Classic Boat Archive | 1993 – Acquaviva 26 (8,05 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Acquaviva 26

Siamo nel 1993 quando barche a Motore sale a bordo dell’Acquaviva 26, un express cruiser di otto metri che unisce affidabilità e spazi interni funzionali a buone prestazioni di navigazione.

Tratto da Barche a Motore 1993, n. 5, giugno, pag. 57-61.

Il profilo dell’Acquaviva 26 è filante, affusolato verso la prua. La carena a V profonda garantisce comfort in navigazione, mentre due robusti pattini laterali contengono il rollio e aumentano la portanza verso poppa. Elegante e ben raccordato alla fiancato lo specchio di poppa.

 

PREGI:

  • Conduzione semplice e maneggevolezza estrema
  • Buone velocità di punta per medie elevate in crociera grazie ad una buona carena
  • Interni abitabili e confortevoli

DIFETTI:

  • Nonostante il baglio generoso i passavanti sono stretti e richiedono attenzione
  • Buono il design anche se necessita di un’ulteriore revisione nei raccordio fra linee rette e linee curve

 

Non è un caso che il cantiere Acquaviva si stia proponendo al pubblico con idee sempre più aggressive e accattivanti. La nuova strategia del cantiere infatti è orientata verso un re-styling accurato e divertente che conquista immediatamente per semplicità e armonia. Il modello provato è un express cruiser di otto metri realizzato in modo semplice con interni monovolume senza paratie divisorie. Un’imbarcazione con la quale si possono agevolmente realizzare veloci gite lungo costa e crociere con la famiglia.

Estetica e progetto: ◊◊◊◊

L’Acquaviva 26 è l’ultimo arrivato in una gamma di imbarcazioni di dimensioni medie, realizzate con materiali semplici e affidabili per ottenere buone prestazioni insieme a volumi abitativi notevoli e a costi di gestione contenuti. Il 26 piedi, di cui abbiamo potuto testare 1l primo modello messo in acqua, ha un’estetica gradevole grazie ad uno scafo dalle linee curve; la falchetta che si abbassa verso poppa contribuisce a snellire la sagoma laterale. I passavanti hanno un andamento tormentato a causa della tuga voluminosa, necessaria su un’imbarcazione di queste dimensioni, per avere una buona altezza in cabina: curiosa la battagliola che corre non sulla falchetta bensì sullo spigolo esterno della tuga. Il passaggio verso prua risulta piuttosto insolito ma efficace. Sobrie le decorazioni in fiancata. La plancetta poppiera e ben integrata nella linea dello scafo e presenta dimensioni veramente ragguardevoli. La carena a V profonda (18 gradi) garantisce comfort in navigazione. Due robusti pattini laterali contengono il rollio e aumentano la portanza verso poppa. La zona poppiera è dedicata agli amanti della tintarella con un grande divano a “L” disposto sulla murata di sinistra. Il parabrezza è armoniosamente integrato nella linea dello scafo, e può montare un’apposita capottina in caso di navigazione con cattivo tempo.

A sinistra: in pozzetto, sopra la cala dei motori, si trova il sedile poppiero che ospita i passeggeri durante la navigazione. Ergonomici e ben studiati i due sedili di fronte alla consolle di guida. A destra: nella zona di prua è posizionato un incasso per il salpancore elettrico e i bottoni di comando.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊

La doppia motorizzazione dell’Acquaviva 26 che abbiamo provato si basava su due Mercruiser benzina da 205 cavalli più e precisamente il modello MCM 4,3 LX con trasmissione Alpha One, 4294 cc di cilindrata e 6 cilindri a V. Si tratta di un modello dotato di un alto rapporto peso/potenza che fa parte della serie Alpha. Particolare da rilevare l’accensione elettronica utilizzata, la Thunderbolt IV, che non richiede alcuna manutenzione. E, per rendere le manovre più dolci, il motore è dotato di servosterzo che non rende necessari grandi sforzi neppure nelle virate più impegnative. Con il power-trim, infine, l’assetto e l’inclinazione laterale della barca possono essere corretti con facilità in qualsiasi momento, adattando così la propria navigazione in rapporto al carico e alle condizioni del mare.

