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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Ferretti 165 Fly
Tecnologia e design italiano ben si fondono in questo motoryacht d’altura, presentato nel 1995. Ampi e sfruttabili gli spazi in coperta e ben distribuiti gli interni con tre cabine separate.
Tratto da Barche a Motore 1995, n. 3, aprile, pag. 64-69.
La carena del Ferretti 165 Fly è a gradiente geometrico costante, con deadrise di 15° e pattini di sostentamento idrodinamico che consentono il raggiungimento di elevate velocità di punta e un’andatura confortevole che si apprezza anche nel caso si navighi con mare mosso.
PREGI:
Elevata qualità estetica degli arredi interni
Pratico l’accesso al vano motori attraverso una porta che si apre in pozzetto
Stabilità di rotta e buona tenuta di mare
DIFETTI:
Autonomia di acqua dolce limitata
Il sedile di guida sul fly è troppo alto rispetto la postazione di guida
Non troppo efficiente lo spoiler in plexiglass del fly
Nata nel 1968 dalla capacità creativa e imprenditoriale dei fratelli Ferretti, l’azienda romagnola ha iniziato la sua attività con la realizzazione di imbarcazioni a vela e motorsailer che l’hanno resa famosa anche all’estero. Nel 1980 le nuove tendenze di mercato spingono la produzione della Ferretti verso il diporto a motore, al quale trasferisce l’esperienza e la grande capacità innovativa maturate nel campo della vela. Si sviluppa così la classica linea di motoryacht, attualmente disponibili in una gamma di lunghezze fuori tutto comprese fra 12 e 23 metri. La produzione annuale è di circa 50 unità , prevalentemente di taglia dai 15 metri in su. Il 165, oggetto della nostra prova, è un lussuoso motoryacht di sedici metri e sessantotto destinato alla crociera a medio e lungo raggio, veloce e dotato di buona autonomia di carburante.
Estetica e progetto: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š
Per l’ideazione e la progettazione delle proprie imbarcazioni, i Cantieri Ferretti hanno creato un centro di ricerca che utilizza le più avanzate tecnologie, come il sistema di progettazione CAD. Nello stabilimento di oltre 2500 mq, concepito per produrre nuove idee e nuovi progetti, la Ferretti Engineering di concerto con la professionalità della Zuccon International Project realizza modelli e prototipi altamente innovativi, studia tecnologie avanzate e garantisce una ricerca costante sui materiali. La progettazione della carena del 165 è avvenuta proprio utilizzando sul CAD un programma di Velocity Prediction realizzato, e più volte efficacemente sperimentato, dalla stessa Ferretti. Il risultato è una carena a gradiente geometrico costante con deadrise 15° e pattini di sostentamento idrodinamico, confortevole e veloce anche sul mosso.
Il Ferretti 165 Fly può essere motorizzato con due MTU da 767 cv ciascuno oppure con due motori Man da 820 cv ciascuno. Abbiamo provato l’imbarcazione con la motorizzazione più potente: si tratta di motori dotati di 18271 cc di cilindrata, con un peso di 1470 kg, che sviluppano una potenza di 820 cv al massimo regime di 2350 giri/minuto. Ma analizziamone le proprietà di base: esercizio economico grazie al basso consumo di combustibile e di olio, peso contenuto, bassa manutenzione, bassi valori di emissione, veloce spunto sotto sforzo, struttura compatta. Altra peculiarità dei motori marini Man è il funzionamento a iniezione diretta del combustibile con iniettori a più fori. Inoltre al minimo viene esclusa la metà dei cilindri.
Tale particolarità , abbinata al vantaggioso rapporto peso/potenza e al basso consumo di carburante, si traduce in una resa maggiore. Le soluzioni sono curate nei minimi particolari, come il tubo di scarico e il turbocompressore a gas di scarico entrambi raffreddati ad acqua; intercooler e scambiatore di calore raffreddati ad acqua marina; pompa dell’acqua marina comandata a ingranaggi; prese di forza; wastegate, ovvero turbocompressore a gas di scarico con regolazione della pressione di sovralimentazione, metodo che consente di migliorare in modo apprezzabile la capacità di accelerazione e la qualità dei gas di scarico; doppio filtro del carburante e dell’olio lubrificante; sfiato del basamento con recupero dei vapori dell’olio lubrificante nel tubo d’aria. Per lasciare a bordo il maggiore spazio possibile e ottimizzare i pesi, la motorizzazione è installata in V-drive, totalmente arretrata verso la poppa. La trasmissione è ad asse elica e per un comfort maggiore di navigazione le eliche sono a 4 pale.
