Boston Whaler 31 (9,70 m) arriva nel 1991 la nuova ammiraglia del cantiere americano

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Boston Whaler 31

Nel 1991 viene presentato il Boston Whaler 31, ammiraglia del cantiere americano. Un fisherman ideale per la crociera con la famiglia e per la pesca sportiva. Sicuro e asciutto durante la navigazione, è estremamente confortevole durante le soste,

Tratto da Barche a Motore 1991, n. 2, marzo, pag. 48-53.

Il Whaler 31 entra facilmente in planata mantenendo il suo assetto in qualsiasi condizione di mare.

 

PREGI:

  • Coperta asciutto grazie al disegno della carena
  • Scafo inaffondabile e inalterabile nel tempo
  • Facilità di manutenzione e ispezione dei motori
  • Eccezionale resistenza al rollio

DIFETTI:

  • Cuccetta matrimoniale di prua un po’ sacrificata
  • Pochi gavoni per lo stivaggio delle attrezzature in pozzetto

L’americana Boston Whaler, che da oltre trent’anni produce gli inconfondibili e imitatissimi scafi inaffondabili particolarmente adatti per la pesca d’altura e il diporto, ha impiegato la sua esperienza per realizzare l’ammiraglia: il Whaler 31. Si tratta di un cabinato di 9.70 metri molto robusto e affidabile che, oltre al tradizionale ampio pozzetto caratteristico dei fisherman, offre nei suoi interni una buona abitabilità e un comfort elevato.

Estetica e progetto: ◊◊◊◊◊

La linea dello scafo, sebbene si tratti di un’imbarcazione cabinata, ricorda quella della serie Outrage, realizzata dalla stessa Casa. La carena è ad ala di gabbiano con V pronunciata a prua (18°), profilata per convogliare gli spruzzi verso la poppa e utilizzarli come energia di sostentamento, mantenendo la coperta asciutta. Attorno al pozzetto corre il trincarino, protetto nella sua parte inferiore da una robusta imbottitura, con una superficie di ben 26 cm di spessore in cui si trovano incassati i portacanne che sottolineano l’impostazione sportiva dello scafo. Un altro particolare importante, apprezzato da pescatori e diportisti, è la larghezza dei passavanti laterali che permettono di guadagnare la prua in tutta sicurezza anche durante la navigazione. Ma quello che maggiormente colpisce una volta saliti a bordo è il senso di solidità che contraddistingue lo scafo e tutti gli arredi. Alcuni accorgimenti, poi, rendono molto semplice la manutenzione dell’imbarcazione e denotano un progetto accurato e funzionale. Ne sono esempio la plancia di guida incernierata per consentire l’ispezione dei cavi marce-gas e dei fusibili, così come il sistema di accesso al locale motori, ottenuto mediante tre paglioli situati in corrispondenza dei sedili di pilota e copilota. Togliendo il pagliolo centrale si scende fra i due motori mentre facendo scorrere lateralmente a destra o a sinistra i due sedili, solidali con i paglioli sottostanti, si accede alle parti vitali dei motori per una agevole manutenzione. Tutti i punti nevralgici dell’imbarcazione, come premistoppa assi, timoni, impianto flap, prese carburante eccetera, sono ispezionabili attraverso comodi boccaporti stagni sistemati a pagliolo. Il pozzetto accoglie i serbatoi acqua e carburante più i serbatoi supplementari e può essere equipaggiato con sedili e gavoni.

La postazione di guida, di immediata consultazione, dalla quale si gode di una buona visibilità su tutto lo scafo. I sedili scorrono lateralmente per consentire una agevole ispezione dei motori sottostanti.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊

Abbiamo avuto l’opportunità di effettuare la prova di due imbarcazioni, una con la motorizzazione 2×250 CV Cummins TD (6BTA5.9M1) in condizioni di mare proibitive e con un forte vento di scirocco e l’altra con 2×300 CV Cummins TD (6BTA5.9-M2). Sebbene i 300 CV offrano una velocità di punta più elevata, una planata più rapida e maggiori possibilità di carico, in entrambi i casi le prestazioni sono state più che soddisfacenti, sinonimo di un buon abbinamento scafo-motori.

Propulsione: ◊◊◊◊◊

Nel Whaler 31 la spinta propulsiva è affidata a due eliche tripala in linea d’asse. Poichè i due motori sono collocati sotto ai sedili pilota e copilota, quindi in posizione piuttosto avanzata, si ha una minore inclinazione degli assi porta-eliche che consente un migliore sfruttamento della spinta vettoriale dell’elica. La trasmissione impiegata è del tipo IRM 220 A-ZF.

A sinistra, grazie a un passaggio, la cima d’ormeggio viene assicurata a una bitta posta sulla fiancata, evitando pericolosi intralci a bordo. A destra, la delfiniera del Boston Whaler 31.

