Classic Boat Archive / 1998 – FB 55′ RH (15,82 m) TEST

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FB 55′ RH

Nel 1998 Barche a Motori presenta in anteprima l’FB 55 RH, un offshore da diporto, progettato da Fabio Buzzi, che corre a 82 nodi, dotato di cambio a due velocità e tre motori da 2340 cavalli.

Tratto da Barche a Motore 1998, n. 7, agosto, pag. 40-43.

L’FB 55′ RH in navigazione.

 

Nasce dall’esperienza e dal genio di Fabio Buzzi questo FB 55′ RH per il diporto veloce che coniuga soluzioni innovative con costruzione d’avanguardia. La carena, infatti, è la sintesi di innumerevoli anni di corse Offshore e di ricerche nel settore delle barche militari a elevate prestazioni; il modello provato monta tre propulsori Seatek per un totale di 2340 cv e ha un peso complessivo di soli 8,8 tonnellate a secco. Tutta la potenza viene scaricata in acqua tramite le trasmissioni di superficie Trimax che montano eliche Rolla a 5 pale, ma il punto chiave della straordinaria prestazione di questa imbarcazione è il cambio a due marce, con pacchi frizione a pressione d’olio con comando elettrico.

Gli uomini del progetto

Il progetto è stato sviluppato dal team della FB Design, la carena è nata della matita di Fabio Buzzi e allo sviluppo dello stile hanno partecipato Paolo Martin e Domenico Nardiello; per la parte propulsiva si è riunito un pool formato da ingegneri della Trimax e della ZF Marine. Lo scafo è a spigolo con due pattini longitudinali e due gradini trasversali (2 redan) e ha lunghezza fuori tutto di 15,82 metri per una larghezza di 2,80 metri. L’altezza con il tettuccio rigido (optional) è di 3,20 metri, mentre le immersioni sono rispettiva-mente, per quella statica di 1,20 metri e per quella in navigazione di 0,80 metri. Il fondo presenta una V di 23° gradi nella zona di poppa dietro i redan e sale fino a 40° gradi nelle sezioni di prua che sono molto fini e hanno un buon coefficiente di penetrazione, il passaggio sull’onda è morbido e agevolato anche dalla lunghezza della carena e dal notevole slancio di prua che è quasi di 5 metri.

La coperta

La linea dell’FB 55′ RH è particolarmente filante, la sheerline (linea di cinta) è dritta, il bolzone (curvatura trasversale della parte superiore del ponte) ha un camber (variazione) del 4% e la tuga ha un design semplice ma aggressivo. La zona poppiera ha una geometria suddivisa su diversi livelli; uno spoiler circonda e aiuta il contenimento della cuscineria situata sopra il cofano motore. Particolare attenzione è stata dedicata allo studio dello specchio di poppa appositamente sagomato per integrare le trasmissioni di superficie, per agevolare le manovre di retromarcia e per ospitare la scaletta di risalita. Il pozzetto può ospitare sette persone comodamente sedute, di cui quattro negli appositi seggiolini ammortizzati e completamente regolabili elettroidraulicamente; i restanti sul divanetto di poppa. La coperta è completamente sgombra, senza nessun rivestimento all’infuori degli inserti di antisdrucciolo nelle zone meno agevoli, quali gradini, passavanti e piattaforma poppiera. Anche il canotto di salvataggio, che è stato integrato in un apposito contenitore con apertura rapida, è stato rivestito con l’antisdrucciolo. Lungo le fiancate del pozzetto sono ricavate delle grandi aperture adibite allo stivaggio dell’attrezzatura, mentre sotto il divano c’è la possibilità di installare una ghiacciaia. Sulla piattaforma di poppa sono posizionate due bitte di ormeggio create dal cantiere con il preciso scopo di seguire la linea: infatti le altre bitte che si trovano a metà barca e quelle di prua sono perfettamente a filo con la coperta e con la falchetta in alluminio. A prua, il vano della catena ha una buona capienza, e soprattutto ha un apposito stampo in cui vi è la sagoma dell’ancora che viene così saldamente fissata, purtroppo non c’è lo spazio per un salpancora elettrico.

La plancia di comando è impostata per consentire la conduzione della barca con due persone, il “driver” che controlla la rotta e il “throttleman” che regola la velocità tramite le manette.

