Classic Boat Archive | 1997 – Baltic M48 (14,80 m) TEST

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Baltic M48

Siamo nel 1997 quando il cantiere finlandese Baltic Yachts, un gigante della vela, presenta il suo primo motoscafo, il Baltic M48, uno yacht dallo stile tradizionale ma estremamente innovativo, che porta la firma del prestigioso studio C. Kaymond Hunt di New York.

Tratto da Barche a Motore 1997, n. 8, settembre, pag. 58-59.

Il Baltic M48 in navigazione.

 

Era proprietario di un veliero tra i più ambiti, un Baltic 64, una raffinata regina del mare costruita in Finlandia con tecnologie avanzate. Ma voleva una barca a motore velocissima, pur restando comoda come quella a vela, tanto amata. Così, per questo armatore molto particolare, è nato il primo motoryacht nella storia del cantiere Baltic, uno dei più apprezzati nel mondo della vela, un costruttore considerato alla stregua di un liutaio dalle mani d’oro. Nato venticinque anni fa da una costola della Nautor (il celebre cantiere finlandese che costruisce i velieri Swan), Baltic ha sempre sviluppato la ricerca nel campo della costruzione in sandwich con materiali sofisticati e fibre composite. Queste tecnologie sono state applicate anche alla realizzazione del primo motoryacht, il 48, che è laminato totalmente sottovuoto. Per lo scato è stato utilizzato Kevlar preimpregnato su anima di balsa da 3o mm, mentre per la coperta si è optato per una stratificazione in carbonio su anima di Divinycell da 25 mm. Il tutto, stratificato con resina epossidica, è stato “cotto” in forno a 85 gradi.

Il layout della barca e la scheda tecnica.

 

La costruzione in composito ha consentito di contenere notevolmente i pesi, aumentando contemporaneamente la rigidità della struttura e riducendo le vibrazioni. Inoltre, proprio grazie al risparmio di peso, è stato possibile migliorare l’isolamento acustico generale dell’imbarcazione, utilizzando lastre coibenti normalmente impiegate in aeronautica, che si basano sulla presenza di fibre sintetiche invece del convenzionale piombo. All’alta tecnologia costruttiva è abbinata un’estetica tradizionale, che richiama le linee classiche di un trawler do tato di sovrastrutture old-style, con tanto di alberetto a poppa. La firma del progetto è di rinomanza mondiale: lo studio C. Kaymond Hunt di New York, lo stesso che ha dato il nome alla carena a V profonda oggi universalmente applicata sugli yacht a motore.

Gli interni del Baltic M48.

 

Sotto la linea di galleggiamento la geometria dell’opera viva torna moderna, all’insegna delle prestazioni, tanto che si parla di una velocità massima di 45 nodi. Gli interni sono lussuosi, delineati sulla base delle necessità di un armatore particolarmente esigente in fatto di spazi. Come su tutti gli scafi che adottano la tuga poppiera, la cabina armatoriale si trova proprio sotto questo rialzamento e può contare su un ampiezza altrimenti impossibile. Sotto il fly si trova il quadrato, particolarmente luminoso, mentre a prua ci sono altre due cabine.

Leggi altro sul Baltic M48

di Michela Longo


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