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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Cabo 35 Express
Nel 2000 arriva dagli Stati Uniti un fisherman studiato con cura in modo da facilitare le operazioni di pesca e rendere la vita a bordo più comoda: è il Cabo 35 Express Fisherman, barca dalle buone prestazioni e dall’ottima autonomia.
Tratto da Barche a Motore 2000, n. 3, aprile, pag. 108-113.
Il Cabo 35 Express Sportfisher in navigazione durante la nostra prova. Spinto da due motori da 438 cavalli ciascuno, ha raggiunto i 32 nodi.
PREGI:
Ampio pozzetto ben attrezzato per la pesca
Grande autonomia di carburante
Materiali e impianti di alto livello qualitativo
DIFETTI:
Riserva di acqua dolce contenuta
Pozzo catena ispezionabile solo dalla cabina
Dimensioni delle cuccette piuttosto ridotte
Di recente costituzione, il cantiere americano Cabo Yachts vanta in realtà un’esperienza di oltre quarant’anni nella costruzione di imbarcazioni da diporto. I suoi due fondatori sono infatti gli ex proprietari della Pacific Sea Craft, specializzata nella costruzione di motorsailer oceanici. Ceduta l’attività nel 1990, ebbero l’idea di costruirsi una barca da pesca “su misura” curata nei minimi dettagli. Nacque così il primo Cabo, un fisherman di 35 piedi con flying bridge. Varato nel 1992, non passò inosservato e il successo fu tale che molti appassionati ne chiesero una replica. Oggi la produzione è di circa 200 unità all’anno, con una gamma che comprende cinque modelli da 31 a 50 piedi. In attesa della nuova ammiraglia di 60 piedi, abbiamo provato il primo esemplare arrivato in Italia della versione Express Sportfisher del Cabo 35.
Progetto: ◊◊◊◊◊
Anche il 35 Express, come tutti gli altri modelli della gamma, si rivolge a una clientela selezionata composta da appassionati del big game e, più in generale, da chi sa apprezzare i prodotti di alta qualità. L’attenzione rivolta ai dettagli tecnici, e, nella specifica di un fisherman, a quella serie di particolari accorgimenti che si fanno apprezzare durante le battute di pesca d’altura è persino maniacale. Nonostante un baglio generoso in rapporto alla lunghezza, le linee si presentano slanciate. La prua termina con un’importante delfiniera, mentre il cavallino molto insellato definisce bordi liberi degradanti da metà scafo verso poppa. Sono le caratteristiche tipiche dei fisherman americani, qui esaltati dalla colorazione scura dello scafo che dà ancora più eleganza all’insieme. La carena, che a poppa ha un angolo di 17,5°, non presenta pattini di sostentamento: una particolarità, questa, rara su imbarcazioni plananti, frutto di uno studio accurato dell’idrodinamica che si traduce in uno scafo dalle spiccate doti marine, in grado di garantire prestazioni di rilievo e al contempo molta stabilità anche con mare formato.
Il cruscotto del Cabo 35 Express è equipaggiato con tutti gli strumenti per il controllo dei due motori ed è predisposto per l’installazione dell’elettronica. Gli invertitori bileva possono essere dotati di sincronizzatore.
Per la costruzione dello scafo il cantiere ha adottato la soluzione del laminato pieno. Nella specifica della laminazione è prevista la sovrapposizione di tessuti biassiali in modo da ottenere un manufatto dalle elevate caratteristiche meccaniche e quindi molto resistente agli impatti. La resina impiegata è del tipo vinilestere che, rispetto alla poliestere, vanta una migliore adesione degli strati di fibra e garantisce una più alta protezione contro l’osmosi. Madieri e longheroni, opportunamente resinati e fazzolettati allo scafo, sono realizzati in sandwich con anima di Airex (pvc ad alta densità). Le zone più soggette a concentrazione di stress presentano rinforzi in carbonio. Per scongiurare i fenomeni di osmosi, oltre alla resina vinilestere viene impiegato del gelcoat di tipo vinilestere, con il quale sono ricoperte anche tutte le superfici interne delle sentine, mentre l’opera viva è rivestita anche con un ciclo di due mani di resina epossidica. Per la coperta è stata preferita la laminazione a sandwich con anima in balsa, in modo da contenere i pesi, assicurare una buona rigidità e una migliore coibentazione termo-acustica.
Una panoramica della zona rialzata del pozzetto.
Coperta: ◊◊◊◊◊
Agibilità e attrezzatura del pozzetto sono le peculiarità che distinguono le imbarcazioni rivolte agli appassionati di pesca d’altura. E il Cabo 35 Express Sportfisher ne è un esempio: il suo grande pozzetto, articolato su due livelli, uno dedicato alla timoneria, l’altro più basso alla pesca, presenta una superficie di circa 7,5 metri quadrati priva da ingombri. Questa zona, predisposta per l’installazione di una sedia da combattimento, è attrezzata con tre capienti vasche per vivo e pescato, una all’interno dello specchio di poppa e due a pagliolo; i loro scarichi dotati di maceratore consentono di evacuare fuoribordo sia l’acqua sporca sia tutti i resti di pesce. Per il lavaggio del pozzetto e delle prede risultano utili i due rubinetti di acqua salata e dolce fissati uno alla murata di dritta e l’altro a sinistra. Interessante anche il capiente congelatore, inserito in un mobile appoggiato al pozzetto superiore, provvisto di scarico per l’acqua di scongelamento, un particolare accorgimento che consente di lavare il tutto con acqua corrente. A sinistra invece, in un mobile speculare è sistemato un lavello con tagliere, pratico per la pulizia del pesce. Sui trincarini non mancano ovviamente i tradizionali portacanne, ben distanziati uno dall’altro. Il pozzetto superiore è invece occupato dalla timoneria, da un divanetto a Le da un armadio con cassetti di varie dimensioni per lo stivaggio di ami e mulinelli. A richiesta questa zona può essere protetta con un semplice hard top o, come preferiscono i più accaniti pescatori d’altura, con un tuna tower con annessa doppia timoneria. In questi casi, il tettuccio rivestito in vinile incorpora i faretti di illuminazione, inclusi i due di cortesia schermati in rosso, piazzati sopra alla postazione di guida, per la navigazione notturna.
