Classic Boat Archive | 1993 – Beneteau Antares 9.05 (9,15 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Beneteau Antares 9.05

Siamo nel 1993 quando Beneteau presenta l’Antares 9.05, un valido compromesso fra un’imbarcazione specializzata per la pesca e un confortevole yacht da crociera, in poco più di nove metri di lunghezza fuori tutto.

Tratto da Barche a Motore 1993, n. 3, aprile, pag. 54-59.

L’apertura del nostro articolo pubblicato sul numero di aprile del 1993.

PREGI:

  • Estetica e finiture curate per gli arredi di coperta e degli interni
  • Valido sfruttamento dei volumi
  • Carena molto marina adatta a mari difficili

DIFETTI:

  • Si sente la mancanza della plancetta poppiera
  • Toilette migliorabile per semplificare la pulizia
  • In pozzetto manca l’impianto di lavaggio con acqua marina

Da oltre un secolo il cantiere Beneteau costruisce imbarcazioni, dedicandosi dapprima soltanto alla vela e successivamente inserendo nella sua produzione anche la nuova linea di scafi a motore che comprende oggi circa due dozzine di modelli, dai 4 ai 10 metri, alla quale si è aggiunto di recente il nuovissimo Antares 9.05. Ciò che ha permesso al Cantiere di realizzare imbarcazioni robuste e molto marine, è l’esperienza maturata nel corso degli anni nella difficile lavorazione del legno e successivamente dei materiali compositi ora largamente impiegati. Oggi una delle caratteristiche maggiormente apprezzate sugli scafi Beneteau, sia a motore sia a vela, è senza dubbio il geniale sfruttamento degli spazi, ricavati un po’ ovunque per consentire una collocazione pratica e funzionale di tutte le dotazioni necessarie alla vita di bordo.

Estetica e progetto: ◊◊◊◊

Il Cantiere Beneteau propone con l’Antares 9.05 un valido compromesso fra uno scafo da crociera e un’imbarcazione specialistica da pesca. Ciò è evidenziato dal profilo dell’opera morta, con la tuga collegata armoniosamente al flying bridge come un naturale prolungamento. Anche il rollbar che sovrasta il fly, grazie alla sua leggera inclinazione verso la zona poppiera, si integra perfettamente con la linea. Il riuscito progetto delle linee d’acqua, poi, che prevede una carena a doppio tunnel che offre una sorprendente tenuta di mare e una grande stabilità alle alte e alle basse velocità e nelle manovre di ancoraggio, consente di solcare in tutta sicurezza i mari più difficili. Questa caratteristica, fondamentale per la navigazione in qualsiasi stagione, denota che l’imbarcazione è stata espressamente pensata da André Beneteau come fisherman e come scafo da crociera “ognitempo”.

La linea dell’opera morta dell’Antares 9.05 ricorda più quella di un motoryacht da crociera che quella di un’imbarcazione da pesca.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊◊

L’Antares 9.05 che abbiamo provato era equipaggiato con la monomotorizzazione Volvo Penta KAMD 42, un motore da 230 cv (170 kW) con 6 cilindri e 3.590 cc di cilindrata. È un compatto turbodiesel provvisto di compressore volumetrico, turbocompressore e intercooler. Garantisce ottime prestazioni offrendo una coppia elevata già ai bassi regimi di giri e notevoli proprietà di accelerazione. Valido anche il rapporto peso/ potenza. Affidabile ed economico nei consumi, ha una buona riserva di potenza studiata per offrire il massimo sugli scafi di tipo planante. Il motore viene sovralimentato con un compressore volumetrico meccanico, che ha il compito di comprimere l’aria ai bassi regimi di giri e nelle accelerazioni, e con un turbocompressore azionato dai gas di scarico che entra in funzione quando la pressione ha raggiunto il suo assetto standard. L’interazione di turbo e compressore volumetrico assicura una coppia elevata a tutti i regimi di giri con emissioni di scarico più pulite. L’intercooler raffredda l’aria compressa, che si è scaldata espandendosi e occupando uno spazio maggiore, consentendole di ricevere una maggiore quantità di ossigeno a vantaggio di una resa maggiore del carburante.