In alto a sinistra, il 165 Fly in navigazione. Sotto, dall’ampio pozzetto si accede alla plancetta poppiera attrezzata per accogliere il tender, al passavanti che immettono alla prua, alla scala di accesso al fly e alla sala macchine sottostante. A destra, la postazione di guida del fly è completa come strumentazione, ma ll sedile risulta troppo alto.
Costruzione e finiture: â—Šâ—Šâ—Šâ—Šâ—Š
La stratificazione degli scafi viene eseguita operando su stampi e modelli creati appositamente in uno specifico reparto dell’azienda: la Divisione Resin System che studia e produce resine speciali su misura per le imbarcazioni Ferretti. I cantieri di Forlì e San Giovanni, poi, assicurano una lavorazione razionale e tecnologicamente inappuntabile. L’impiego di materiali di alta qualità e di personale specializzato garantisce infine la cura meticolosa di ogni particolare, con riferimento al montaggio e all’assemblaggio dei vari componenti per assicurare il massimo grado di precisione. Nel Ferretti 165 Fly le zone controstampate sono dalla sala macchine in poi, le compartimentazioni stagne sono in due sezioni, sala macchine e paratia anticollisione.
Le murate sono realizzate in sandwich con fondo in single skin; lo scafo ha 6 mm di spessore. Carena e murate sono realizzate in resina vinilestere. L’ ancoraggio delle paratie è resinato e incastrato, opportunamente rinforzato. L’ ancoraggio scafo coperta è realizzato con mastici strutturali, rivettatura ogni 4-5 cm resa stagna dall’interno e bottazzo di copertura. Per tutelare l’utente nell’acquisto e nell’utilizzo della propria imbarcazione la Ferretti offre dieci anni di garanzia contro l’osmosi, cinque anni contro le rotture strutturali, due anni contro i cambi di colore nel gelcoat e un anno per gli allestimenti e gli impianti. A tale proposito tengo a riferire che l’imbarcazione da noi provata e fotografata, che ha alle spalle 270 ore di moto e due stagioni di utilizzo, presenta ancora una lucentezza nel gelcoat a volte difficilmente riscontrabile su scafi nuovi.
In alto a sinistra: appena entrati in quadrato si incontra lungo la murata di dritta un divano affiancato dalla scala di accesso alla cucina e spostandosi più a pruavia la consolle di guida interna. A sinistra c’è un ulteriore divano, con tavolo centrale, e un’altra dinette posizionata verso la prua. Sotto: l’accesso al locale toilette sorprende per l’insolita disposizione dei sanitari e per le dimensioni veramente inusitate. A destra: la cucina attrezzata con piano lavoro, frigorifero e fornelli a tre fuochi a gas più uno elettrico.
Impianti e sicurezza: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š
Per motivo di sintesi rimando il lettore a un attento esame delle dotazioni standard elencate in questa pagina, soffermandomi solo su alcuni degli equipaggiamenti più interessanti. Ai fini della sicurezza è particolarmente importante il rivelatore di calore e fumo abbinato all’impianto antincendio. La timoneria è dotata di pompa idraulica incorporata sul volante. I serbatoi del gasolio, della capacità complessiva di 2640 It, sono collocati nella sala macchine, alla quale si accede attraverso una comoda porta che si apre sulla sinistra in pozzetto; i serbatoi dell’acqua dolce sono strutturali, collocati nell’intercapedine fra cala motori e le murate.
In alto a destra, la cabina armatoriale. Sotto, la postazione di comando interna con il confortevole sedile. A destra, una delle cabine degli ospiti.
