Buster, le mitiche barche nordiche in alluminio arrivano in Italia

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“Benvenuti nello Speciale Best Stories 2026. Vi stiamo raccontando le storie delle aziende protagoniste a livello mondiale della nautica. Oggi andiamo alla scoperta di quella di Buster, il cantiere scandinavo che costruisce barche indistruttibili, versatili e dal cuore sempre più green”.


La motorizzazione dei Buster è rigorosamente fuoribordo Yamaha: il marchio giapponese è il proprietario di questo cantiere finlandese dal 2016. Tutta la gamma Buster (da 3,88 a 9,50 m), dopo il debutto all’ultimo Salone Nautico di Venezia, è disponibile anche in Italia.

I pionieri dell’alluminio

Oltre 130.000 scafi venduti, una storia che affonda le radici negli anni ‘50 e la forza propulsiva del gruppo Yamaha. Il cantiere leader in Scandinavia porta nel nostro Paese la sua filosofia: barche indistruttibili, versatili e dal cuore sempre più green.

Approda finalmente in Italia il cantiere finlandese Buster, con la sua esperienza e specializzazione più che cinquantennale nella produzione di imbarcazioni in alluminio. Un debutto che risponde alle esigenze di diportisti, pescatori e professionisti alla ricerca di mezzi con altissima affidabilità e versatilità. Buster è stato il primo cantiere nordico a credere nell’alluminio per la produzione di serie. Nel 1953 Per-Håkan Carlander studiò negli Stati Uniti le tecniche di lavorazione dell’alluminio ed ebbe l’intuizione rivoluzionaria, in un’epoca in cui dominava il legno, di introdurre l’alluminio come materiale per gli scafi marini. Il marchio “Buster” debuttò poi ufficialmente nel 1977 con il celebre Mini Buster, prodotto nelle storiche acciaierie di Inha ad Ähtäri. Da quel momento, le vendite globali hanno superato le 130.000 unità, con un successo inarrestabile.

Una delle prime imbarcazioni prodotte in alluminio era la linea Kello, antenata diretta dei Buster, il cui marchio nacque nel 1977 con la mitica Mini Buster, prodotto nelle storiche acciaierie di Inha ad Ähtäri. Da quel momento, le vendite globali hanno superato le 130.000 unità, con un successo inarrestabile.

 

Alluminio oltre i pregiudizi

In Italia la cultura dell’alluminio nel diporto è ancora poco diffusa specialmente nell’ambito delle piccole imbarcazioni a motore. Esiste inoltre un forte pregiudizio circa la vulnerabilità dell’alluminio a causa delle correnti galvaniche. È tempo di fare chiarezza: se in passato scafi rivettati e realizzati con alluminio non specifico per uso marino hanno mostrato queste criticità, oggi il problema è ben noto e totalmente sotto controllo. Ogni scafo Buster è realizzato con materiali altamente innovativi e porta sullo specchio di poppa un anodo sacrificale (lo zinco) progettato per essere sostituito semplicemente una volta all’anno, con la stessa cadenza della normale manutenzione del motore. Gli scafi Buster vantano un look solido e concreto, un po’ da barca da lavoro. I benefici pratici sono insuperabili. L’intera produzione Buster è caratterizzata dall’utilizzo di alluminio in lega EN-AW5754 che utilizza il magnesio (in percentuale tra il 2,6% e 3,6%) come elemento di lega principale. Il magnesio permette al metallo di formare spontaneamente un microscopico strato protettivo di ossido di alluminio non appena entra in contatto con l’ossigeno o l’acqua. Questo strato è impermeabile ai cloruri marini ed è “autoriparante” (se graffiato, si ricrea all’istante). Ciò si traduce in una grande resistenza alla corrosione e in una minima e facile manutenzione. Ma c’è anche la resistenza agli urti: per esempio, se lo scafo colpisce violentemente un tronco o uno scoglio affiorante, la lega tende ad ammaccarsi assorbendo l’energia cinetica, scongiurando il rischio di spaccature, falle strutturali o sfondamenti tipici dei materiali rigidi quali la vetroresina. In più la maggior parte dei modelli ha una doppia pelle di alluminio con del materiale antiaffondamento interposto tra le due pelli, per una sicurezza assoluta. L’alluminio, però, pesa significativamente meno della vetroresina. Questa intrinseca leggerezza si traduce in vantaggi dinamici netti: risparmio nei consumi, minor velocità di planata e maggiori velocità di crociera. Inoltre questo materiale non deteriora nel tempo e richiede poca manutenzione, a differenza della vetroresina; è letteralmente uno scafo per sempre. A tutto ciò si aggiunge un processo produttivo fortemente ingegnerizzato nel cantiere Finlandese, una amplissima gamma di accessori che consentono la customizzazione della barca e un design moderno ed ergonomico di scafi e sovrastrutture.

Il nuovo Buster Magnun Cabin, barca di 7,58 m per tutte le stagioni con un salone protetto e, ovviamente, scafo in alluminio.

 

A tutto gas con Yamaha

La motorizzazione Yamaha, che non necessita presentazioni, costituisce la scelta elettiva del Cantiere, che offre “pacchetti” personalizzati imbarcazione/motore quanto a potenze e differenti destinazioni di utilizzo. Questa partnership non è puramente commerciale: dal 2016 Yamaha Motor è diventata formalmente proprietaria del 100% del cantiere. Questo ha permesso di creare un’integrazione totale “factory-fitted” (i motori vengono montati e testati già in fabbrica) e di implementare il “Buster Q”, un avanzatissimo sistema di infotainment di serie che unisce strumentazione motore, navigazione ed entertainment.

La versatilità dell’alluminio in lega EN-AW5754 che utilizza il magnesio (in percentuale tra il 2,6% e 3,6%) permette di raggiungere qualsiasi destinazione e avvicinarsi alla riva senza temere di incrinare la carena.

 

La vocazione green

Ultima, ma non per importanza è la vocazione “green” di Buster. Questo approccio non si limita alle sole caratteristiche ecologiche del materiale impiegato, ma si estende all’investimento a lungo termine. Pochi oggi si preoccupano del fine vita della propria imbarcazione, tuttavia consideriamo che lo smaltimento di uno scafo in vetroresina è molto costoso e compromette il valore della barca dopo i 20 anni di vita. Lo scafo in alluminio, invece, non solo è totalmente riciclabile ma mantiene il proprio valore per sempre. Da un punto di vista di sostenibilità, il contenuto di alluminio riciclato in una nuovo Buster, in funzione di diversi fattori, varia tra il 15 e il 65%.

www.buster.fi
ma*************@***il.com


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