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L’ammiraglia della nuova generazione Flyer di Beneteau è un open puro sotto i 10 metri, quindi natante in Italia, che tenta di coniugare i grandi volumi interni con un look da sportiva. L’abbiamo provato a Port Ginesta, in Spagna, con 2 fuoribordo Suzuki da 350 cavalli: i DF350A.
Beneteau Flyer 10: test dell’ammiraglia
È in linea con il trend che vede gli armatori ricercare imbarcazioni che sappiano restituire i comfort di casa, anche fuori dal mondo dei “trawler”, cioé di quelle barche che nascono per viaggiare.
Ha un design “muscolare” e solido, ma filante, che non è solo estetica, come dimostra la motorizzazione che possiamo installare a poppa. Un range che oscilla da 600 a 700 cavalli, divisi tra due fuoribordo, che permettono al Flyer 10 di navigare in tutta tranquillità a oltre 40 nodi di velocità massima (con un consumo di circa 220 litri/ora) mantenendo maneggevolezza e facilità d’uso.
Partendo da poppa, si sale passando attraverso due spiaggette “esterne” allo scafo, poste sui lati del motore, che aiutano a ritornare a bordo sia in questa fase, sia quando si va a fare il bagno. Da destra si accede al pozzetto, dove troviamo un passaggio “obbligato”, con a destra una cucina all’aperto con frigorifero, lavandino e gavoni, mentre a sinistra il tavolo con divano a “L”.
Questa soluzione presenta dei vantaggi in un uso crocieristico estivo della barca, soprattutto per la vicinanza con la postazione dove si prepara da bere e da mangiare. Proseguendo, arriviamo al passaggio che conduce alla timoneria,alla prua e sottocoperta. Nella configurazione in cui abbiamo provato la barca, è stato molto positivo l’impatto con la timoneria e, più in generale, con la plancia, dove è presente una doppia seduta.
Sul Flyer 10 testato avevamo davanti agli occhi un grande schermo Garmin, che permetteva di tenere tutti i dati sotto controllo, dalla velocità ai consumi, in modo chiaro e veloce.
Il parabrezza è ben pensato e, oltre a conferire un aspetto più “aggressivo” alla barca, ripara bene dal vento anche alle alte velocità, oltre a dividere la parte centrale della barca dalla zona prendisole di prua, su cui torniamo tra poco.
A sinistra della timoneria troviamo un’altra seduta, con cui anche più persone possono rimanere vicino allo skipper mentre
si naviga, tendenza che si sta andando ad affermare su tutte le barche a motore di nuova generazione; della serie: “skipper, non sarai più solo!”. Di fronte alla seduta più a sinistra troviamo l’unico accesso al grande prendisole di prua a tre posti, con un camminamento tutto intorno e il gavone per l’ancora. Non c’è passauomo dalla coperta nella zona prendisole di prua e la cabina sottostante.
Sottocoperta
Vi si arriva attraverso un portellone a scorrimento; verso prua c’è uno spazio che funziona sia da cabina letto, sia da salone, e che può essere totalmente separato dal resto della barca con una tendina a scomparsa. Colpisce sicuramente il volume di questo vano, sia in larghezza, sia in altezza, e la sua modularità, soprattutto se si considera che lo scafo è lungo meno di dieci metri. Due sottili finestrature sullo scafo consentono alla luce di entrare in questa zona della barca, anche se a questo provvede principalmente il portellone.
Verso poppa, sulla destra delle scale, è posizionato l’accesso alla cabinetta doppia per gli ospiti, che risulta molto luminosa grazie alle finestrature grandi e rettangolari ricavate nella tuga tra il portellone e il passavanti. Tra le due cabine troviamo due porte verso bagno e box doccia, separati, grazie ai quali poter vivere anche qualche giorno di crociera senza rinunciare a niente.
In navigazione
Abbiamo provato questa barca nelle acque di Port Ginesta, vicino a Barcellona, in Spagna, in condizioni di poco vento e onda lunga. Nella configurazione testata con due motori fuoribordo da 350 cavalli Suzuki, il Beneteau Flyer 10 si è dimostrato un bel bolide divertente, con cui abbiamo toccato 43 nodi di massima per un consumo di 220 litri/ora complessivi.
Se andare forte può essere divertente, a interessare molto è la velocità di crociera: quella ideale per questa barca è intorno ai 25-27 nodi con i due DF350A di Suzuki a 4000 giri e con un consumo di circa 90 litri/ora (durante la prova a bordo c’erano 6 persone ed il serbatoio era a metà). La prua, complice l’ampio volume degli interni di cui si parlava prima, rimane sempre un po’ alta prima della planata in cui la barca inizia a entrare a circa 12 nodi.
Dalla plancia si ha una buona visuale su ciò che circonda la barca. Sull’onda, ad alte velocità, lo scafo rimane tutto sommato asciutto, a parte qualche goccia. L’ammiraglia Flyer è una barca semplice da manovrare, ideale per il diporto, morbida nell’impatto sulle onde e ben equilibrata come potenza. Nelle curve più strette tende a scarrocciare un po’, ma rimanendo sempre perfettamente in controllo. Nonostante la grande potenza a poppa si dimostra una barca facile da condurre e quindi adatta a tutti i tipi di diportista.
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