Classic Boat Archive / 1991 – Tecnomar Benetti 60 (17,40 m) TEST

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Tecnomar Benetti 60

Siamo nel 1991 quando questo fast commuter di 17 metri si presenta come l’apoteosi della barca moderna, dove lusso e prestazioni non possono mancare. Spinto da due motori Baoudoin da 840 cv, durante la nostra prova ha raggiunto una velocità massima di 48 nodi.

Tratto da Barche a Motore 1991, n. 8, settembre, pag. 40-45.

Il progetto delle linee d’acqua del TB 60 è basato su una carena a V profonda con tre pattini per fiancata.

 

PREGI:

  • Imbarcazione di grande prestigio, dalle qualità nautiche fuori dal comune, dotata di interni eleganti e raffinati

DIFETTI:

  • I servizi accessori, tanti e perfetti, sono curatissimi nella realizzazione ma necessitano di una manutenzione meticolosa

Il Tecnomar Benetti 60 è un fast commuter dalle soluzioni abitative classi-che e vivibili (la misura lo permette anche all’interno di un design così particolare), progettato per raggiungere e mantenere elevate velocità di crociera anche in condizioni di mare duro.

Estetica e progetto: ◊◊◊◊◊

Le grandi prestazioni ottenute dal TB 60 dimostrano come la scelta progettuale non scenda a nessun tipo di compromesso con altre necessità che non siano la “performance”. L’estetica è quella di un fast commuter, stretto, basso, slanciato con un design molto pulito. Il progetto delle linee d’acqua è basato su di una carena a V profonda con tre pattini per fiancata, dotata di assetto e geometria variabile: poco il volume a prua con lo yacht che, da fermo, si presenta in acqua praticamente “seduto” sulla poppa. Il modello iniziale di questo scafo, realizzato in scala, è stato provato con il sistema a trascinamento in vasca navale: i risultati mostrano come si sia rinunciato a eliminare qualche ulteriore elemento di attrito pur di non perdere la grande capacità di tenuta di mare.

La timoneria, dotata di tutta la strumentazione necessaria a uno scafo veloce.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊

La motorizzazione della barca in prova era affidata a due Baudouin V 12 BTi 840 (da 840 HP) con una architettura di 12 cilindri a V a 90°. Alesaggio e corsa sono di 120×110 mm; la cilindrata di 14.929 cc; il peso è di Kg 1460. A richiesta è possibile montare due MAN da 1100 HP cadauno con trasmissione Arneson Drive.

Propulsione: ◊◊◊◊

La propulsione in uso era basata su una trasmissione in linea d’asse con due eliche a quattro pale di profilo asimettrico. Due i timoni semi-intubati e due i flaps idraulici con nervature di rinforzo nella faccia superiore.

A poppa sono presenti un divano e un prendisole disposto sul coperchio dei motori.

 

Costruzione e finiture: ◊◊◊◊◊

L’imbarcazione viene montata assemblando due stampate relative a scafo e coperta con sistema meccanico e chimico (rivetti e successiva resinatura). Lo scafo è in vetroresina mentre la coperta è in sandwich di termanto a grande spessore per conferire una maggiore rigidità e per isolare acusticamente e termicamente gli interni. L’insieme di ordinate, bagli e serrette è interamente realizzato in grosse travi in sandwich di cui si è curato soprattutto la continuità tra le varie componenti: per esempio, le ordinate incontrano i bagli e formano un insieme strutturalmente monolitico. Il risultato è tale da aver ottenuto la più alta classificazione dal Lloyd Register (che valuta le resistenze sul metro delle accelerazioni gravitazionali e il TB 60 ha, nella zona di prua, una resistenza di circa 19 g). I motori sono montati senza supporti elastici per limitare al minimo tutti i possibili “giochi” di trasmissione.

A poppa del Tecnomar Benetti 60 c’è una passerella automatica. Questo fast commuter è dotato di una moltitudine di optional.

 

Impianti e sicurezza: ◊◊◊◊

L’impianto elettrico è bipolare a 220 e 24 V. Viene alimentato da due impianti suddivisi per utenze: uno per i servizi con 1000 Ah a disposizione e uno per l’avviamento con circa 600 Ah di resa utile. Per ogni evenienza troviamo un generatore da 9 KW della Nanni Diesel. Gli interruttori sul quadro elettrico sono magnetotermici. Di serie troviamo lo stereo, il TV color e la presa in banchina anche per il telefono. La sicurezza è stata particolarmente curata. L’impianto principale é basato su di un circuito anti-incendio a base di Halon, che scatta in seguito alla segnalazione di un separato sistema di allarme, funzionante sugli aumenti di temperatura. In caso malaugurato di incendio, questo circuito blocca tutti i portelli del vano motori e gli impianti elettrici in funzione, escluse le eventuali pompe di sentina. Inoltre é presente una potente elletro-pompa per l’aspirazione di acqua di mare in grado di inondare letteralmente l’imbarcazione stessa. Per casi meno drammatici può servire ad esempio per lavare la coperta. In caso di acqua a bordo, invece, troviamo una pompa elettrica per compartimento, una pompa di tipo manuale di riserva ed un sistema che nel viareggino viene chiamato col nome di “Lupe”. Si tratta di un rubinetto a tre vie, montato sulle prese a mare dei motori che permette di usare le stesse per lo svuotamento della sentina. In caso di uso prolungato va tenuto d’occhio la temperatura dei motori.

