Queste 15 barche a motore immortali secondo H30 Design

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Ecco quindici barche a motore che hanno fatto la storia di questo tipo di imbarcazione secondo lo studio H30 Design.

15 barche a motore immortali secondo H30 Design

Riva Aquarama, Riva (Giorgio Barilani) – Icona della nautica, icona dei ruggenti anni ’60, icona del made in Italy, è il runabout per eccellenza. Fondamentale per la sua affermazione oltre al design e alla cura maniacale della costruzione, il marketing che proprio Carlo Riva interpretò in un’accezione moderna, per i tempi geniale e innovativa.


Paraggina – Gino Solari – Cantieri di Chiavari – Uno scafo che fa parte a pieno diritto della storia della nautica da diporto italiana. La Paraggina è forse la barca più conosciuta dei Cantieri di Chiavari, robusta, leggera e veloce con scafo costruito in fasciame di mogano, carena tonda e interni lussuosamente rifiniti, fu un vero successo. Fu disegnata da Gino Solari, nome strettamente legato ai Cantieri Navali di Chiavari, il padre Mario, era maestro d’ascia e direttore dei Cantieri stessi, i quali erano anche fornitori della Marina Militare alla quale consegnarono una serie di scafi velocissimi lunghi 9 mt in grado di raggiungere ben 46 nodi.


Timossi Ferrari Arno XI – Cantieri Timossi – Non è una barca di serie e nemmeno da diporto, bensì un esemplare unico, tecnicamente si tratta di un idroplano a tre punti, fatto costruire nel ’53 dal gentleman driver Achille Castoldi per battere, con successo, il record di velocità sull’acqua con 242,708 chilometri orari raggiunti nelle acque antistanti Sarnico sul Lago d’Iseo. Lo abbiamo voluto inserire perché è l’unica barca della storia dotata di motore Ferrari, particolare che unito alla perfezione tecnica del cantiere lariano ne fa un esempio perfettamente rappresentativo di un periodo storico che posse le basi dell’eccellenza italiana nel mondo. Il motore era un V12 derivato da quello della Ferrari 375 di Formula 1, ulteriormente potenziato con doppia sovralimentazione.

barca ferrari arno


Christina O – Iconica barca di Aristotele Onassis, lunga quasi cento metri, 99 per la precisione, era stata varata nel ’43 come nave da guerra canadese e venne completamente trasformata in yacht di lusso a metà degli anni ’50. Proprio questa scelta lungimirante dell’armatore greco fa di Christina O il primo megayacht nel senso moderno del termine, una volta chiusa dalla guerra l’era degli yacht reali. L’attuale fiorente mercato dei megayacht deve all’intuizione di Onassis la visione iniziale che gli uomini più ricchi e potenti hanno della barca come palazzo di rappresentanza.

Photo by James McNaught

Photo by James McNaught


Baglietto 16,50 Baglietto – Picchiotti Tiger – Caliari – Barche secondo noi ex equo come importanza poiché furono le prime create dai designer italiani – ispirati dagli iconici convertible prodotti negli USA – a essere realizzate con flying bridge. Pietre miliari della produzione made in Italy, dove la funzione del ponte rialzato, realizzato per favorire un maggiore controllo dello scafo, fu ben presto affiancata da un lay-out da “ponte sole”, con sedute e prendisole per la vita all’aria aperta.


Italcraft Drago – Sonny Levi – Il genio delle carene realizzò quella che per decenni è stata l’emblema delle barche hi-performance, utilizzata come intercettore anche dalle forze di polizia a mare. Fu la prima barca al mondo, fra quelle prodotte in serie, a raggiungere i 50 nodi di velocità. La sua inconfondibile linea del cavallino, rovescio, fu per molti anni il terrore di chi usava il mare per loschi traffici.

Italcraft Drago


Akhir 16 – Pier Luigi Spadolini – è stato il primo motoryacht disegnato dal famoso architetto toscano per Cantieri di Pisa, portando nella nautica uno stilema lineare, “severo”, divenuto inconfondibile nella ricerca dell’eleganza senza tempo, che ha determinato il grande successo del brand.

Fonte immagine: Nautipedia


Pershing 45 – De Simoni – Capostipite dei moderni motoryacht open, ebbe enorme successo per la sua linea sportiva ma soprattutto perché fu il primo scafo sportivo ad adottare la soluzione della cabina ricavata a poppavia della sala macchine

Pershing 45


118 WallyPower Luca Bassani/Lazzarini Pickering – È la barca emblema dell’attività di Luca Bassani nella nautica a motore, un oggetto di design capace di navigare a 60 nodi, marziale nell’aspetto, innovativo nell’utilizzo dei materiali quando nello sfruttamento degli spazi. Come diverse altre barche create da Bassani, è stata fonte d’ispirazione per molti yacht designer del terzo millennio.

