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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Rio 1000 Cabin Fish
Siamo nel 2000 quando Barche a Motore sale a bordo del Rio 1000 Cabin Fish, un flying di dieci metri in grado di soddisfare le esigenze degli appassionati di pesca come quella di una famiglia in crociera.
Tratto da Barche a Motore 2000, n. 1, febbraio, pag. 98-103.
Fondato negli anni ’60 dai fratelli Scarani, il cantiere Rio fece subito parlare di sé per i suoi accattivanti motoscafi e piccoli cabinati realizzati in mogano, tra cui il Rolls-Rio, un curatissimo runaboat in legno spinto da un motore Rolls Royce che resta un po’ il fiore all’occhiello della produzione del cantiere di Sarnico. Sempre attento all’evoluzione tecnologica, in coincidenza con il passaggio dal legno alla vetroresina avvenuto a metà degli anni ’70, Rio fu tra i primi a lanciare la barca inaffondabile, mettendo a frutto gli studi effettuati dalla Anic, azienda leader nel settore delle termoformature. Nota ormai in tutta Europa, ma anche oltreoceano, la gamma Rio è attualmente composta da 23 modelli, da 4,5 fino a 13 metri, divisi in quattro linee distinte: Open, Sport, Cruising e Fishing. Ammiraglia della linea dedicata alla pesca, il Rio 1000 Cabin Fish, di cui abbiamo realizzato in anteprima la prova.
I dati della barca e il rapporto peso/potenza.
Progetto: ◊◊◊◊
Caratteristica peculiare del Rio 1000 Cabin Fish è la versatilità d’uso, frutto del razionale sfruttamento degli spazi sia sopra che sottocoperta. Abitabilità degli interni e vivibilità della coperta, due aspetti solitamente difficili da combinare, qui invece riescono a convivere in maniera esemplare. Col risultato di soddisfare tanto l’appassionato di pesca quanto il crocierista con famiglia. L’avanzamento della sovrastruttura ha infatti dato come risultato un pozzetto di inusuali dimensioni (quasi 9 metri quadrati di superficie, praticamente priva di ingombri), garantendo al contempo sei posti letto in tre locali separati. La carena, particolarmente morbida sull’onda, presenta una V profonda di prua con un angolo di stellatura di 40°, che si riduce via via fino a 170 nelle sezioni di poppa.
Una vista dall’alto del Rio 1000 CXabin Fish. Da notare l’inusuale ampiezza del pozzetto, requisito essenziale nelle battute di pesca.
Per la costruzione della carena il cantiere ha adottato la tecnica del laminato pieno, mentre, per contenere i pesi e al contempo ottenere un manufatto più rigido e meglio coibentato, è stata preferita la laminazione a sandwich con anima di balsa per la coperta. La zona dello scafo dove appoggiano i motori, così come lo specchio di poppa, è stata anch’essa irrigidita da laminato a sandwich ma con anima in compensato marino. L’ossatura è costituita da otto longheroni in laminato pieno, quattro sul fondo e due su ciascun fianco, e da otto madieri realizzati in compensato marino, resinati e fazzolettati allo scafo e ai longheroni, così come le cinque paratie trasversali in compensato marino. Per scongiurare fenomeni di osmosi, oltre alla resina poliestere isoftalica, è stato impiegato il gelcoat di tipo neopentilico. La giunzione scafo-coperta è stata dapprima rivettata e successivamente sigillata con quattro strati alternati di tessuti e stuoie resinati dall’interno, a garanzia di una perfetta impermeabilizzazione della zona di contatto; all’esterno viene poi applicato il solito bottazzo in gomma, che serve da protezione contro gli urti accidentali.
In alto a sinistra, il pozzetto, libero da ingombri e attrezzato con lavello e cassetti per la minuteria da pesca. In basso a sinistra, lo specchio di poppa, dotato di vani portaparabordi e doccetta. A destra, la scala controstampata che porta al fly.
Coperta: ◊◊◊◊
Il pezzo forte della coperta del Rio 1000 Cabin Fish è indubbiamente il pozzetto, che oltre a vantare dimensioni da record (è il più spazioso della categoria), è del tutto privo di ingombri, fatta eccezione per un pratico strapuntino a tre posti sollevabile dalle murate. L’apertura ricavata sul lato sinistro dello specchio di poppa facilita il passaggio alla spiaggetta, inglobata nella struttura e provvista di scaletta da bagno a scomparsa in acciaio inox. In corrispondenza dei due angoli poppieri del pozzetto sono ricavati due ulteriori sedili controstampati nella coperta; le loro alzate inglobano vani aperti dove sono alloggiati gli staccabatterie, a nostro avviso poco protetti dall’acqua. Pratico, invece, il vano per l’autogonfiabile ricavato sotto al gradino che dal pozzetto porta al passavanti di dritta, così come il mobiletto che si appoggia al montante della sovrastruttura, attrezzato con cassettini porta ami, un lavello e il tagliere in legno. L’accesso al fly è garantito da una sicura e confortevole scala in vetroresina controstampata, con gradini larghi ben 58 cm, degna di imbarcazioni più grandi. Sul fly, in posizione arretrata, il divanetto di guida a tre posti lascia ampio spazio per un cuscino prendisole a tutta larghezza nella zona di prua. Il parabrezza, sebbene un po’ basso, garantisce un adeguato riparo dal vento grazie alla corretta inclinazione del cristallo. Alle spalle della postazione di guida sono stati sistemati quattro portacanne che si aggiungono a quelli sui trincarini, due per parte. L’avanzamento della sovrastruttura riduce lo sviluppo del ponte prodiero, che non offre superfici prendisole; il pozzo catena risulta comunque facilmente raggiungibile, sia per l’ampiezza dei passaggi laterali che per la presenza della battagliola e del tientibene lungo la tuga.
