Beneteau, i 140 anni del più grande produttore di barche al mondo

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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.

Prestige M7, in questa foto, è un 17 metri campione di slow sailing. L’obiettivo è godersi il piacere dell’andar per mare, sempre: quando si è in rada, quando si è in porto ma anche in navigazione. Un progetto focalizzato su silenzio, zero vibrazioni e soprattutto la possibilità di godersi al meglio gli spazi sconfinati che questo catamarano offre al suo interno, così come in coperta e sul fly.

Passione, audacia, innovazione

Il Gruppo Beneteau ha festeggiato 140 anni e oggi è il più grande produttore di barche al mondo restando sempre fedele al principio di offrire la soluzione giusta per chiunque voglia vivere un’esperienza indimenticabile sull’acqua.

Centoquarant’anni fa, nel 1884 Benjamin Beneteau, a Saint Giles Croix de Vie in Vandea, ebbe un’idea folle e dirompente per l’epoca: mettere un motore entrobordo ai pescherecci a vela. Centoquarant’anni dopo, nel 2025, il gruppo Beneteau ha sede ancora nella cittadina francese che si affaccia sull’oceano dove è nata l’epopea Beneteau. Oggi è il più grande produttore di barche da diporto del mondo, a vela e a motore. Ne mette in acqua più di 4.000 all’anno, da 6 a 24 metri, da 50.000 euro a 8 milioni prodotte in una ventina di cantieri sparsi per il mondo. Nove i marchi principali: Beneteau, Jeanneau, Prestige, Lagoon, Excess, Delphia, Four Winns, Wellcraft, Scarab. Centoquarant’anni fa il segreto del primo successo di Beneteau fu che, installando un motore su una barca a vela, il peschereccio costruito dal capostipite Benjamin rientrava prima degli altri in porto. Di conseguenza il pescato di giornata arrivava per primo al mercato del pesce, dettando il prezzo. Un vantaggio competitivo figlio dell’innovazione, della passione per il mare, dell’audacia di osare. Quello spirito che permette di essere un passo davanti agli altri si percepisce entrando nel quartier generale di Beneteau, davanti a quell’oceano dove Benjamin testava le carene delle sue barche, dove nacque il primo cantiere di pescherecci a vela e a motore da cui tutto ebbe inizio. Alle pareti ci sono le immagini storiche di Beneteau. Grande spazio per Annette Roux, nipote di Benjamin che con i fratelli André e Yvon ha rappresentato alla fine degli anni ’60 la seconda vita di Beneteau, complice l’avvento della produzione in serie di vetroresina. Ecco la foto del 1985 di Annette con il designer Philippe Starck, che immortala quando per la prima volta nella storia dello yachting un designer si cimenta con una barca. Ritroviamo un’altra immagine fondamentale, quella del primo “peche promenade” Antares 7.50 che nel 1977 apri le porte del mondo a Beneteau facendolo diventare ciò che è oggi, il gruppo nautico più grande del mondo. Annette ritorna nell’immagine del 1984 dove, in coincidenza con il centenario del cantiere, si quotò alla borsa di Parigi. Ancor oggi la maggioranza del Gruppo Beneteau è della famiglia del fondatore che detiene il 65% delle quote. E la signora Roux, a 83 anni, è ancora la fonte ispiratrice delle scelte strategiche ed è Presidente della Fondazione Beneteau oltre a essere membro del consiglio d’amministrazione. L’anno dopo, nel 1985, Beneteau acquistò il suo principale rivale, Jeanneau, iniziando la diversificazione plurimarca e le acquisizioni che arrivano sino ad oggi. Ultima in ordine di tempo, quest’anno, l’acquisto del cantiere BMS nella Francia del Sud, uno dei cantieri navali leader per i multiscafi da crociera.

1987. Annette Roux e suo fratello André a bordo di un Beneteau a Saint Gilles Croix de Vie sull’oceano Atlantico dove è nata Beneteau nel 1884. Annette Roux, 83 anni, è nel consiglio di amministrazione e ha guidato Beneteau nella sua espansione dagli anni ‘60 del secolo scorso.

Il senso di Girotti per Beneteau

Alla guida dei 6.500 collaboratori del Groupe Beneteau oggi ce l’italiano Gianguido Girotti, 48 anni, direttore generale delegato con il francese Bruno Thivoyon, 51 anni. Girotti ha la delega di responsabile alla divisione barche. Ed è con lui che parliamo di quello che è oggi il gruppo Beneteau, nell’head quarter in riva al mare.