Wally Power 118 in vendita

In vendita il Wally Power 118 ora Galeocerdo


Azimut 68S – Stefano Righini – Azimut, nei suoi 50 anni di attività sempre capace di dettare tendenza, grazie al contributo di Righini è riuscita ad affermare uno stile che l’ha resa protagonista del mercato in tutto il mondo. A emblema di tale collaborazione abbiamo scelto questo Azimut 68S, modello che portò al debutto la linea S del cantiere. Apprezzabile lo studio delle forme che includeva un attento uso delle superfici vetrate, divenute, come accaduto per altri yacht del brand, un vero e proprio segno distintivo, iconico e di tendenza.

azimut 68s


Conam 75 – Paszkowski – Non abbiamo scelto questa barca per la sua bellezza, quanto per il coraggio mostrato dal cantiere e dal designer, nell’introdurre il concetto di design “wide body” su scafi di dimensioni contenute, amplificandone in maniera innovativa la disponibilità di spazio interno. Uno yacht interpretato come una villa sul mare, da vivere nel massimo del comfort.


Magnum 44 – Luiz De Basto- Magnum Marine – L’erede fine anni 90’ (varo nel ‘99) del mitico Magnum 38’. Tra gli scafi più ammirati della flotta del cantiere di Miami. Insieme al 50’ rappresenta la nuova era della Magnum Marine sotto la guida di Katrin Theodoli. Presenta uno scafo a V profondo molto robusto e armonico dove viene applicata in maniera corretta l’estetica alla funzionalità. L’armonia delle forme sta alla base del design  (il vero segreto). La bellezza dell’oggetto, le sue forme sono diventate una delle principali motivazioni d’acquisto, soprattutto per il raffinato e sensibile pubblico femminile.

Molti esemplari navigano in Costa Azzurra.

Magnum 44


Pirelli P Zero 770 EFD – (Andrea Colli e Mario Bonelli oggi architetti in H3o Yacht Design) – Tecnorib (licenzataria marchio Pirelli per i gommoni).

In chiusura ci permettiamo due autocitazioni, progetti nei quali abbiamo inserito stili e concetti che provengono da alcuni dei progetti precedenti. Il Pirelli PZero 770 EFB ha definitivamente trasformato il semirigido con i tubolari troppo sporgenti, il tubolare di prua troppo grande, le forti deviazioni di flusso e le conseguenti forti sollecitazioni in leisure boat con linee classiche, allestimenti raffinati senza mai essere volgari.  Il concetto si può riassumere in “stile barca a vela”.

Grazie alla tecnologia dei tubolari ovali, è stato possibile eliminare, i problemi di instabilità strutturale e di spazio tipici dei tubolari a sezione rotonda usati su scafi semirigidi di medie e grandi dimensioni. Nel suo specifico segmento è un’imbarcazione spaziosa, larga e comoda che si rivolge  ad una clientela sofisticata che apprezza le caratteristiche, la maneggevolezza e la versatilità d’uso di questo genere di imbarcazione, ma non vuole rinunciare al comfort dell’equipaggiamento come il frigo nel pozzetto, il gonfiatore elettrico centralizzato, inverter e caricabatteria, passavanti larghi, molto spazio utile, qualità nell’equipaggiamento e nella finitura dei dettagli, apprezzando la fortissima influenza di stile e design Italiano che contraddistingue i prodotti Pirelli. Con motore entrobordo a gasolio o benzina mono e bimotore che rappresenta il“core” del marchio Pirelli legato al concetto di prestazioni e qualità.  Fu un punto di svolta per il settore.


Repowere – H3o Yacht Design – Progettata per la motorizzazione elettrica, dunque a emissioni zero, ha una carena ottimizzata per questo tipo di propulsione, studiata per avere grande manovrabilità nelle acque interne quali i laghi o città d’acqua come Venezia. Agli aspetti tecnici d’avanguardia unisce un’estetica raffinata da Commuter o Limousine mutuando un termine automobilistico. Repowere ha ricevuto la Menzione d’Onore al XXV Compasso d’Oro. Possiamo definirla la Tesla degli yacht.

Repower-e

Repower-e


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