di lamiere. Nel 2017, tre anni dopo l’inizio dei lavori, Baltic è stato rimotorizzato con due motori Man da 600 cavalli l’uno per permettergli di navigare fino in Italia ad Imperia.

Baltic dopo i lavori

Gli interni di Baltic

La differenza tra uno yacht ed un rimorchiatore si vede anche negli interni. Sottocoperta questa barca è attrezzata con due cabine con w.c. per l’equipaggio a poppa sul ponte inferiore adiacente alla cucina, una dispensa, la sala macchine, lavanderia e locale officina.

Come ogni yacht degno di questo nome il ponte principale ospita il salone, tre cabine doppie per gli ospiti e una cabina quadrupla, tutte con bagno. Sul ponte superiore si trova la cabina armatoriale, a tutto baglio, molto luminosa grazie a sei ampi oblò originali dell’epoca. La cabina del comandante è vicina alla plancia di comando, accanto al solarium.

Gli interni, mobilio, pavimentazione e rivestimenti sono realizzati completamente in teak così come anche i corrimano esterni. Per la pavimentazione degli esterni il materiale utilizzato è stato l’Esthec, un prodotto sintetico di brevetto olandese che ha il vantaggio di non scaldare neanche con 40° di sole, è stagno e non necessita di manutenzione, oltre ad essere lavorabile come il legno.

L’attrezzatura di bordo

Tra le altre caratteristiche di Baltic l’installazione di due generatori Joandeer da 75 Kw l’uno, 2 dissalatori da 320 lt/ora, un bow thruster da 65 Kw, due ancore tipo ‘Hall’ con due linee di catena da 200 mt, 3 gruppi di stabilizzatori giroscopici, un sistema di depurazione gasolio Alfa-Laval, una gru a braccio da 1 tonnellata per i tender di bordo, 2 gommoni, 2 sistemi a pompa di calore per il condizionamento freddo/caldo, un sistema di inverter centralizzato che garantisce 8 ore di silenzio notturno con tutte le utenze funzionanti, doppio radar, telefonia, 2 GPS, bussola satellitare.

Technical features

  • Year: 1962
  • Shipyard A/S Westermoen Båtbyggeri og Mek Verksted (Norvegia)
  • Naval Architect A/S Westermoen Båtbyggeri og Mek Verksted (Norvegia)
  • Material: steel
  • LOA: 26,50 mt
  • Beam: 7,50 mt
  • Draft: 3,30 mt
  • Displacement: 200 tonn.
  • Engine: 2 x 600 hp MAN Heavy Duty
  • Fuel: 32.000 lt
  • Water: 8.500 lt
  • Cabins: 8

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