In alto a sinistra, la postazione di guida sul fly con grande spazio per la strumentazione. In basso a sinistra, il cuscino prendisole a tutta larghezza. A destra, la zona di prua, di dimensioni molto contenute.
Interni: ◊◊◊
Nonostante la tuga corta e piuttosto avanzata, gli interni del Rio 1000 Cabin Fish si presentano piuttosto ariosi grazie all’indovinata ripartizione dei volumi e alle importanti finestrature sia laterali sia anteriori che corrono attorno alla sovrastruttura. Dal pozzetto, attraverso una porta a vetri con apertura scorrevole, si accede al quadrato che si trova a un livello leggermente inferiore. Appoggiata alla murata di dritta si sviluppa la dinette con divani contrapposti, facilmente trasformabile in cuccetta doppia, seguita dalla postazione di guida rialzata con un solo sedile per il pilota, da cui si gode ottima visibilità in navigazione. Sulla sinistra, all’altezza della timoneria, è sistemata la cucina a L, attrezzata con lavello, fornello a due fuochi, frigo, forno a microonde, piano di lavoro in Corian e stipetti per stoviglie e provviste. La zona prodiera è occupata da una cuccetta matrimoniale disposta in diagonale, così da assicurare un adeguato piano di calpestio, e da un divanetto a due posti appoggiato alla murata di sinistra. Degni di nota la pratica apertura del gavone sotto alla cuccetta, grazie al sollevamento servoassistito di metà del piano di appoggio del materasso, e l’armadio appendiabiti ricavato nella base del sedile pilota. A poppavia della cucina si apre la toilette completa di wc, lavabo e doccia che ha come unico difetto le prese di corrente non stagne sistemate in posizione poco protetta. Una porta separa il quadrato dalla cabina ospiti, che offre una cuccetta francese (una piazza e mezza) parzialmente infilata sotto il pozzetto; nel disimpegno, dove è sistemato un divanetto a due posti, c’è altezza sufficiente per stare in piedi.
In alto a sinistra, il quadrato del Rio 1000 Cabin Fish, composto da dinette con divani contrapposti e, a pruavia, dalla postazione di guida rialzata (in basso a sinistra). Nella foto a destra, la cucina, dotata di due fornelli a gas, frigo, lavello e forno a microonde fornito di serie.
Motorizzazione: ◊◊◊◊
L’imbarcazione è proposta sia in versione entrobordo, quella più apprezzata dagli appassionati di pesca, con due Cummins da 250 cavalli ciascuno, sia entrofuoribordo diesel Volvo Penta 2×200 cv o 2×230 cv, come l’esemplare utilizzato per la prova. In alternativa anche la motorizzazione a benzina, con due MerCruiser da 251 cavalli ciascuno.
L’analisi della carena del Rio 1000 Cabin Fish.
Impiantistica: ◊◊◊
L’autonomia di carburante è garantita da una riserva di 630 It, che risulta superiore alla media delle imbarcazioni di questa taglia. La sala macchine del modello da noi provato, equipaggiato con due modelli Volvo Penta entrofuoribordo Duoprop da 230 cavalli ciascuno, ci è apparsa piuttosto sacrificata e l’esiguo spazio intorno ai motori non consente di muoversi con molto agio. Per facilitare eventuali interventi, la provvidenziale apertura del pagliolato del pozzetto sovrastante, agevolata dai pistoni idraulici montati sui due grandi portelloni di chiusura. Nella versione entrofuoribordo la timoneria servoassistita è di tipo meccanico, mentre con i motori entrobordo viene adottata una timoneria a circuito idraulico.
Le prestazioni misurate dal nostro test.
Prestazioni: ◊◊◊◊
Merito della buona resa idrodinamica della carena, ma anche delle eliche controrotanti Duoprop, il Rio 1000 riesce a esprimere prestazioni di tutto rilievo, nonostante un rapporto non particolarmente vantaggioso tra peso in ordine di marcia e potenza installata. L’imbarcazione in prova è infatti entrata in planata in appena 4 secondi a 11 nodi e 2500 giri, raggiungendo una velocità di punta di 41 nodi a 3800 giri. A regime di crociera economica di 3000 giri (calcolata come di consueto sottraendo il 25% dei giri al regime massimo di rotazione) la velocità si è mantenuta costante intorno a 30 nodi. Il timone è leggermente più duro della norma, e questo, se da un lato rende meno repentine le evoluzioni strette, consente altresì una migliore stabilità di rotta che, specie alle alte velocità, influisce sulla sicurezza in navigazione. Buono, infine, l’assetto laterale che risente poco dello spostamento dei pesi.
di Elena Gaggini
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