Classic Boat Archive / 1998 – Gobbi 325 FC (9,60 m) TEST

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Gobbi 325 FC

Nel 1998 Barche a Motore presenta il Gobbi 325 FC, un fly di 9,60 metri con insolite soluzioni che lo trasformano in un natante.

Tratto da Barche a Motore 1998, n. 9, ottobre, pag. 159-161.

Il Gobbi 325 FC in navigazione.

 

PREGI:

  • Natante con abitabilità di una barca di 10 metri
  • Costruzione robusta e affidabile
  • Antisdrucciolo molto efficace

DIFETTI:

  • Prezzo elevato rispetto alla taglia
  • Limitata la visuale verso prua dal flying bridge
  • Passo sull’onda poco confortevole

Compie trent’anni il cantiere fondato nel 1968 da Angelo Gobbi, una delle realtà più importanti della nautica “made in Italy” con esportazioni in ben diciotto paesi europei ed extraeuropei. Gobbi produce imbarcazioni entrobordo ed entrofuoribordo da sei a quattordici metri in diverse gamme che comprendono scafi sportivi, cabinati e semicabinati. Per soddisfare le esigenze del mercato, che sta orientandosi verso barche dotate di una elevata capacità abitativa ma con costi di gestione coni tenuti, il cantiere ha sviluppato il progetto di un “fly compact”, che in meno di dieci metri concentra gli spazi di un flying bridge di dimensioni maggiori, riuscendo con una insolita soluzione a farlo rientrare nella privilegiata categoria dei natanti esenti da patente e immatricolazione. Si tratta del Gobbi 325 FC, da noi provato nella sua versione “D” con delfiniera amovibile.

Progetto: ◊◊◊

La legge italiana prevede che uno scafo, per rientrare nella categoria natanti, abbia una lunghezza misurata tra il punto estremo della prora e quello della poppa, escluse tutte le appendici come delfiniere, bompressi, piattaforme poppiere ecc., non superiore a 7,5 metri. Gobbi ha così sezionato la prua rendendo “appendice” tutto lo slancio prodiero sul quale si trovano il pozzetto per la catena, il verricello elettrico a scomparsa e la delfiniera protetta dall’alta battagliola. L’assemblaggio, effettuato mediante piastre in acciaio che rinforzano tutta l’area prodiera, consente al cantiere di far navigare l’imbarcazione anche sprovvista di prua, senza correre alcun rischio se non quello di destare un po’ di curiosità.

Costruzione: ◊◊◊

Tutto il ciclo produttivo, dalla progettazione CAD-CAM alla realizzazione degli stampi, con lavorazione della vtr in tunnel a ciclo continuo, movimentazione semiautomatica di stampi e barche e taglio a pantografo elettronico, avviene all’interno del cantiere. Scafo e coperta sono stampati in vtr con gelcoat isoftalico, che provvede a garantire una ottima protezione antiosmosi. Interamente controstampata, l’imbarcazione non presenta paratie aggiunte poiché tutto diviene portante nella struttura. Il mobilio è ottenuto con stampi in vetroresina e compensato marino laminato in radica. Il cruscotto del flying bridge è realizzato in fibra di carbonio.

In alto a sinistra, la postazione di guida del flying bridge. In basso a sinistra, la plancetta poppiera con l’alluggiamento per l’autogonfiabile, la scaletta a scomparsa e i porta parabordi. A destra, il vano motore, ampio e ben disposto.

 

Coperta: ◊◊◊

La plancetta poppiera presenta un alloggiamento centrale per l’autogonfiabile e la scaletta a scomparsa sotto al piano di calpestio, collocata in prossimità di uno dei due portelli che immettono al pozzetto. Sulla parte interna dello specchio di poppa c’è un divano che viene sollevato per agevolare l’apertura totale del vano motore. Una scala in vtr con pedate in teak porta al ponte superiore sul quale ci sono due divani per pilota e copilota un po’ bassi, e un prendisole riparato durante la navigazione. Dagli ampi passavanti laterali si raggiunge invece la prua circondata dalla robusta battagliola che è aperta in prossimità della delfiniera e munita di un gradino per facilitare l’accesso.

Interni: ◊◊◊◊

In quadrato si incontra a sinistra la dinette trasformabile in matrimoniale e a dritta il banco cucina a L con piano in corian che ingloba un lavello molto capiente: i fornelli sono nascosti sotto al sedile del pilota (che deve essere ribaltato in avanti per consentirne l’utilizzo); completano la zona un frigorifero, il forno e vari ripostigli. Sotto alla postazione di guida è stata ricavata la toilette, che ha altezza d’uomo. La cabina ospiti del Gobbi 325 FC si estende invece sotto al quadrato e ha accesso sul lato sinistro; è arredata con letto matrimoniale, armadio e poltroncina. La cabina armatoriale, posta a prua, è separata da un divisorio scorrevole ed è provvista di letto matrimoniale centrale, armadio, cassettiera, specchio e mobile da toletta che si ricava facendo scorrere in avanti il letto su un’apposita rotaia.

A sinistra, la dinette, che può essere trasformata in letto matrimoniale. A destra, i fornelli, che sono alloggiati sotto al sedile di guida, a lato del lavello incassato.

Impiantistica: ◊◊◊◊◊

A parte l’aria condizionata, che è optional, il Gobbi 325 FC ha un equipaggiamento standard da far invidia a motoryacht di ben più ampie dimensioni; ciò trova comunque riscontro nel prezzo di vendita, che è piuttosto alto rispetto ai concorrenti.

I dati della barca e l’aft cabin con la seduta a lato del letto.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊

Doppia installazione entrobordo in V-drive Volvo Penta per questo fly: si tratta dei nuovi diesel a 4 tempi KAMD43 sovralimentati con turbocompressore, con sei cilindri in linea e 3600 cc di cilindrata che sviluppano 231 cv all’albero motore a 3800 giri. Le eliche Radice sono semintubate a tre pale, in bronzo.

Le prestazioni misurate durante il nostro test e la pianta della barca.

 

Prestazioni: ◊◊◊

L’imbarcazione impiega poco più di otto secondi per entrare in planata e raggiunge la velocità massima di 29 nodi a 3800 giri. Docile al timone e facile da condurre, ha un impatto un po’ duro sull’onda e risente sensibilmente dell’uso dei flap.

di Roberta Limardo


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