Propulsione: ◊◊◊◊◊

La trasmissione è affidata ai piedi poppieri Alpha One, che hanno subito di recente alcune modifiche. Il nuovo disegno offre un look più affusolato e una migliore idrodinamicità. Decisamente interessante il trattamento anticorrosione al quale vengono sottoposti tutti i piedi poppieri Alpha One. Realizzati in una lega esclusiva di alluminio con moderne tecnologie di pressofusione che consentono l’impiego di un metallo a bassissimo contenuto di rame, subiscono poi un processo di preparazione e verniciatura resistente alla corrosione. I tre grandi anodi sacrificali, infine, sono destinati a salvaguardare le parti vitali del sistema propulsivo. Anche l’anodo è realizzato con una speciale lega che migliora ulteriormente la resistenza alla corrosione, in qualsiasi tipo di acqua (dolce o salata, calda o fredda), grazie anche al nuovo impianto di massa in acciaio inossidabile.

A sinistra: alla plancetta poppiera si accede tramite un cancelletto disposto sulla dritta. La scaletta per la discesa in acqua ha i gradini in legno. Correttamente posizionata la doccetta a incasso. A destra: un ampio prendisole doppio, considerato un optional, può essere installato a prua.

 

Costruzione e finiture: ◊◊◊◊

Lo scafo e la coperta dell’Acquaviva 26 sono realizzati in fibra di vetro e resina con rinforzi sui punti soggetti a maggiori sollecitazioni. L’ancoraggio delle paratie allo scafo avviene mediante resinatura e la giuntura fra scafo e coperta viene ottenuta mediante un processo di resinatura e rivettatura. Per la coperta è stato usato come materiale il compensato marino da mm 45 rivestita in lana di vetro trattata con gelcoat come il resto dell’imbarcazione. Ben curate le finiture degli interni e della coperta: il gelcoat presenta un aspetto poco poroso e una buona resistenza alle abrasioni superficiali. La stratificazione dello scafo, nonostante l’imbarcazione venga prodotta in serie, viene effettuata a mano, con cura artigianale. Il cablaggio dell’impianto elettrico è a norma di legge con utenze monofilo a bassa dispersione. La scelta di colori chiari, ben intonati fra di loro contribuisce ad accrescere la luminosità degli interni. Il ricambio d’aria sull’imbarcazione è sufficiente e viene assicurato dal passauomo di prua oltre che dal tambugio di ingresso in plexiglass scuro e dagli oblò laterali che corrono sull’intero fianco della tuga.

A sinistra: il pozzetto è attrezzato con un divano a L in materiale plastico idrorepellente. Il tavolino circolare, con i fori portabottiglie, è asportabile. Tra gli optional è disponibile una capottina copripozzetto. A destra: la postazione di guida con tutti gli strumenti.

 

Impianti e sicurezza: ◊◊◊◊

L’Acquaviva 26 ha un equipaggiamento standard completo che comprende: musone di prua con ferma-ancora; doccia in plancetta; bussola; strumentazione completa dei motori; stacco di sicurezza; power trim; cucina con piano a due fuochi e lavello in acciaio inox. L’impianto elettrico prevede due batterie con stacca-batteria e possibilità di lavoro in parallelo, impianto 220 V con cavo per l’allaccio in banchina; convertitore; blower; pannello di controllo impianto 12 V con fusibili magnetotermici; pompe di sentina; impianto idrico con serbatoio da 100 litri e wc marino.