Prestazioni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š
Condurre un’imbarcazione di queste dimensioni suscita indubbiamente una certa emozione specialmente quando si devono effettuare manovre di ormeggio e disormeggio nei porti, ma una volta che si è “fatto l’occhio” alla stazza e si è “presa la mano” al timone e agli invertitori il gioco è fatto. Il buon disegno della carena, infatti, e la timoneria con pompa idraulica incorporata sul volante, fanno sì che lo scafo sia estremamente sensibile ai comandi, rispondendo in modo prevedibile in qualsiasi situazione. La navigazione, poi, esalta le qualità marine dello scafo offrendo una navigazione morbida e confortevole anche quando le condizioni meteomarine sono avverse. Per quanto concerne le prestazioni velocistiche è da notare che il Ferretti 165 Fly sfiora 34 nodi al massimo regime di giri e mantiene una confortevole ed economica andatura di crociera di 28,5 nodi a 2000 giri/minuto. Particolarmente ridotta anche la rumorosità grazie alla buona insonorizzazione realizzata nel vano motori.
Le prestazioni misurate durante la nostra prova e altri dati della barca.
Interni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Šâ—Š
Appena entrati, lungo la murata di dritta si incontra un mobile bar con stereo e la TV, affiancato da un divano. Proseguendo si raggiungono i gradini che immettono alla postazione di guida alle spalle della quale, a una quota inferiore, si trovano la cucina e l’ingresso alla cabina per il marinaio. Lungo la murata di sinistra, invece, c’è un grande divano a C, lungo ben 2,51 m, con tavolo centrale; a pruavia si incontra una scala che, attraverso un passauomo che si apre sul fly, permette di raggiungere la postazione di guida superiore senza dover passare dal pozzetto. Procedendo ancora verso prua un’altra dinette.
Alla zona notte si accede attraverso una scala e un corridoio. A dritta e a sinistra ci sono due cabine per gli ospiti con letti affiancati: le cuccette di dritta misurano ambedue 1,90x 0,70 m mentre quelle di sinistra hanno misure differenti, 1,90×0,75 e 1,90x 1,05 m. Dalla cabina di dritta si accede alla toilette armatoriale mentre da quella di sinistra si accede alla toilette che serve anche la zona giorno. A prua estrema si apre la cabina armatoriale con cuccetta matrimoniale di dimensioni 1,90x 1,56 m. L’altezza minima è di 1,93 m nelle toilette e massima di 2,18 m nella cabina ospiti di sinistra. I locali toilette sono incredibilmente ampi e hanno forma circolare: sono equipaggiati con bidet, wc, doccia, lavabo, armadietti e specchio.
Il layout della barca e altri dati tecnici.
Coperta e posto di pilotaggio: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š
Partendo dalla prua il Ferretti 165 Fly è equipaggiato con ampio pozzetto per la catena; verricello elettrico da 15000 W; pontatura prodiera utilizzata come prendisole. I generosi passavanti immettono al pozzetto con winch di tonneggio a scomparsa ai lati, sotto al trincarino. Dal pozzetto si scende alla plancetta poppiera (4,80×1,65m) che è attrezzata per accogliere il tender e al flying bridge che presenta un mobile con frigorifero, una dinette con divani orientabili, una superficie prendisole di dimensioni 1,96x 1,91 m e un divano di guida per pilota e copilota. Ben visibile e completa è tutta la strumentazione della consolle di guida. Il rollbar accoglie le antenne e le luci di via.
Nel 1995 il Ferretti 165 Fly veniva venduto a partire da lire 1.485.000.000 (Iva esclusa)
di Roberta Limardo
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1 commento su “Classic Boat Archive | 1995 – Ferretti 165 Fly (16,68 m) TEST”
Cesare Pambianchi
Barca eccezionale, comprai una delle prime prodotte, l’ho tenuta per nove anni ed abbiamo navigato alla grande, in gran sicurezza in tutte le stagioni estive ed in gran parte del Mediterraneo. Aveva due Man da 820 (non elettronici, fortunatamente) che permettevano
un’ottima velocita’ di crociera. Un gran ricordo.
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1 commento su “Classic Boat Archive | 1995 – Ferretti 165 Fly (16,68 m) TEST”
Barca eccezionale, comprai una delle prime prodotte, l’ho tenuta per nove anni ed abbiamo navigato alla grande, in gran sicurezza in tutte le stagioni estive ed in gran parte del Mediterraneo. Aveva due Man da 820 (non elettronici, fortunatamente) che permettevano
un’ottima velocita’ di crociera. Un gran ricordo.