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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Aprea Mare Smeraldo 12
Siamo nel 1997 quando Barche a Motore dedica la “superprova” allo Smeraldo 12, la nuova ammiraglia di Aprea Mare, una barca dall’estetica curata in ogni dettaglio, che coniuga il fascino del gozzo sorrentino alle caratteristiche di sicurezza, comfort e velocità proprie degli scafi di moderna concezione.
Tratto da Barche a Motore 1997, n. 1, febbraio, pag. 69-73.
Lo Smeraldo 12 appartiene a una moderna generazione di gozzi sorrentini realizzati dalla Aprea Mare: lo scafo planante in vetroresina rinforzata, interamente laminato a mano, è allestito e rifinito dai mastri d’ascia, che lavorano il legno pregiato con cura artigianale.
PREGI:
Legni pregiati lavorato con maestria
Carena marina con buone prestazioni sul mosso
Abitabilità elevata negli interni e in coperta, con grandi volumi di stivaggio
DIFETTI:
Manca un fermo in posizione aperta al pur capiente gavone poppiero
Scarsa illuminazione diretta sul piano di cottura
Scale di accesso dalla plancetta poppiera al pozzetto un po’ ripide
La prima grande evoluzione del gozzo sorrentino risale agli anni Trenta, quando questa classica imbarcazione – fino a quel momento spinta dalla vela o dai remi – fu dotata di propulsore a motore. Al fascino della tradizione tipico degli scafi di una volta Aprea Mare ha aggiunto oggi sicurezza, comfort e velocità, realizzando un progetto all’avanguardia, nel quale l’estetica curata delle vecchie barche in legno si fonde con le tecniche costruttive attuali. Il risultato è sorprendente: lo scafo planante in vetroresina rinforzata, interamente laminato a mano, viene allestito e rifinito con cura artigianale dai mastri d’ascia. Ogni esemplare rimane così un pezzo unico, consentendo al cantiere di personalizzare la produzione sulla base delle richieste di ogni singolo utente.
Lo Smeraldo 12 in navigazione.
Progetto: ◊◊◊◊◊
Lo Smeraldo 12, ammiraglia del cantiere, appartiene a una nuova generazione di gozzi sorrentini. La carena è a V profonda non costante – passa dai 47 gradi della prua agli 11 gradi di poppa – con linee d’acqua a geometria variabile che consentono allo scafo di sollevarsi sull’acqua come avviene per le carene plananti. La larghezza al baglio generosa conferisce una maggiore abitabilità interna e più spazio in coperta. Il profilo laterale è slanciato, con la tuga appena pronunciata e il rollbar inclinato verso poppa. Il posto di guida è esterno ma ben protetto dal parabrezza e dalla eventuale capottina. Vista da poppa, l’opera morta è invece più imponente e arrotondata, con la grande plancetta in teak a sbalzo sullo specchio di poppa.
In pozzetto, a poppa, un grande divano per i passeggeri nasconde un enorme volume di stivaggio che, su richiesta, può accogliere la cabina per il marinaio. Ai lati dello schienale si trovano due scale simmetriche che scendono dalla falchetta al pozzetto.
Costruzione: ◊◊◊◊◊
Come già accennato, scafo e tuga dello Smeraldo 12 sono in vetroresina rinforzata, mentre le falchette e i trincarini sono in mogano massello, la plancetta poppiera con scaletta è di acciaio inox e teak, e la coperta in teak e iroko. Per il mobilio e gli allestimenti interni in genere è stato utilizzato il legno di ciliegio. L’ancoraggio scafo/coperta è resinato e imbullonato prima di essere rigorosamente rivestito in legno, mentre ogni vite e ogni bullone sono coperti dalla propria spina in legno, per una finitura estetica molto curata. Per realizzare lo stampo per la produzione in vetroresina il cantiere ha costruito il primo prototipo dell’imbarcazione totalmente in legno e lo ha utilizzato per tutti i test di navigazione.
Nella foto a sinistra: accanto alla postazione del pilota c’è una dinette con divani fronteggianti e tavolino abbattibile. Nella foto a destra: il mobile bar in teak massello posizionato alle spalle del sedile di guida.
