Classic Boat Archive | 1999 – Kingcat M270 (21,30 m) TEST

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Kingcat M270

Siamo nel 199 quando fa la sua apparizione questo avveniristico catamarono che Barche a Motore presenta in anteprima. Lungo 70 piedi e da 4800 cavalli, si guida con un dito grazie al potente computer di bordo.

Tratto da Barche a Motore 1999, n. 5, giugno, pag. 40-43.

Il Kingcat M270 in navigazione.

 

Ha già trovato un acquirente il primo Kingcat M270 e, presso il modernissimo cantiere di Olonne Sur-Mer, sulla costa atlantica francese, è iniziata la costruzione di una seconda unità. Quello di Kingcat è un progetto ambizioso e intelligente. Per molti anni, infatti, poco è cambiato nella costruzione di yacht privati. La tradizione ha frenato le innovazioni tecnologiche, portando alla realizzazione di imbarcazioni spesso uguali l’una all’altra. Per contro, negli ultimi anni il naviglio commerciale ha ottenuto considerevoli progressi e nuove tecnologie sono state applicate per la costruzione di barche avveniristiche. Questo sviluppo è riscontrabile nella nuova generazione di traghetti veloci, molti dei quali sono catamarani spinti da idrogetti. Kingcat ha in pratica utilizzato l’esperienza acquisita nel settore dei traghetti per costruire yacht di media grandezza. Il risultato è un’imbarcazione disegnata nella galleria del vento che offre tutti i vantaggi del catamarano: leggerezza, stabilità, poco pescaggio e grande abitabilità. Il modello del Kingcat, progettato al computer, è stato lungamente provato in vasca in modo da ottenere tutti gli obiettivi che il cantiere si era prefissato, compresa una velocità massima superiore a 40 nodi. Costruito con un nuovo sistema di stratificazione a secco utilizzando materiali compositi, il Kingcat M270 costa circa 6,5 milioni di dollari americani completo di tutto: non è eccessivo se si pensa che l’imbarcazione è davvero rivoluzionaria.

Una veduta della coperta del Kingcat M270.

 

Soluzioni inedite

Innanzitutto va sottolineato che a bordo del Kingcat tutti gli strumenti sono interfacciati con un unico computer centrale; il capitano ha davanti a sé cinque monitor a colori che gli forniscono tutte le informazioni riguardanti la navigazione, la situazione meteo e lo stato degli apparati di bordo. La ruota del timone ha lasciato il posto a un joystick posizionato sul bracciolo della poltrona, mentre un mouse permette di “navigare” nei vari programmi del computer. Il joystick può essere utilizzato in mare aperto per seguire la rotta o, premendo un apposito comando, per regolare velocità e direzione durante la manovra. In questo caso il Kingcat può spostarsi avanti, indietro, diagonalmente o di fianco. Quando ci si accosta alla banchina, i parabordi escono fuori automaticamente dai loro alloggi e il capitano può regolare la loro altezza grazie a una telecamera che inquadra tutta la fiancata. Le due passerelle elettroidrauliche, naturalmente a scomparsa, possono superare dislivelli di 2 metri e dispongono di corrimano su entrambe i lati. Tutto ciò che di solito rovina la linea delle unità tradizionali è a scomparsa: il tender è per esempio alloggiato in un garage che si apre automaticamente.

Un particolare del nostro articolo del 1999.

 

Una potenza di 4800 cavalli

La sala macchine del Kingcat ospita quattro entrobordo diesel Man da 1200 cv l’uno accoppiati ad altrettanti idrogetti. Questa soluzione si è dimostrata migliore rispetto alle altre: se a bassa velocità l’efficienza degli idrogetti e paragonabile a quella delle eliche, ad alta velocità i primi risultano più efficaci delle seconde. Altre configurazioni sono state prese in considerazione, per esempio due soli motori più potenti accoppiati a idrogetti o due turbine a gas. Nel primo caso il rapporto peso/potenza è inferiore, nel secondo è necessario considerare il maggior peso costituito da due diesel supplementari necessari per le manovre. Con i quattro motori Man, grazie a un serbatoio del carburante da 12 mila litri, il KingcaT M270 ha un’autonomia di 2000 miglia a 10 nodi e di 1000 miglia a 35 nodi.

L’imbarcazione, grazie a quattro motori da 1200 cv e alla propulsione a idrogetto, è in grado di navigare a più di 40 nodi.

 

Tanto spazio per tutti

Lungo fuori tutto 21,30 metri (70 piedi), largo 9,6 metri, il Kingcat M270 offre l’abitabilità di uno yacht tradizionale di 100 piedi. La versione standard offre due suite matrimoniali, due cabine doppie e un alloggio equipaggio per quattro persone; naturalmente l’armatore può organizzare la compartimentazione degli interni e scegliere gli arredi a seconda delle sue esigenze. Ciò che colpisce di più a bordo di questo catamarano è la vista panoramica che si gode dai vari ambienti. Grandi finestrature percorrono infatti tutta la lunghezza dell’imbarcazione su entrambi i lati. Le due cabine matrimoniali, i due bagni e i saloni allestiti sul ponte principale godono quindi di una vista davvero splendida. Le “terrazze” di prua e di poppa consentono poi di trascorrere lunghe ore all’aria aperta, approfittando magari delle zone riparate per proteggersi dal sole o dal cattivo tempo.

Una veduta degli interni.

 

Il futuro è adesso

A cominciare dal sistema con cui è stato progettato, per finire al complesso sistema elettronico che controlla tutte le funzioni dell’imbarcazione, il Kingcat M270 rappresenta davvero qualcosa di nuovo nel panorama della nautica da diporto. Tutto a bordo di questo catamarano è in qualche misura rivoluzionario: il sistema di costruzione brevettato Scrimp, il design studiato per ottenere la migliore aerodinamica, la propulsione a idrogetto e il sistema di guida computerizzato sono solo alcune delle soluzioni tecnologiche adottate. Bisogna poi sottolineare i vantaggi che contraddistinguono il catamarano. Il Kingcat pesca solo 120 centimetri e quindi può raggiungere luoghi difficilmente accessibili a yacht tradizionali. La barca è molto stabile sia all’ormeggio che in navigazione e i test in vasca hanno dimostrato anche la sua affidabilità in condizioni difficili. Insomma, ci troviamo di fronte a un’unità che probabilmente farà scuola nel prossimo futuro.

di Andrea Cusmano


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