La pianta dell’Antares 9.05.

 

Propulsione: ◊◊◊

Nell’Antares 9.05 la spinta propulsiva è affidata a un’elica in linea d’asse. Il motore è in posizione piuttosto avanzata per cui si ha una minore inclinazione dell’asse porta elica che consente un migliore sfruttamento della spinta vettoriale, quella utile, dell’elica stessa.

Costruzione e finiture: ◊◊◊◊◊

La costruzione dello scafo avviene mediante stratificazione in poliestere rinforzato. La struttura è realizzata con paratie, anch’esse rinforzate e stratificate in poliestere. La chiglia presenta una protezione in acciaio. La carena è a doppio tunnel. Per quanto concerne il ponte, l’Antares 9.05 presenta uno stratificato in sandwich con balsa per una maggiore rigidità. L’isolamento termico e acustico a soffitto è ottenuto con schiuma anti risonanza che aiuta a prevenire i fenomeni di condensa. La lucentezza del gel coat denota una buona finitura degli stampi, rinforzati sin dall’inizio per evitare qualsiasi deformazione al momento della sformatura e assicurare il perfetto stato delle superfici. Fra gel coat e stratificato, poi, viene inserito uno speciale “scudo che rallenta il fenomeno dell’osmosi. Le qualità meccaniche dello scafo vengono così migliorate e la durata nel tempo viene largamente accresciuta. Ingegneri specializzati effettuano un controllo severo sui materiali durante la messa in opera. Molto curati infine gli allestimenti della coperta e degli interni, con finiture di pregio, eleganti ma nel contempo robuste.

Dalla postazione di guida sul flying bridge si gode di un’ottima visuale su tutto lo scafo, indispensabile per le manovre nei porti. Ai lati del timone si trovano gli strumenti ripetitori dei comandi interni, due tientibene per i passeggeri e uno stipetto con anta in plexiglass. Lo spoiler è piccolo ma efficace.

 

Impianti e sicurezza: ◊◊◊

Gli impianti di bordo prevedono un quadro elettrico a 8 funzioni e il quadro del motore, 2 batterie a 12 V da 160 Ah, una pompa di sentina elettrica e manuale, interruttori staccabatterie, luci di navigazione omologate, illuminazione in pozzetto tramite luce incorporata nel tettuccio del fly, luci per le due postazioni di guida, plafoniere in cucina e nel bagno, impianto di acqua calda e fredda sotto pressione, serbatoio in inox per il carburante (500 litri), pompa elettrica per l’evacuazione delle acque usate nella toilette. Manca invece l’impianto di lavaggio con acqua marina decisamente indispensabile su un’imbarcazione destinata alla pesca.

A sinistra: in pozzetto, ai lati della sedia da combattimento, si apre un gavone che ospita due vasche per il pescato. A destra: i passavanti laterali sono larghi e consentono di guadagnare in tutta sicurezza la prua dell’imbarcazione.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊

Poiché nasce come scafo destinato alle battute di pesca in altura, l’Antares 9.05 è stato progettato per affrontare qualsiasi tipo di mare in tutta sicurezza. Durante la prova dell’imbarcazione motorizzata con un Volvo Penta KAMD 42, effettuata in condizioni di mare e di vento decisamente avverse, l’impatto con le onde ha esaltato le qualità marine della carena: robusta nei suoi materiali di costruzione, solca le onde con il V pronunciato, convogliando gli spruzzi verso la poppa grazie al doppio tunnel che imprime stabilità laterale contenendo il rollio. La velocità massima è stata rilevata in poco più di 22 nodi nonostante il mare grosso. La motorizzazione VP KAMD42 eroga una buona potenza a tutti i regimi di giri, consentendo di mantenere la velocità di crociera dell’imbarcazione a 18 nodi anche per lunghi periodi senza sforzi per il motore.