Coperta: ◊◊◊◊
Dalla grande plancetta applicata si sale, attraverso due scale verticali, alla parte sopraelevata del pozzetto. Ci si trova così alle spalle di un confortevole divano centrale per i passeggeri che si appoggia allo specchio di poppa e che nasconde un enorme volume di stivaggio, destinato su richiesta a divenire cabina per il marinaio. Ai lati del divano due gradinate scendono al piano di calpestio del pozzetto. A dritta, alle spalle del sedile di guida, c’è un mobile bar con lavello e frigorifero; a fianco la dinette, con sedili contrapposti (o a L) e tavolino abbattibile, ha uno schienale orientabile anche verso poppa. La plancia di guida è stampata in vetroresina e sagomata per accogliere tutta la strumentazione dei motori e di navigazione, più l’eventuale elettronica optional. Inoltre, a fianco della postazione del pilota, vi è un ampio spazio dedicato al carteggio. I passavanti che costeggiano lateralmente la tuga hanno una larghezza minima di 33 cm e immettono alla grande superficie prendisole prodiera, quindi al pozzetto per la catena, al verricello e al musone in inox per l’ancora.
A sinistra, la pontatura poppiera, occupata da una grande prendisole. A destra, la consolle di guida stampata in vetroresina e sagomata per accogliere tutta la strumentazione dei motori e di navigazione, oltre l’eventuale elettronica optional. Buona la visuale sullo scafo.
Interni: ◊◊◊◊◊
Appena scesi negli interni si incontra a sinistra l’angolo cottura arredato totalmente in legno pregiato, attrezzato con alloggiamenti per il vasellame, cassettiere, forno combinato, fornelli elettrici in vetroceramica, frigorifero da 120 litri, lavello in inox con miscelatore, mobiletti e pensili vari. Sempre lungo la murata della cucina, a una quota leggermente superiore, si trova la dinette con divano a mezzaluna e tavolino tondo; quest’ultimo ha una porzione abbattibile per garantire più spazio libero quando non serve. L’ambiente è completato da una serie di pensili. I rivestimenti della cuscineria sono in cotone stampato. Di fronte alla dinette, a dritta, si apre la cabina per gli ospiti che può contare su un capiente armadio, due letti singoli affiancati con comodino centrale, gavoni e un’altezza interna di ben 2,11 metri. La cabina per gli ospiti ha accesso diretto alla toilette che serve anche il quadrato. La cabina matrimoniale dell’ armatore è dotata di armadio appendiabiti e a ripiani, cassettiera, gavoni, specchio, pensili e panchetta imbottita a fianco del letto. E naturalmente servita da toilette privata con doccia e wc elettrico.
A sinistra, la camera armatoriale di prua. A destra, la cucina, attrezzata con frigo, forno combinato, piastra in vetroceramica e lavello.
Impiantistica: ◊◊◊◊
Particolarmente curato il vano motori, che è dotato di una valida insonorizzazione, di luci di ispezione, di prese elettriche 12/220 Volt, di supporti antivibrazioni. Inoltre sono presenti filtri di raffreddamento per i motori e filtri separatori/sedimentatori per il carburante. Due sono le batterie per l’avviamento e altre due garantiscono l’alimentazione dei servizi di bordo. Anche l’impianto di esaurimento delle sentine è ben strutturato, con tre elettropompe ad azionamento automatico e manuale, alle quali si aggiunge una pompa manuale di emergenza.
A sinistra, la cabina per gli ospiti. A destra, la dinette.
Motorizzazione: ◊◊◊◊◊
Il Volvo Penta a sei cilindri in linea è un motore tradizionale ben collaudato, con cuscinetti di banco generosamente dimensionati per ottenere un funzionamento uniforme, bilanciato e silenzioso. Inoltre il propulsore è dotato di una unità di autodiagnosi collegata al sistema di iniezione EDC (si veda il box sul motore). Questa elabora i principali parametri rilevati dal motore garantendo regimi più bassi e uniformi. I comandi elettrici funzionano in modo dolce e preciso e richiedono inoltre minore forza rispetto a quelli meccanici. Infine i cavi elettrici eliminano la trasmissione di vibrazioni dal motore alle leve di comando. La trasmissione è in linea d’asse.
La scheda tecnica dello Smeraldo 12.
Prestazioni: ◊◊◊◊◊
Sorprendenti sono le prestazioni di questo grande gozzo sorrentino dall’aspetto così mansueto e tradizionale: al massimo regime di giri l’imbarcazione è infatti in grado di sfiorare i 32 nodi, procedendo di onda in onda con un impatto morbido e sicuro. Direzionale e manovriero, con i comandi che rispondono prontamente, lo scafo ha un’andatura di crociera di 26-27 nodi che consente una buona autonomia e il massimo del comfort a bordo, anche per chi vuole prendere il sole a prua in navigazione.
Le prestazioni misurate durante il nostro test e la toilette armatoriale.
di Roberta Limardo
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