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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Carnevali 42 Fly
E’ il 2000 quando Barche a Motore sale a bordo del Carnevali 42 Fly, un’imbarcazione in grado di coniugare gli ampi spazi in coperta con una buona abitabilità interna, interamente progettata dallo Studio Ceccarelli Yacht Design.
Tratto da Barche a Motore 2000, n. 3, aprile, pag. 100-105.
L’apertura del nostro articolo sul numero 3 di aprile del 2000.
PREGI:
Sfruttamento dei volumi interni molto razionale
Coperta spaziosa e ben disposta
Accessori e dotazioni di qualità
DIFETTI:
Rapporto prestazioni/consumi migliorabile
Tavolo dinette da fissare
Porte di larghezza limitata
Anche se la data di costituzione della Carnevali Cantieri Nautici risale al 1991, il cantiere ravennate costruisce imbarcazioni da diporto da oltre 38 anni. Una realtà storica della nautica italiana che, grazie alla grande esperienza maturata e all’apporto di un affermato studio progettuale esterno, propone oggi una gamma di imbarcazioni di taglia compresa tra 30 e 50 piedi che si colloca nella fascia alta del mercato. Attualmente vengono realizzate 12 unità annue, tra cui questo 42 Fly che presentiamo nella prova e che, recentemente aggiornato nello styling degli interni, copre da solo metà della produzione del cantiere.
Progetto: ◊◊◊◊◊
Il Carnevali 42 Fly nasce dallo Studio Ceccarelli Yacht Design, che ne ha curato per intero il progetto, dalle linee d’acqua della carena alla disposizione degli interni. È un’imbarcazione dall’estetica armoniosa, con una sovrastruttura importante ma abilmente raccordata all’insieme della coperta, in modo da poter offrire una buona abitabilità all’interno senza appesantire la linea generale. Il flying bridge è ben integrato col design del profilo longitudinale; anche se la posizione è un po’ arretrata rispetto ad altre imbarcazioni di questa tipologia, il suo allungamento nella parte poppiera consente di avere buoni spazi all’esterno. Le fiancate, sebbene siano piuttosto alte, sono state ingentilite con un gioco di forme molto studiate e il cambiamento di inclinazione delle murate, insieme al bottazzo d’acciaio e alla geometria della poppa, offre un impatto visivo di piacevole effetto. L’andamento tondeggiante delle linee della sovrastruttura si raccorda bene con la tughetta di prua, appena in rilievo su un piano di coperta estremamente pulito. Il fly è stato ricavato in parte ribassando il cielo della sovrastruttura e in parte aggiungendo una superficie che avvolge tutto il perimetro, integrando così il parabrezza. In sostanza, un progetto ben riuscito sia per l’eleganza e la pulizia delle linee, sia per l’equilibrio tra gli spazi di coperta e la sistemazione degli interni.
A sinistra, la zona di poppa che offre uno spazioso pozzetto, ben protetto sia dal vento che dal sole. Ampia anche la spiaggetta con scaletta bagno a scomparsa. A destra la vista dall’alto della coperta evidenzia le linee pulite del 42 Fly e il grande prendisole di prua.
Per questo tredici metri non sono state adottate soluzioni particolarmente tecnologiche per quanto concerne la struttura, prediligendo l’affidabilità di una stratificazione a laminato pieno per la carena. L’applicazione del gelcoat a pennello e la laminazione manuale con resina poliestere, che sottolineano la cura artigianale del cantiere, offrono ancora una buona protezione contro il fenomeno dell’osmosi. Per la coperta, la scelta dei materiali ha portato invece all’adozione di stratificati a sandwich con anima in Pvc. Questa soluzione, lo ricordiamo, permette di ottenere dei manufatti più rigidi, dal peso contenuto e con un migliore isolamento termoacustico. La struttura longitudinale e i madieri sono composti da profilati in schiuma di Pvc rivestiti con mat e stuoie; solo nella zona degli attacchi motore, i correnti longitudinali sono in compensato multistrato. Trasversalmente, sono disposte quattro paratie complete in compensato marino dello spessore di 18 mm, interamente resinate alla scocca con strati di mat. La giunzione tra lo scafo e la coperta è realizzata con rivettatura della flangia lungo tutto il perimetro e successiva fascettatura interna che ne garantisce la totale impermeabilizzazione, evitando il rischio di infiltrazioni d’acqua dalla zona di contatto. A poppa, per creare quelle rotondità laterali, si è reso necessario un attento lavoro di stuccatura, e la perfetta esecuzione del lavoro non fa che denotare la maestria del personale del cantiere.
