Sostenibilità d’autore: Besenzoni riscrive la transizione ecologica nella nautica

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

A metà strada del piano di sviluppo sostenibile adottato nel 2022, Besenzoni traccia i risultati nelle politiche di transizione ambientale
A metà strada del piano di sviluppo sostenibile adottato nel 2022, Besenzoni traccia i risultati nelle politiche di transizione ambientale

In un momento storico in cui sempre più la nautica è chiamata a giocare le sue carte verso le due transizioni, digitale e ambientale, Besenzoni sta dimostrando come la crescita industriale può (e deve) camminare di pari passo con la tutela dell’ambiente.

La storica azienda, punto di riferimento per l’accessoristica, ha recentemente diffuso dati chiari, incontrovertibili e incoraggianti: a fronte di un aumento della produzione ha registrato una riduzione del 6% delle emissioni globali di gas serra. Un risultato che non è frutto del caso, ma di una strategia a lungo termine.

 

Un piano industriale a misura d’ambiente

Fin dal 2022, Besenzoni ha avviato un piano di sviluppo sostenibile trasversale, capace di ridefinire prodotti, processi e organizzazione interna secondo i rigidi criteri ESG (Environmental, Social, and Governance) e gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Ma come si traduce questa filosofia nella quotidianità della fabbrica? Gli interventi sul campo sono già operativi e tangibili: dall’efficientamento energetico degli stabilimenti produttivi all’introduzione di macchinari a ridotto consumo energetico, dalla progressiva elettrificazione della flotta aziendale all’ottimizzazione strategica della supply chain.

Ma l’azienda di Sarnico, a una manciata di chilometri da Bergamo, non ha sposato solo i dettami della transizione ecologica, prevedendo nel proprio piano di sviluppo anche quella digitale. Il management ha infatti potenziato la propria infrastruttura tecnologica investendo in cybersecurity e digitalizzazione dei processi, elementi chiave per garantire la massima efficienza in un contesto industriale sempre più evoluto.

 

I numeri del cambiamento: meno gas, meno acqua, più sole

Analizzando la carbon footprint aziendale emergono dati di grande rilievo per quanto riguarda l’ottimizzazione delle risorse. Così, sul fronte dell’approvvigionamento energetico, l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto aziendale copre oggi circa il 10% del fabbisogno annuo, supportato da interventi mirati sulle strutture per tagliare gli sprechi.

Questo approccio scientifico non è una novità per Besenzoni. Già nel 1997 l’azienda era stata tra le prime del comparto a ottenere la certificazione di qualità ISO 9001. Oggi, quel cerchio si chiude idealmente con il percorso verso la ISO 14001 per la gestione ambientale, un passo che consolida e rende misurabili tutte le iniziative intraprese.

 

BeElectric: la rivoluzione green che sale a bordo

La vera svolta per gli armatori e i cantieri si chiama però BeElectric. Accanto alla rivoluzione dei processi interni, Besenzoni ha infatti creato una divisione specificamente dedicata allo sviluppo di sistemi di movimentazione completamente elettrici.

Si tratta di una scelta che impatta direttamente sulla vita a bordo e sull’ecosistema marino. L’eliminazione totale dei circuiti idraulici porta con sé enormi vantaggi concreti, a cominciare dall’assenza di oli e plastiche, ovvero stop all’utilizzo di liquidi e componenti potenzialmente inquinanti. Ne beneficiano anche i prodotti, più leggeri e silenziosi: i sistemi elettrici riducono il peso complessivo dell’imbarcazione e garantiscono un comfort acustico senza precedenti in rada. Con il progetto BeElectric, Besenzoni dimostra che la sostenibilità nella nautica non è solo uno slogan da banchina, ma una realtà tecnologica già disponibile per navigare verso un futuro più pulito.

 

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Entra nel Club del Giornale della Vela

Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

BRABUS AB110, quando lusso e velocità si incontrano

Il superyacht di Brabus è un 33 metri da 48 nodi

Velocità e lusso non sono due mondi così tanto distanti. A dimostrarlo Brabus AB110, il progetto nato dalla collaborazione fra AB Yachts, brand di Next Yacht Group, e la celebre design house tedesca BRABUS. Un sodalizio che unisce la filosofia stilistica “One Second Wow” al know-how ingegneristico e aerospaziale di AB Yachts nel campo delle

Classic Boat Archive | 1998 – Thunderbird Falcon 1800 CB (5,54 m) TEST

Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database

Tuccoli T235 SF copertina

Tuccoli T235 SF: il cabinato (7 m) super-compatto per la pesca e la crociera

Al Salone Nautico di Genova 2026, Tuccoli Marine presenta in anteprima in acqua il nuovo T235 SF, un fisherman di 7,2 metri che trasferisce nel segmento dei piccoli natanti una filosofia costruttiva solitamente riservata alle imbarcazioni professionali. Il modello nasce infatti secondo i criteri dell’Executive Sport Vessel (ESV), l’approccio sviluppato dal cantiere toscano che punta

Torna in alto