I risultati del nostro test e alcuni dati della barca.

 

Interni: ◊◊◊◊

Sono due le versioni proposte dal Cantiere, una prevede la sistemazione dell’equipaggio in due ambienti distinti, il quadrato e la cabina armatoriale, mentre all’altra è aggiunta un’altra cabina, per gli ospiti. Il quadrato presenta alcuni elementi comuni come la confortevole dinette con divano a “U” e tavolino centrale su piedi amovibili e regolabili, trasformabile in cuccetta matrimoniale di dimensioni 2,10 x 2,50 m, e la postazione di guida interna, con il bel timone in legno con i raggi in acciaio inossidabile. L’angolo cottura, invece, varia a seconda delle versioni: quella con due cabine presenta i fornelli a due fuochi e il lavello incassato nel piano di lavoro inglobato nell’estetico mobile che ospita anche il bar, mentre nella versione monocabina il piano di lavoro, sagomato a “L’, è in posizione avanzata rispetto alla postazione di guida. Nella versione con due cabine, inoltre, viene sacrificato il capace armadio della cabina armatoriale. La toilette è in locale separato e serve sia le cabine sia il quadrato. Per integrarsi con gli arredi di bordo, anche il piano di appoggio del lavandino e la mensola portaoggetti, che sono realizzati in laminato bianco, presentano fascioni di rifinitura in legno, estetici ma un po’ scomodi per le pulizie. La cabina di prua ospita la cuccetta matrimoniale, orientata lungo la murata di sinistra. Sulla destra, invece, si trovano una comoda seduta a una quota leggermente inferiore rispetto a quella del materasso del letto, e un armadio: grande per la versione monocabina e piccolo per la versione a due cabine. Due tasche portaoggetti corrono lateralmente lungo le due murate.

In alto a sinistra, la dinette trasformabile in cuccetta matrimoniale. In basso a sinistra, la cabina di prua che ospita la cuccetta matrimoniale, orientata lungo la murata di sinistra. A destra, la postazione di guida interna con timone in legno.

 

Coperta e posto di pilotaggio: ◊◊◊◊

Partendo dalla prua troviamo il pulpito di altezza considerevole e il gavone per l’ancora con il musone in inox. La battagliola prosegue poi sino a metà della tuga proteggendo efficacemente gli ampi passavanti laterali. La superficie prendisole prodiera è anch’essa incorniciata dal tientibene in inox. Ben posizionati gli altri tientibene fissati strategicamente in alto, sulla tuga, dove termina la battagliola. Il pozzetto è totalmente libero per lasciare la più ampia libertà nei movimenti durante le battute di pesca. Unico ingombro, eventualmente, la sedia da combattimento situata al centro verso lo specchio di poppa. A pagliolo si aprono capienti gavoni che ospitano le vasche per il pescato, asportabili per una più agevole pulizia e per maggiore praticità. Si sente invece la mancanza dell’impianto di lavaggio con acqua di mare, fondamentale quando si ha a che fare con il pesce, e della plancetta poppiera che può essere utilizzata con successo oltre che nelle battute di pesca anche per l’uso diportistico. Una robusta scala in inox con gradini in teak immette alla postazione di guida esterna, sul flying bridge, dove tre sedili distinti, fissati su un’unica base, ospitano il pilota e i passeggeri. La consolle prevede gli strumenti ripetitori dei comandi interni, il timone del tutto simile a quello in quadrato e la bussola. Ai lati si trovano due maniglioni tientibene in inox per i passeggeri. Sulla sinistra un vano porta oggetti è chiuso da uno sportello in plexiglass. Efficace il piccolo spoiler, anch’esso in plexiglass, che devia l’aria proteggendo il conducente e i copiloti.

I dati della barca e il rapporto peso/potenza.

 

Nel 1993 l’Antares 9.0 veniva venduto a partire da 587.521 franchi francesi.

di Roberta Limardo


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