 

Costruzione e finiture: ◊◊◊◊◊

Lo scafo è realizzato in doppio guscio stampato, iniettato di schiuma a cellula chiusa ad altissima densità. In questo modo viene ottenuto un unico pezzo monolitico galleggiante in ogni sua parte. Anche la coperta, è realizzata con lo stesso sistema e assemblata successivamente. Le prime imbarcazioni costruite oltre trent’anni fa con la stessa tecnologia, non hanno mai presentato problemi di osmosi o di aumento peso causato dall’ assorbimento d’acqua. Inoltre il gelcoat liscio e lucido denota un alto grado di tecnologia degli stampi e un’accurata lavorazione con finiture di ottima qualità. La Boston Whaler è pertanto in grado di garantire i suoi scafi per 10 anni.

Impianti e sicurezza: ◊◊◊◊◊

Gli impianti idrici si dividono in due circuiti a pressione, uno per l’acqua dolce con serbatoio inox da 150 litri per i consumi di bordo e l’altro per l’acqua salata, con rubinetto in pozzetto. Il quadro di distribuzione AC/DC è collocato sulla paratia di dritta della porta di accesso, mentre sul cruscotto si trovano tutti i comandi degli impianti di bordo necessari in navigazione. Gli impianti di sicurezza prevedono gli estintori a norma di legge, 2 batterie con staccabatterie, 3 pompe di sentina elettriche automatiche, aspiratori gas di sentina, allarme per acqua alta in sentina, sistema di allarme per surriscaldamento motori e acqua nei filtri carburante, valvole per intercettazione del flusso del carburante e gas detector. La timoneria è idraulica con volante inox amagnetico.

Il layout della barca.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊◊

Poichè nasce come scafo da altura, il Whaler 31 è stato progettato per affrontare qualsiasi tipo di mare in tutta sicurezza. Durante la prova dell’imbarcazione motorizzata con i due Cummins 250CV, effettuata in condizioni di mare e di vento decisamente avverse, l’impatto con le onde ha esaltato le qualità marine della carena: robusta nei suoi materiali di costruzione, solca le onde con il V profondo, convogliando gli spruzzi verso la poppa grazie alla profilatura che imprime stabilità laterale contenendo il rollio e mantiene la coperta asciutta. La velocità massima è stata 30 nodi con la motorizzazione 2×250 CV, nonostante il mare grosso, mentre in acque calme lo scafo equipaggiato con la motorizzazione più potente ha consentito una navigazione morbida e veloce (velocità massima raggiunta 35 nodi). Raramente è richiesto l’uso dei flap idraulici per mantenere l’assetto idrodinamico.

Le prestazioni misurate durante la nostra prova.

 

Interni: ◊◊◊◊

Gli interni sono caratterizzati da una generosa altezza d’uomo che varia da 1.85m. della zona quadrato e la toilette ai m. 1.80 della cabina di prua. Il saloncino ospita una dinette con divano ad U e tavolino, abbassabile per creare una cuccetta matrimoniale, e la cucina ottimamente attrezzata presenta un ampio piano di lavoro con lavello incassato, due fuochi, frigorifero e tanti ripostigli. La toilette, in locale separato, è essenziale ma ben attrezzata, con WC elettrico, doccia e lavabo. La cabina prodiera, con armadietti e gavoni, presenta un letto a due piazze che può essere ampliato per un comfort maggiore.

In alto a sinistra, la cabina prodiera con il grande letto matrimoniale. In basso a sinistra, il piano della cucina a due fuochi, piastra elettrica, lavello e frigorifero. A destra, la toilette.

 

Coperta e posto di pilotaggio: ◊◊◊◊◊

Partendo da poppa, troviamo una comoda plancetta per il bagno con scaletta in acciaio inox e carabottino in teak. Mediante un portellone sullo specchio di poppa, si accede al pozzetto in cui sono fissati lungo le murate le rastrelliere portacanne. In posizione rialzata, procedendo verso la tuga, sono situati i sedili per pilota e copilota. A dritta c’è la plancia di guida con gli strumenti (contagiri, indicatori di pressione olio motore, termometri, volmetri, indicatori di livello acqua-carburante, e i vari allarmi) e i comandi dei motori e dei flap. Dal posto di pilotaggio si ha una ottima visibilità su tutto o scafo. La pontatura prodiera può accogliere la cuscineria prendisole.

I dati del Whaler 31.

 

Al volante: ◊◊◊◊◊

La compattezza sull’onda e la perfetta direzionalità dello scafo in qualsiasi condizione di mare rendono il Whaler 31 docile alla guida. Le prestazioni con le due motorizzazioni 2×250 CV e 2×300 CV sono state più che soddisfacenti. L’impiego dei flap non è indispensabile per il buon andamento dell’imbarcazione ma ne migliora ulteriormente le prestazioni. Mantenendo lo scafo nel suo assetto idrodinamico ottimale, oltre a raggiungere velocità di punta più elevate, si ha una minore resistenza all’acqua con un conseguente minore sforzo del sistema di propulsione. Gli effetti immediati sono un’andatura più regolare con consumi di carburante ridotti. Nelle manovre d’ormeggio lo scafo risponde sempre in maniera prevedibile.

Nel 1991 il Whaler 31 veniva venduto a partire da Lire 248.000.000.

di Roberta Limardo


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