A sinistra, il divano a L posto sul flying bridge crea una spaziosa zona living esterna. A destra, la scaletta di accesso al fly, semplice e funzionale.
Coperta: ◊◊◊◊
Superfici calpestabili ampie, zone vivibili ben disposte, design curato del complesso tuga-ponte sono i punti di forza della coperta del Carnevali 42 Fly, che quanto a dimensioni e ripartizione degli spazi esterni non ha nulla da invidiare a modelli di taglia più grande. Iniziando dalla poppa, troviamo un pozzetto che occupa per intero la larghezza della barca e che grazie al prolungamento del fly offre una comoda area riparata dal sole, oltre che dal vento. La spiaggetta di poppa, incassata tra le murate che la proteggono sui lati, crea una generosa piattaforma attrezzata con scaletta bagno a scomparsa. La passerella idraulica limita in parte la fruibilità di questo spazio, penalizzando lo spostamento da un lato all’altro; in compenso, la larghezza del calpestio permette una comoda risalita dall’acqua anche in presenza di più persone. La coperta, dal tipico cavallino rovescio, è molto pulita nelle linee; il calpestio è su due livelli ben definiti e non presenta ostacoli o interruzioni di sorta. Le superfici orizzontali hanno finitura a gelcoat con antisdrucciolo, tranne nella zona del pozzetto e della piattaforma poppiera, che sono rivestite in dogato di teak. I passaggi laterali sono agevoli e sicuri, grazie ai pulpiti alti 65 centimetri e al corrimano collocato lungo la parte verticale della sovrastruttura. Molto spazioso anche il fly, a cui si accede attraverso una scaletta dal design raffinato in acciaio inox e legno. Delle protezioni di contenimento laterale più alte lo renderebbero forse più sicuro, così come uno schienale nella panca laterale migliorerebbe il comfort delle sedute. Dettagli che un cantiere artigianale, a differenza di quelli che producono in grande serie, è in grado di modificare senza problemi. Un merito, invece, alle finiture esterne, sia per la qualità delle superfici, sia per l’assemblaggio dei componenti e accessori.
In alto a sinistra, la consolle di guida interna che dispone di un divanetto per due comode sedute. In basso a sinistra, la cucina, posizionata sulla fiancata di sinistra, scompare sotto un apposito portello incernierato. A destra, il grande divano in pelle della dinette.
Interni: ◊◊◊◊
Come accennato in apertura, la vivibilità della coperta non ha influito sull’abitabilità interna che, tanto per fare un esempio, vanta altezze superiori alla media della categoria. Un connubio tutt’altro che facile da ottenere, frutto della competenza acquisita dallo Studio Ceccarelli nella progettazione di motoryacht di questa taglia. L’effetto di ampiezza della dinette è accentuato dalla presenza delle grandi finestrature, che offrono una visuale a 360° dell’esterno. Il comodo divano a L, che misura ben 3 metri di lunghezza per 1,2 di larghezza, assicura 6/8 posti a sedere; il tavolo andrebbe però fissato meglio al pavimento. Il mobile disposto lungo la murata di sinistra alloggia una cucina a scomparsa; quando è chiuso, l’ambiente acquista un aspetto molto accogliente, che ricorda per certi versi il classico soggiorno di un appartamento. Il pavimento, rivestito con morbida moquette, è rimovibile per permettere l’imbarco e lo sbarco dei motori: uno spessore più alto del compensato eviterebbe tuttavia quella leggera flessione che si avverte nel passaggio. La configurazione da noi provata prevede la cabina armatoriale a prua, due bagni e due cabine ospiti speculari sui lati. A richiesta è disponibile la versione con una sola cabina degli ospiti e la cucina separata dalla dinette; quest’ultima viene così allestita con due divani contrapposti, ampliando ovviamente la zona living. Le finiture sono indubbiamente da yacht di classe, con mobili realizzati in compensato marino e impiallicciati in ciliegio, accostati a superfici in tinte chiare che contribuiscono ad esaltare la luminosità degli interni. Di ottima qualità anche i componenti di arredo, gli accessori e le tappezzerie, tutti scelti con molto gusto. Un solo appunto alle porte delle cabine e dei bagni, a nostro avviso leggermente strette per una imbarcazione di questa taglia.
