Classic Boat Archive | 1998 – Ondablu Proteo 30 Fly (9,50 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Ondablu Proteo 30 Fly

Nel 1999 il cantiere Ondablu presenta il Proteo 30 Fly, uno scafo “all round” adatto alla crociera e alla pesca d’altura, con interni molto abitabili.

Tratto da Barche a Motore 1999, n. 3, aprile, pag. 96-99.

Il Proteo 30 Fly nasce dalla scocca del 30 Fish.

 

PREGI:

  • Ottima direzionalità a basso regime
  • Molti posti letto in rapporto alla taglia
  • Corretta insonorizzazione

DIFETTI:

  • Apertura difficoltosa del vano motore
  • Cuccette un po’ sacrificate
  • Tavolo da pranzo poco stabile

Dal 1985 il cantiere Ondablu, sotto la direzione di Luciano Lorenzini, produce imbarcazioni in vetroresina con allestimenti “su misura” a seconda delle richieste dell’utenza. Per tutta la gamma che attualmente conta 12 modelli cabinati, aperti e con flying bridge da 23 a 30 piedi, è infatti possibile realizzare arredi e soluzioni differenti, così da soddisfare le esigenze del singolo armatore. Merito di un’organizzazione di stampo artigianale che si differenzia dalla grande serie per la disponibilità a soluzioni personalizzate.

Progetto: ◊◊◊◊

Prua alta e stellata, cavallino pronunciato, luga a due livelli con annesso flying bridge: il nuovo Proteo 30 Fly, nato dalla scocca del 30 Fish, combina gli elementi dei fly con quelli tipici delle pilotine plananti e in neppure dieci metri riesce a disporre di spazi interni ed esterni degni di una barca di taglia più grande. La filosofia con eui è stata concepita la versione della prova è mirata a ottenere la massima capacità di pernottamento, pur garantendo una buona abitabilità quando le cuccette sono sistemate in versione “giorno”. Il tutto senza esasperare la larghezza al baglio massimo e di conseguenza senza penalizzare le prestazioni e, soprattutto, la tenuta di mare. La carena presenta una V di prua profonda e un angolo A di poppa piuttosto stretto, così da esaltare la penetrazione sull’onda in condizioni di mare formato con una precisa direzionalità. In sostanza, una barca “all round” che ben si adatta alle battute di pesca, così come alle crociere in famiglia.

A sinistra: il tavolo interno e le panche sollevabili dalle murate creano una dinette in pozzetto. In basso a sinistra: la consolle del fly. A destra: il pulpito di prua interrotto e il verricello all’interno del pozzo catena facilitano la discesa in banchina.

 

Costruzione: ◊◊◊

La costruzione di scafo e coperta è realizzata in vetroresina poliestere con gelcoat anche nelle zone non “a vista” e rinforzi nei punti maggiormente soggetti a sollecitazioni. Gli arredi sono controstampati e rifiniti con sportelli e cornici in legno. Le paratie stagne sono due, una a prua e l’altra a poppa.

Coperta: ◊◊◊◊

Sfruttando al centimetro gli spazi e adottando geniali soluzioni, come le panche abbattibili in pozzetto, il cantiere è riuscito a garantire una buona abitabilità della zona di poppa e ampie superfici prendisole a prua, pur con una tuga di dimensioni importanti che culmina con il fly. Molto comodo anche l’accesso alla plancetta.

A sinistra, la postazione di guida interna. A destra, il capiente armadio della cabina di prua, con armadietto e cassettiera.

 

Interni: ◊◊◊

In neppure dieci metri, il Proteo 30 Fly può accogliere ben sette posti letto in tre locali distinti, anche se di dimensioni non proprio “domestiche” quadrato è arredato a sinistra con un blocco cucina completo di lavello, due fornelli a gas, piastre elettriche, frigo e uno stipetto; lungo la murata di dritta c’è invece una dinette che, un po’ macchinosamente, può essere trasformata in cuccetta matrimoniale. Scendendo alla zona notte, a sinistra una seconda dinette trasformabile in cuccetta matrimoniale con sopra una singola a castello ricavata dallo schienale, e a dritta la toilette con doccia separata, lavabo e we. A prua, la cabina con cuccetta matrimoniale servita da armadi e cassettiere.

In alto a sinistra, l’angolo cottura. Sotto, la cuccetta matrimoniale di prua. A destra, la seconda dinette a centro barca trasformabile in letto matrimoniale e in un singolo a castello.

 

Impiantistica: ◊◊◊◊

L’impianto elettrico, completo di caricabatterie e raddrizzatore, presenta un cablaggio di sezione superiore a quella imposta dal RINa; l’alimentazione avviene tramite quattro batterie, due per l’avviamento dei motori e due per i servizi di bordo, facilmente ispezionabili. Di serie l’impianto antincendio automatico e l’antifurto.

Motorizzazione: ◊◊◊

L’esemplare della prova era equipaggiato con due motori entrobordo turbodiesel intercooler VM a sei cilindri in linea, con cilindrata 4164 cc e iniezione indiretta, che sviluppano 220 cv ciascuno a 3600 giri. La trasmissione è in linea d’asse con eliche controrotanti a quattro pale con diametro di 19′ e passo di 26′.

I dati della barca e le prestazioni misurate durante il nostro test.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊

Grazie ai 18° di angolo della poppa, il Proteo 30 Fly conserva una tenuta di rotta eccellente anche a un basso numero di giri, quasi fosse dotato di piedi poppieri anziché di trasmissione in linea d’asse. A regime di crociera economica abbiamo superato agevolmente i 25 nodi, segno di un adeguato rapporto peso/potenza.

Nel 1999 il Proteo 30 Fly veniva venduto a partire da Lire 206.000.000.

di Roberta Limardo


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