Chris Craft, il “Riva degli americani” compie 150 anni

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Fonte immagini: Monaco Classic Week – Regolarity challenge for motorboats

Chris Craft compie 150 anni. Storia di un cantiere americano che fatto la storia del diporto a stelle e strisce e non solo.

 

1884, Michigan, USA: nell’anno in cui vengono adottati per la prima volta i fusi orari, un pioniere della nautica da diporto che si chiamava Christopher Columbus Smith ha deciso di varare il suo primo motoscafo. Con un nome così, in effetti, la sua non poteva che essere una carriera legata a filo doppio alla navigazione. Ad essere precisi, Cristopher la sua prima barca la costruì nel 1874 quando aveva 13 anni, dieci anni prima di mettersi in società col fratello e buttarsi a capofitto nella sua impresa Chris Smith & Sons Boat Co. Fa riflettere il fatto che in quel periodo il motore a scoppio era ancora agli albori e che Mr. Smith, due anni prima che il tedesco Carl Benz inventasse la prima automobile, già faceva muovere i suoi motoscafi con un motore a combustione come lo intendiamo oggi.

La storia di Chris Craft

All’epoca di Chris, un organo meccanico come la frizione non era stato ancora inventato: questo aveva consentito ai primi sperimentatori di sfruttare al meglio le potenzialità del nuovo sistema propulsivo, visto che un’elica immersa nell’acqua non risente dei problemi collegati ai momenti di inerzia che ha un’automobile. In questo contesto, nel 1884, le sponde del lago St. Clair divennero il palcoscenico del varo della prima imbarcazione firmata Christopher Smith. Guarda caso questo bacino si trova nei pressi di Detroit, il distretto motoristico più famoso d’America.

Cominciò la leggenda: era nata la Chris Craft, la più antica azienda cantieristica del mondo dedicata alla nautica da diporto. All’inizio si trattò di costruzioni rudimentali, un’attività quasi amatoriale, e ci volle del tempo perché si impostasse una certa capacità organizzativa, ma il seme era stato gettato e la pianta non tardò a crescere.

Il primo battello a motore di cui si è detto, altro non era che una “duck boat”, una barca per la caccia alle anatre, attività venatoria molto diffusa lungo i falaschi prossimi al confine canadese del lago Michigan. La storia di Chris Craft è legata a doppio filo anche a quella di una nostra eccellenza nautica, il cantiere Riva.

Riva VS Chris Craft

In primis i due marchi sono il simbolo del diporto ai due estremi dell’Oceano Atlantico e possono vantare una tradizione che affonda le radici in un tempo lontano (Riva è del 1842). Poi tutti e due i cantieri sono sorti sulle rive di un lago e, soprattutto, Carlo Riva ha sempre detto che per lui il marchio Chris Craft è stato fonte di forte ispirazione.

Alcune barche dell’Ingegnere, tra cui l’iconico Aquarama, montavano motori General Motors marinizzati da Chris Craft. Come accennato, le prime imbarcazioni Chris Craft erano barche da caccia, prodotte per una quindicina di anni. Vennero apprezzate così tanto che presto raggiunsero alti numeri di produzione per l’epoca. All’inizio del 1900, i fratelli Smith spostarono la loro attenzione sui motoscafi da diporto personalizzati per ricchi mecenati, come Henry Ford o William Randolph Hearst.

Verso il diporto

Negli anni Venti, le loro creazioni si trasformarono ancora una volta, mutandosi in runabout veloci ed economici per la classe media (le cosiddette commuters) e facendo diventare Christopher Smith uno dei primi produttori di barche: all’epoca, Chris Craft era il più grande costruttore di barche a motore in mogano al mondo. Arriviamo agli anni tumultuosi della Seconda Guerra Mondiale, quando Chris Craft, sotto la guida di Jay, figlio di Chris, rivolse la sua attenzione alle robuste navi militari.

Chris Craft Commander 19 Supersport (XK19)

Utilizzando le conoscenze apprese nella costruzione di imbarcazioni da diporto, Chris Craft firmò contratti con la Marina statunitense. Da qui cominciò a produrre in serie una varietà di barche militari, fra le quali motovedette, lance e navi di salvataggio. Nel 1945 la produzione ammontò a oltre 12.000 unità. Finita la II° Guerra Mondiale, durante il boom economico del dopoguerra, Chris Craft divenne il segno (e sogno) distintivo della nautica da diporto. Nacquero le barche in legno che i collezionisti apprezzano ancora oggi.

Dagli anni d’oro a oggi

Nel loro periodo di massimo splendore, le navi Chris Craft di fascia alta hanno affascinato personaggi famosi, tra cui Katharine Hepburn, Frank Sinatra ed Elvis. La famiglia Smith vendette l’azienda alla fine degli anni ’50, all’apice della sua fama. Nel corso degli anni, la proprietà è passata più volte di mano.

Chris Craft Catalina 28
Chris Craft Catalina 28

Oggi l’azienda Chris Craft ha sede a Sarasota, in Florida, e continua a costruire una varietà di barche a motore di lusso. La produzione comprende moderni runabout con linee che ricordano la tradizione della famiglia Smith. L’ultima nata è il 27 Launch, che celebra proprio i 150 anni del cantiere.

Federico Lanfranchi

 

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1 commento su “Chris Craft, il “Riva degli americani” compie 150 anni”

  1. LUCA MACORATTI

    Cantiere che ha prodotto un numero sterminato di modelli, di tutte le dimensioni e categorie. A mio modo di vedere, tra le tante, indimenticabili sono le serie dei Constellation, Commander e Roamer che tra gli anni ’50 e ’70 hanno originato vari modelli di imbarcazioni classiche dalle linee intramontabili, tutte caratterizzate da grande abitabilità e luminosità negli interni. Certo non erano barche leggere e veloci ma senz’altro affidabili, tanto che continuano a navigare ancora oggi e che sono apprezzatissime dagli appassionati in tutto il mondo sia per quanto riguarda i modelli in legno, costruiti sino alla fine degli anni ’60, che per quelli in vetroresina dagli anni ’70 in poi. I modelli migliori sono senz’altro quelli costruiti negli Stati Uniti ma anche quelli prodotti su licenza Chris Craft a Fiumicino da Ferdinando Venturi (che già era importatore di quelli americani) hanno avuto successo anche se di costruzione più attenta all’economia rispetto ai modelli statunitensi.
    Gli appassionati di cinema potranno godersi un magnifico esemplare di Constellation in legno (credo un 38 piedi) nel film U112 Assalto alla Queen Mary con Frak Sinatra ed una splendida giovane Virna Lisi, ma anche in “Tre fusti due Bambole ed un Tesoro” con Elvis Presley dove, oltre al Constellation si potrà apprezzare anche la sua armatrice.

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