Il pozzetto poppiero visto dall’alto del flying bridge.
Interni: ◊◊◊
La soluzione open space, tipicamente americana, ha consentito di ottenere un ambiente molto luminoso e di ampio respiro, a scapito ovviamente di un po’ di privacy. Colpiscono le dimensioni e la funzionalità della cucina disposta a L e appoggiata alla murata sinistra. Attrezzata con doppia piastra di cottura, microonde, lavello, frigo, capienti cassetti e stipetti per lo stivaggio di stoviglie e provviste, offre anche un grande piano di lavoro in Corian. Per una migliore aerazione del compressore del frigorifero, nella paratia del bagno adiacente è stata inserita una griglia che facilita la dispersione del calore: in questo modo si favorisce il raffreddamento e di conseguenza si riduce il consumo di energia elettrica. Di dimensioni contenute ci sono sembrate invece le cuccette, a partire da quella armatoriale disposta in diagonale che occupa la zona prodiera (120 cm di larghezza sono decisamente scarsi per ospitare due persone). E piccoli anche i due posti letto in dinette, ottenuti sfruttando la seduta del divano a Le il relativo schienale che, una volta sollevato e bloccato alle estremità, si trasforma in una cuccetta singola sovrapposta all’altra. A richiesta la cuccetta inferiore può tuttavia essere predisposta per la conversione in matrimoniale. Le murate prodiere sono attrezzate con vani portacanne, abilmente nascosti dietro ad antine in legno. Queste ultime, così come quella dell’armadio, sono provviste di griglie di aerazione a carabottino, in modo da consentire una migliore circolazione d’aria; l’armadio è inoltre rivestito internamente in cedro rosso, un legno profumato con azione antitarme naturale. Il locale toilette è dotato di wc elettrico Vacuflush, il cui meccanismo di aspirazione sottovuoto consente di usare pochissima acqua dolce per il lavaggio della tazza.
A sinistra, la luminosa dinette. A destra, la zona prodiera con la cuccetta armatoriale e un divanetto.
Impiantistica: ◊◊◊◊◊
Grande attenzione è stata posta nella realizzazione degli impianti così da garantire massima sicurezza e grande facilità d’intervento. Grazie a un sistema elettroidraulico, l’intero pozzetto superiore si solleva per dare accesso alla sala macchine, che offre lo spazio necessario al controllo di tutte le parti dei motori e di tutti gli impianti, nonostante questi ultimi non siano raggruppati in un locale separato. Da sottolineare il circuito di alimentazione motori, dotato di vacuometro all’uscita dei prefiltri Racor e di una pompetta di riempimento in grado di rimettere in pressione la linea del gasolio in caso di svuotamento del circuito. Nell’eventualità di una falla sotto la linea di galleggiamento, un bypass permette di deviare l’aspirazione di acqua di raffreddamento dei motori direttamente in sentina. Il tradizionale filtro a cestello è sostituito da una presa a mare, studiata dal cantiere, che ingloba una particolare griglia con funzione di filtraggio. Per ridurre fumi e rumorosità, gli scarichi dei motori attraversano un serbatoio di acqua. Degna di nota, per uno scafo di queste dimensioni, la riserva di carburante di 1600 litri per un’autonomia superiore a 400 miglia. Per un uso crocieristico ci sembrano invece appena sufficienti 320 litri di acqua dolce: al riguardo suggeriamo di installare un dissalatore, evitando di appesantire l’imbarcazione con serbatoi supplementari. Ben studiato anche l’impianto elettrico, che presenta contatti protetti con bagno di argento e cablaggio codificato.
Le dimensioni a bordo e il layout della barca.
Motorizzazione: ◊◊◊◊
La propulsione è affidata a due Caterpillar V8, 10.4 litri da 435 cv ciascuno, motori notoriamente robusti e affidabili. A richiesta la barca può essere comunque equipaggiata con altri propulsori. Le trasmissioni sono in linea d’asse con eliche semintubate.
La scheda tecnica, le prestazioni misurate durante la nostra prova e l’analisi della carena.
Prestazioni: ◊◊◊◊
Nonostante un rapporto peso/potenza un poco superiore alla media, l’imbarcazione della prova è entrata in planata in appena 5 secondi a 1700 giri (9,5 nodi) senza l’ausilio dei flap. La velocità massima rilevata con il Gps è stata di 32 nodi a 2850 giri, quella di crociera di 27 nodi a 2400 giri. Una volta in planata, l’assetto dello scafo si mantiene costante fino al regime massimo, segno di una corretta disposizione dei volumi di carena. Morbido sull’onda, preciso nella risposta ai comandi e ai repentini cambi di rotta, il Cabo 35 Express ha denotato una elevata stabilità trasversale grazie alla quale si possono affrontare virate strette in tutta sicurezza. In sostanza, uno scafo di grande affidabilità e comfort anche nelle navigazioni più impegnative.
Di Elena Gaggini
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