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C’è un filo rosso invisibile che unisce la precisione millimetrica con cui i maestri di Zuma tagliano il sashimi di fronte al panorama di Roma e le linee affilate che fendono l’acqua. Il debutto del nuovo Callegari 48non sceglie una cornice casuale. Cucinare da Zuma è un’arte che richiede rigore, materie prime eccellenti e una costante tensione verso l’innovazione; le stesse identiche coordinate che hanno guidato la nascita del nuovo maxi rib di casa Callegari, testimone su tavola della ripartenza dello storico cantiere italiano. Il mare incontra la terraferma nel cuore della Capitale, promettendo un’esperienza dove il design italiano e la filosofia izakaya celebrano la stessa cosa: la purezza della forma. Il lancio del primo modello abbatte i confini tra la nautica d’alto livello e il lifestyle metropolitano. Non è solo la presentazione di un gommone, ma il manifesto di un nuovo modo di vivere il lusso: dinamico, sofisticato e decisamente fuori dagli schemi.
L’unveiling del primo modello della nuova era Callegari. Sulla destra il CEO, Jacopo Recchia, e il direttore commerciale Giampaolo Capponi
Callegari, così l’aeronautica ridefinisce il concetto di navigazione
Il lancio della nuova gamma Callegari segna l’inizio di un capitolo rivoluzionario per lo storico marchio la cui produzione si è spostata da Ravenna ad Anagni, a pochi chilometri da Frosinone. Attraverso un ambizioso piano industriale volto all’espansione sui mercati internazionali – sia nel diporto (leisure) che nel settore professionale – il brand si rilancia puntando su un perfetto equilibrio tra heritage, design d’avanguardia e altissima tecnologia.
Il vero elemento di svolta di questo “nuovo corso” risiede nella fusione culturale e ingegneristica nata dall’acquisizione di Callegari da parte di Aviorec Composites, azienda specializzata dal 2006 nella lavorazione di materiali compositi avanzati per i settori aerospaziale e automotive. Aviorec ha trasferito nella nautica gli standard qualitativi e i processi produttivi rigorosi tipici dei programmi spaziali e dei velivoli di ultima generazione. Gli stampi dei battelli vengono infatti realizzati internamente con macchine a controllo numerico ad alta precisione (CNC), mentre gli incollaggi strutturali sfruttano speciali adesivi di derivazione aeronautica. Inoltre, ogni laminato è sottoposto a severi controlli non distruttivi e ad analisi termografiche, con l’impiego di celle di carico in fase di allestimento per verificare che peso e assetto rispondano esattamente ai calcoli di progetto.
Le dimensioni della poppa divengono ancora più generose con l’abbattimento delle murate
Un’ammiraglia votata a lusso e performance
Il manifesto di questa rivoluzione tecnologica è l’ammiraglia della flotta, il Callegari 48. Questo maxi rib, taglia sempre più amata e richiesta, è una piattaforma progettuale avanzata che punta a ridefinire gli standard della categoria, offrendo performance elevate e un’esperienza di bordo (negli spazi interni ed esterni) molto vicina al lusso e al linguaggio dei grandi yacht. La sua eccellenza strutturale è garantita da una costruzione full carbon, dall’uso di processi di infusione, da un post-curing controllato e da uno studio idrodinamico della carena effettuato tramite sofisticate analisi CFD. Il risultato è un drastico contenimento del peso e una rigidità strutturale senza precedenti.
L’armatoriale con doppia finestratura per risvegli a contatto con il mare
“Il Callegari 48? Frutto degli stessi stress test di un jet F-35”
“Volevamo proiettare uno storico cantiere come Callegari nel futuro”. A margine della conferenza stampa sul tetto di Palazzo Fendi, Jacopo Recchia, CEO di Aviorec e ora anche di Callegari, non ha dubbi ma solo una strategia chiara: partire dal super mercato dei maxi rib per ridare slancio a un cantiere che ha fatto la storia dei gommoni. Per farlo il team progettuale ha sfornato un’ammiraglia da 1 milione e 200 mila euro destinato principalmente al mercato nord-europeo, americano e medio-orientale. “Non solo i materiali, le colle, i processi di produzione seguono gli standard aeronautici, ma anche gli stress test a cui sottoponiamo i nostri rib: ogni prodotto è quindi assimilabile a un jet militare F-35”, continua il numero uno di Callegari. Il risultato è una barca “che pesa tre volte meno di una di pari livello dello stesso segmento”.
Alquanto insolito è partire con una nuova produzione partendo dall’alto, dall’ammiraglia della famiglia. Anche in questo Jacopo Recchia dissolve ogni dubbio: “Volevamo portare il top di gamma subito sul mercato perché i maxi sono una fascia alta di grande appetibilità. Dal 48 in giù tutte le scelte che abbiamo fatto sui processi, sui materiali, sulle soluzioni progettuali noi le declineremo su tutti i modelli, anche quelli più piccoli. Chi acquista un Callegari, anche da 7 metri, troverà gli stessi materiali, gli stessi processi, la stessa qualità di un 15 metri”.
Giusto il tempo di lanciare il nuovo Callegari 48 che il manager Recchia ha già la testa puntata a nuovi obiettivi, come l’acquisizione di un altro cantiere. Nessuna anticipazione, ma la certezza che il gruppo ha tanta fame di crescere nella nautica. E con lui il Made in Italy.
Tre modelli segnano la nuova era del cantiere: dopo il 48 in arrivo il Callegari 9 e 7
Accanto all’ammiraglia, la nuova gamma si completa con due modelli versatili e modulari, che ereditano lo stesso DNA stilistico e tecnologico. Il Callegari 9 è progettato per offrire il comfort di imbarcazioni di dimensioni superiori grazie all’ottimizzazione di spazi per il relax e la convivialità assicurata da una zona poppiera trasformabile (tavolo/prendisole), una cucina a scomparsa sotto la seduta di guida e un bagno completo ricavato nella console.
Il piccolino di casa, lungo 7 metri, concentra in dimensioni compatte l’essenza del brand, mantenendo le linee muscolose, la plancia distintiva e la modularità degli spazi dei fratelli maggiori.
Con questa nuova flotta, Callegari non presenta semplicemente dei gommoni, ma ridefinisce i confini della nautica da diporto attraverso la precisione della scienza aerospaziale.
La bellissima modella e dj Ambra Gutierrez ha incantato e fatto ballare tutta la terrazza Fendi
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