“Noi restiamo fedeli al nostro motto Bringing dreams to water (Portare sogni in acqua), il DNA del Gruppo Beneteau da 140 anni. Esprime la volontà di portare più persone possibili sull’acqua per poter vivere esperienze indimenticabili. Gli armatori che navigano su un Beneteau sono più di 120.000, mezzo milione di persone sale a bordo ogni anno su una barca a noleggio da noi costruita. Per fare una stima, ogni anno in più di un milione mettono piede su una nostra barca.

Un mestiere difficile quello di soddisfare tutti…
“Si, perché una barca da 50 mila euro non ha le stesse dinamiche di una da 3 milioni e deve rispondere in maniera specifica al segmento di mercato a cui si rivolge. Non si deve restare fermi, bisogna comprendere quando nascono nuove esigenze, innovando. Un esempio emblematico, quello del segmento dei trawler, un segmento che sembrava immutabile. Beneteau lo ha rivoluzionato, disegnando il prodotto attorno al consumatore. Oggi siamo i leader di mercato di un segmento reinventato che possiamo definire, mutuando il gergo automobilistico, un hybrid, un crossover. O semplicemente un explorer alla portata di un vasto pubblico. Questo è il segreto di Beneteau da 140 anni.

A sinistra, Gianguido Girotti, 48 anni, è direttore generale delegato del Gruppo Beneteau e direttore della divisone “barche”. Laureato a Southampton (UK) in architettura navale ha lavorato con lo studio Frers, in Cantiere del Pardo/ Grand Soleil, Dufour. È in Beneteau dal 2017. A destra, la partnership tra Beneteau e Alpine, il mitico produttore di auto da corsa, è un plus per gli armatori che vogliono yacht personalizzati. Qui sopra c’è il nuovo Beneteau GT40 Alpine, modello centrale della rinata Gran Turismo del cantiere.

Voi siete i più grandi produttori di barche. Ma cosa vuol dire produrre barche in grande serie, è un vantaggio o no?
In parole povere, vuol dire un livello di qualità e affidabilità superiore. Costruire cinque barche è un fatto, farne 50 dello stesso modello è un’altra storia. Devi investire su un livello di qualità superiore un minuzioso lavoro di ‘control point’, un’ingegnerizzazione che preveda che tutto sia ispezionabile e sostituibile. Perché una barca è un oggetto complesso, molto complesso. Che ha bisogno di manutenzione, riparazioni, miglioramenti nel corso della sua vita. Questa filosofia dell’ossessione per la qualità l’ho vissuta in prima persona quando sono arrivato in Beneteau ed ero responsabile di prodotto. Dovevo assicurarmi che il design fosse compatibile con la possibilità non solamente di costruire in serie una barca e costruirla nei tempi più ottimizzati possibili, ma anche che i componenti e gli accessori fossero ispezionabili, riparabili in modo facile. Un lavoro che Beneteau sa fare, con una conoscenza unica del processo del “costruire bene”. E poi, sfatiamo un mito: efficientare una produzione non significa risparmiare sul prodotto, ma offrire il miglior prezzo possibile al cliente per un prodotto di alta qualità.

Beneteau Group aveva in mente di creare un prodotto specifico per il charter e le vacanze in barca. È nato così il Jeanneau Sea Loft 480.

Tu nasci designer poi sei diventato manager. Quanto conta oggi nel gruppo Beneteau l’innovazione?
L’innovazione è tutto per Beneteau, da 140 anni. Vi faccio un semplice esempio. Il marchio Prestige nato nel 2009 da una costola di Jeanneau. Oggi è “market leader” nel segmento Flybridge sino a 60 piedi continuando a sviluppare l’innovazine di prodotto, come nell’iconico Prestige 500 del 2009 dove la cucina per la prima volta era allo stesso livello del salone, la cabina armatoriale era una vera suite, la vista all’intero era a 360°. Prodotti disegnati torno al cliente, senza ostentazione, offrendo la miglior “value proposition”.

Swift Trawler 37 è il nuovo entry-level della gamma, un 11 metri che vuole essere una piccola casa sull’acqua, dal design moderno, con finiture eleganti e capace di lunghe autonomie di navigazione in totale comfort.

Beneteau pensa al futuro?
Si, certo. Con innovazione, audacia, passione. Come il concetto Island Cruising Concept che ripensa totalmente l’esperienza a bordo riducendo le competenze tecniche e integrando le tecnologie di propulsione ibride. Così rendiamo la navigazione più intuitiva, incentiviamo la voglia di stare a bordo per più tempo, più in armonia con le esigenze di oggi. La barca resta forse lo strumento più economico che puoi avere per poter accedere al privilegio di vivere al mare rispetto a una casa. E vivi sul mare.

www.beneteau-group.com

 

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