In alto a sinistra, la cabina armatoriale. In basso a sinistra, la dinette. A destra, la cabina degli ospiti.
Impiantistica: ◊◊◊◊◊
L’autonomia di carburante è garantita da quattro serbatoi inox, per un totale di 1200 litri, dotati di traverse di collegamento a un ulteriore serbatoio centrale completo di elettrovalvole e di valvole manuali di intercettazione. L’impianto dell’acqua dolce prevede una capacità di 500 litri e un boiler per l’acqua calda di 20 litri a funzionamento elettrico (220 Volt). L’autoclave con pompa Jabsco è completa di polmone di compensazione, che serve a rendere costante il flusso evitando le usuali pulsazioni del getto. L’evacuazione della sentina avviene tramite tre elettropompe Jabsco ad alta portata, direttamente collegate alle batterie, con azionamento automatico o manuale tramite interruttori spia posti sulla consolle di guida. I wc elettrici sono dotati di doppio circuito, possono cioè funzionare sia con l’acqua dolce che con quella di mare. La linea elettrica, sia a 12 che a 220 Volt, è provvista di quadro completo di magnetotermici in prossimità del posto di guida; di serie un caricabatterie da 60 Ampère, mentre sulla barca da noi provata era installato anche un generatore Mase da 3,5 kW per alimentare il condizionatore da ben 17.000 btu, con uscite sia nelle tre cabine che nella zona della dinette. Le batterie per servizi e motori sono quattro da 200 Ah, con l’aggiunta di una più piccola appositamente dedicata al gruppo elettrogeno.
I dati della barca e il rapporto peso/potenza.
Motorizzazione: ◊◊◊◊
I motori adottati per questo modello sono i Volvo Penta da 480 cv accoppiati a invertitori ZF 301 angolati di 7º con rapporto di riduzione di 1,5:1. Si tratta di propulsori a 6 cilindri in linea e 7,28 litri di cilindrata con iniezione diretta, turbocompressore e post raffreddamento. Il peso a secco è di 860 chilogrammi a cui si aggiunge il peso dell’invertitore e quello di tutti i liquidi di funzionamento. La coppia massima è disponibile già a 1500 giri al minuto e si mantiene quasi costante fino al limite dei giri (autolimitato) a 2600. Le trasmissioni sono in linea d’asse e terminano con eliche a 3 pale.
L’analisi della carena e i risultati della nostra prova.
Prestazioni: ◊◊◊
Grazie a un rapporto peso/potenza abbastanza vantaggioso (circa 11,5 chili per cavallo), il Carnevali 42 Fly ha raggiunto velocità di punta nella media della categoria, sfiorando i 30 nodi; non altrettanto soddisfacenti, invece, quelle a regime di crociera economica (19 nodi a 2000 giri), che si riflettono sul rapporto prestazioni/consumi. Questo probabilmente si deve a una inadeguata taratura del passo/diametro delle eliche, su cui il cantiere sta infatti lavorando. Ottima la visibilità dalla postazione di guida interna, con uno sterzo dolce anche se non molto preciso. Facile la manovrabilità all’ormeggio, dove l’intervento del bow-thruster (installato come optional) è limitato alle sole giornate di forte vento laterale. In navigazione abbiamo apprezzato la direzionalità precisa della carena, con un assetto leggermente appoppato che i flap compensano a dovere.
Nel 2000 il Carnevali 42 Fly veniva venduto a partire da Lire 695.000.000.
di Matteo Vandoni
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