 

Una guida da campioni

La plancia comandi è ben studiata, tutti gli indicatori sono ben leggibili e le leve del gas e degli invertitori sono raggiungibili sia dal pilota che da chi si siede a fianco; infatti il posto di guida è stato progettato per condurre la barca in due persone: il pilota tiene la rotta e segue il percorso, mentre il cosiddetto throttleman si occupa di dare gas e di regolare l’angolo di incidenza dei trim.

Interni semplici ma raffinati

Sul lato sinistro della consolle di guida c’è la porta scorrevole per accedere sottocoperta, dove si trova un ambiente unico con un divano a ferro di cavallo che si trasforma in una cuccetta gigante in grado di ospitare fino a tre persone. Più a prua, dopo la paratia chiusa ad anello a formare una struttura unica e solida che irrigidisce la barca e distribuisce gli sforzi tra scafo e coperta, si trova una seconda cuccetta comoda per due persone; sulla fiancata di destra una porticina chiude il bagno con wc, lavandino e doccetta. Gli interni sono ricavati gran parte dalla struttura portante dell’imbarcazione, i materiali sono quelli di costruzione, senza nessun tipo di rivestimento. Lungo tutte le fiancate corrono delle comode mensole portaoggetti, mentre dei gavoni sono ricavati sotto le cuccette. All’interno, vicino all’entrata, è posizionato il quadro elettrico con tutte le utenze installate e l’impianto stereo. L’unico grande difetto che hanno gli interni è l’altezza, limitata in poco più di 1,35 m.

La scheda della barca e il vano motori.

 

Potenze incredibili

La sala macchine ospita tre motori Seatek turbo diesel da 750 cavalli e 10300 cm cubi ciascuno (in alternativa 2 Isotta Fraschini 1312 V12 da 1060/1150 cv), invertitori ZF-MPM 312 TS con cambio a 2 marce e trasmissioni Trimax T 2200 integrate con assi da 2 pollici. Il timone nel caso della soluzione a tre propulsori, è uno solo posizionato al centro, ed è stato progettato appositamente per questa tipologia di trasmissioni; i flap adottati sono di nuova concezione, dato che il pistone e i tubi dell’olio sono all’interno della barca. Questa soluzione ha dei vantaggi notevoli in quanto permette di togliere tubi, raccordi e indicatori dal contatto diretto con l’acqua (evitando la corrosione delle parti immerse), migliora l’efficienza dello scafo in retromarcia e ne aumenta la galleggiabilità nella zona poppiera. Le eliche sono state fornite dalla Rolla, che ha trovato un giusto compromesso tra prestazioni ed efficienza con un set di eliche a 5 pale. L’accessibilità al vano motore è ottima grazie al cofano che si ribalta di quasi 90° permettendo di raggiungere facilmente tutti i componenti. I filtri del gasolio delle casse e dei motori sono subito a portata di mano, mentre per i filtri dell’acqua di raffreddamento bisogna scendere all’interno della sala macchine. In fatto di impiantistica è da segnalare la presenza di una pompa a mano che serve per estrarre eventuali impurità dal serbatoio del carburante.

Il prendisole poppiero collocato sopra il vano motori.

 

Volare sull’acqua

Durante la marcia a medie velocità (si fa per dire medie dato che a 2500 rpm in prima marcia l’imbarcazione raggiunge 50 nodi, ndr), l’aria in pozzetto è quasi assente tranne che nella parte del divano a poppa. È un effetto dei vortici d’aria creati dal parabrezza, molto simili a quelli che si verificano nel mondo automobilistico sulle vetture spider. Affondando le manette al massimo e inserendo la seconda marcia, tramite la pressione di un semplicissimo bottone, si raggiungono gli 82 nodi e la sensazione è entusiasmante. Risulta subito elevata la rumorosità dei poderosi Seatek, con le tonalità basse tipiche dei motori diesel e quelle alte con il fischio costante della turbina KKK; il cantiere assicura però che questo inconveniente sarà notevolmente ridotto poiché su questo modello, per specifica richiesta del committente, non è stato adottato neanche un centimetro quadrato di isolante acustico.

L’imbarcazione monta tre motori Seatek da 780 cv accoppiati a tre trasmissioni Trimax 2200, tutte dotate di cambio a due velocità della tedesca ZF Marine.

di Matteo Vandoni


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