La cabina di poppa, con cuccetta matrimoniale, si estende sotto il pozzetto per tutta la larghezza dello scafo: ha un luce limitata in altezza e un accesso non troppo comodo che può essere reso più agevole eliminando la scaletta di accesso all’esterno. La cabina è chiusa da un pesante tendaggio.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊

L’Acquaviva 26 è un’imbarcazione realizzata essenzialmente per crociere a medio raggio. La sua velocità di punta è di 35 nodi a 4.600 giri/min., mentre per ottenere un’andatura più economica e confortevole si consiglia di non superare i 3.800 giri/min: si potrà mantenere comunque una velocità di crociera di 28/30 nodi in tutta scioltezza. Quest’imbarcazione è docile alla guida anche in situazioni critiche grazie ad uno sterzo morbido e preciso e alla buona direzionalità dello scafo. Inoltre, con qualche piccolo accorgimento, consente un assetto di marcia vantaggioso. Per adeguare l’andatura al carico imbarcato e allo stato del mare, sarà sufficiente agire sui power trim a cui risponde egregiamente. Infine, grazie alla doppia motorizzazione, risultano semplificate le manovre di accosto nei porti.

Le prestazioni misurate durante le nostra prova e altri dati della barca.

 

Interni: ◊◊◊◊

Appena entrati, lungo la murata di dritta, troviamo l’angolo di cottura, inserito in un bel mobile a murata: ospita, oltre al frigorifero, anche il piano cottura. Nel piano di lavoro sono incassati un lavello inox dal diametro di ben 35 centimetri e i fornelli a due fuochi. Stipetti e credenze invece possono ospitare le stoviglie e le provviste. Di fronte, la dinette, trasformabile in cuccetta singola. Procedendo verso prua, separata da una sola semi-paratia, una dinette con tavolo circolare abbattibile si trasforma in cabina principale. Di fianco alla cucina invece, si trova la porta del locale toilette, con wc marino, specchio, doccia e lavabo, e, a poppa estrema, una cabina chiusa da uno spesso tendaggio nella quale si può disporre di un grande letto matrimoniale. Questo volume ha un ingresso non troppo comodo che può migliorare togliendo la scala di accesso all’esterno. Il quadro elettrico è sopra il divano poppiero, quindi a portata di mano sia dall’interno che dall’esterno.

In alto a sinistra, l’Acquaviva 26 in navigazione. In basso a sinistra, il divano di fronte alla cucina che si può trasformare in una cuccetta singola di buone dimensioni. A destra, la cabina armatoriale di prua, separata da una semiparatia.

 

Coperta e posto di pilotaggio: ◊◊◊◊

La coperta dell’Acquaviva 26 è attrezzabile con un prendisole doppio di prua considerato optional. Il pozzetto è sgombro e ospita un divano a “L” per accogliere i passeggeri nel corso della navigazione e un tavolo circolare asportabile. A fronte della consolle troviamo due poltrone per la guida e il passeggero. La strumentazione è di facile lettura con materiali e colori che riducono fastidiosi riflessi. E possibile timonare agevolmente sia da seduti che in posizione eretta. La bussola è collocata sopra il cruscotto in posizione elevata, con movimenti della rosa adatti all’alta velocità.

I dati dell’Acquaviva 26.

 

Al volante: ◊◊◊◊

La prima sorpresa si ha in navigazione. Il comportamento dello yacht è buono con qualsiasi velocità. Nelle virate più strette non si manifestano fenomeni di cavitazione anche quando si ripete più volte la manovra e si affonda in acqua la fiancata. Il giorno della prova abbiamo trovato le tipiche condizioni di mare riscontrabili in una giornata primaverile di alta pressione stabile nel Nord Adriatico: mare che sembrava olio e totale assenza di vento. Non è stato quindi possibile verificare a fondo il comportamento della carena e ci siamo dovuti accontentare del moto ondoso creato da noi stessi o dalla barca appoggio per le riprese fotografiche. Ciò nonostante sono emerse delle buone doti di accelerazione e un passaggio morbido e senza tentennamenti sull’onda così ottenuta. L’assetto in navigazione e nei salti si è rivelato sempre ottimale e allo stesso tempo facilmente controllabile anche da una persona poco esperta.

Nel 1993 l’Acquaviva 26 veniva venduto a partire da Lire 90.400.000 (Iva esclusa)

di Antonio Cassone


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