Le prestazioni misurate durante la nostra prova.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊◊

Il peso dell’imbarcazione a medio carico è di 14 tonnellate e quindi l’indice fra peso e motorizzazione dà un rapporto pari a 8,5, un risultato apparentemente modesto, se valutato con un metro tradizionale. Le superfici bagnate estremamente ridotte e la disposizione dei volumi al galleggiamento, differenziano invece in modo radicale questo tipo di carena da quelle più marcatamente crocieristiche. Risulta ovvio che la motorizzazione alternativa di 2×1100 aggiunge quel qualcosa in più, non fosse altro che per la trasmissione Arneson Drive: maggiore manovrabilità e una resa intorno al 10 per cento superiore (nel caso specifco). Il tempo necessario a raggiungere la velocità minima di sostentamento in planata è di circa 11 secondi, a conferma parziale di una motorizzazione non eccessiva, e la velocità massima è di 48 nodi per una velocità di crociera, reale, intorno ai 40 nodi.

I dati della barca.

 

Interni: ◊◊◊◊◊

Il Tecnomar Benetti 60 è organizzato intorno al motore e al sistema propulsivo. Ciò non deve far pensare ad una imbarcazione spartana, tutt’altro: siamo sempre su di uno yacht di quasi 18 metri di lunghezza. Con volumi simili ricavare una dinette di grandi dimensione, una cabina armatoriale lussuosa ed una cabina ospiti a letti gemelli non è particolarmente complesso. Parlare di arredi su uno scafo così lussuoso è quasi superfluo. L’imbarcazione in prova mostra la suddivisione classica (citata sopra) con scelte di arredo a gusto del cliente. Il cantiere è però in grado di offrire qualunque personalizzazione che non incida sulla struttura. I servizi sono elettrici e hanno una doccia separata. Le altezze a disposizione non scendono sotto la misura di m 1,95. Il cockpit presenta la timoneria sulla sinistra con schienale imbottito e anatomico per la guida in posizione eretta e dispone di frigo-bar e lavello. Più a poppa un divano a tutta larghezza e un prendisole enorme disposto sul coperchio vano motori. La poppa estrema è fornita di spoiler con terminali alzabili per poter accedere alla plancia da bagno. Gli impianti idraulici prevedono ovunque l’acqua calda.

In alto a sinistra, la lussuosa cabina armatoriale. In alto a destra, la dinette. In basso a sinistra, la cabina degli ospiti. In basso a destra, il frigobar a scomparsa.

 

Coperta e posto di pilotaggio: ◊◊◊◊

II TB 60 propone una coperta estremamente sgombra e priva di ogni ostacolo. Le luci, gli oblò, i passa-uomo e le bitte stesse sono a scomparsa totale (a filo di coperta) tramite comando idraulico. Lo stesso impianto aziona anche il tavolo estraibile dal vano prendisole, il radar, lo specchio di poppa, il coperchio vano motori e il gavone di prua. Quest’ultimo presenta un normale coperchio per l’ispezione dall’alto, ma si apre sul lato inferiore della prua, direttamente verso il mare, con un angolo e un disegno tale da non ostacolare il movimento della catena quando la barca è all’ancora. Il posto di pilotaggio cela una consolle ampia e attrezzata sotto una saracinesca scorrevole. Di serie radar a scomparsa, loran, eco, log, pilota automatico, plotter, bussola digitale e strumenti motori. Il vano motori ha ampi spazi a disposizione per ogni tipo di intervento e la poppa attrezzata e sollevabile nasconde il vano per il tender (di serie).

Al volante: ◊◊◊◊

Grande capacità evolutiva considerando la classica trasmissione in linea d’asse. La rotazione su sé stessa avviene all’interno di un raggio pari a due volte la lunghezza dello yacht. La conduzione avviene in maniera relativamente facile, in considerazione del peso e delle prestazioni, anche se richiede una certa esperienza nell’uso dei flaps, a cui è molto sensibile. L’imbarcazione non passa sull’onda ma piuttosto, direi attraverso l’onda. Questa caratteristica permette di mantenere medie elevate, in tutta sicurezza, anche in presenza di mare formato.

di Antonio Cassone


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