Classic Boat Archive | 2001 – Mistral Smeraldo 20 (6,48 m) TEST

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Mistral Smeraldo 20

Nel 2001 arriva lo Smeraldo 20, un open di sei metri e mezzo con una buona abitabilità in coperta. Barche a Motore lo ha provato per voi.

Tratto da Barche a Motore 2001, n. 10, novembre, pag. 88-91.

Lo Smeraldo 20 in navigazione visto di poppa.

PREGI:

  • Buon rapporto qualità/prezzo
  • Risalita dall’acqua pratica e sicura
  • Maniglioni tientibene ben posizionati

DIFETTI:

  • Cruscotto poco inclinato per la lettura degli strumenti da seduti
  • Assenza di un gavone stagno
  • Finiture migliorabili

Nato nel 1995, per iniziativa dell’architetto Bruno Civitelli, esperto di vetroresina e dei laminati classici e compositi ma soprattutto appassionato di mare, il cantiere Mistral propone una gamma di piccoli scafi aperti e semicabinati da 3,90 a 6,50 metri. Con una produzione che si attesta intorno a una cinquantina di unità all’anno, ripartite in sei differenti modelli, il giovane marchio calabrese ha rapidamente consolidato la sua presenza sul mercato italiano, avvalendosi di una efficace rete di punti vendita e assistenza, e sta ottenendo ampi consensi anche oltre confine. Nuovi modelli, al momento ancora in fase di collaudo oppure di progettazione, sono quasi pronti per arricchire la gamma. Il modello che abbiamo provato è lo Smeraldo 20, un confortevole open di 6,48 metri studiato per le uscite giornaliere.

Progetto: ◊◊◊◊

Lo Smeraldo 20, come del resto l’intera gamma Mistral, è studiato per quella fascia di utenti che, pur non trascurando il lato estetico, sono particolarmente attenti alla qualità e alla sicurezza del prodotto. Le uscite giornaliere a bordo di questa imbarcazione risultano particolarmente piacevoli grazie alla sua performante carena. Questa è caratterizzata da un’importante stellatura prodiera che si riduce a 19° e 17° nelle sezioni mediane e poppiere. Inoltre, per favorire un passaggio più morbido sull’onda, l’opera viva presenta un pattino di sostentamento laterale per parte che si distingue per la sua particolare geometria in grado di contrastare il movimento dell’elica e, di conseguenza, garantire una tenuta di rotta molto precisa. A ciò si aggiunge un accorto studio ergonomico che ha consentito di ottenere un buon livello di comfort per l’intero equipaggio sia durante la navigazione sia all’ormeggio.

In alto a sinistra, la superficie prendisole, che cela ampi gavoni. In basso a sinistra, la zona poppiera, con un confortevole divano a C trasformabile in prendisole. A destra, il fuoribordo da 135 cv Johnson montato sullo scafo della nostra prova.

 

Costruzione ◊◊◊◊

Come dimostra la certificazione Iso 9001, la qualità costruttiva del cantiere non ha nulla da invidiare ai marchi di grande serie. La vetroresina, lavorata in ambienti deumidificati e a temperatura costante, è composta da strati alternati di mat, stuoie e tessuti biassiali; questi ultimi contribuiscono a dare una maggiore rigidità del manufatto. Gli strati interni sono impregnati di resine isoftaliche. mentre per quelli più esterni sono state preferite resine vinilestere che, come noto, offrono una maggiore resistenza all’osmosi e una migliore adesione degli strati di fibra. Per la coperta è stata adottata invece la laminazione a sandwich con anima in Airex, in modo da contenere i pesi e al contempo assicurare una buona rigidità e una migliore coibentazione termo-acustica. La struttura di rinforzo dello scafo, che ingloba correnti longitudinali e ma-dieri in poliuretano espanso, è preassemblata fuori opera con il tipico “ragno” e successivamente laminata allo scafo. Per una maggiore robustezza dell’insieme, inoltre, le murate e la coperta presentano rinforzi longitudinali in legno, mentre per la laminazione dello specchio di poppa vengono impiegati tessuti biassiali e triassiali.

Coperta ◊◊◊

Un accorto studio ergonomico ha consentito di ottenere una buona abitabilità di coperta. Particolarmente apprezzata è la possibilità di trasformare il divano poppiero dall’originale disegno semicurvo che occupa l’intero baglio, in una confortevole superficie prendisole. Il piano del tavolino a forma di semicerchio, molto pratico e spazioso per l’allestimento di una dinette, una volta bloccato alla base del divano serve da supporto al cuscino prendisole. La postazione di guida, con consolle centrale, prevede un divanetto per pilota e copilota, con schienale reversibile in modo da ampliare la zona di conversazione poppiera. Il cruscotto è stato studiato in modo da ospitare sia gli strumenti di controllo del motore, sia una completa strumentazione elettronica, a discrezione dell’armatore. Riteniamo tuttavia che la parte riservata all’elettronica, per consentire una corretta lettura degli strumenti, dovrebbe avere una maggiore inclinazione. Ben posizionato il maniglione tientibene che funge da profilo del parabrezza e garantisce un solido appiglio per il copilota e gli ospiti durante la navigazione. La zona prodiera può essere interamente sfruttata dagli amanti della tintarella. La superficie prendisole fissa di circa 2 metri quadri può infatti essere ulteriormente allungata. La risalita dall’acqua e il raggiungimento del pozzetto sono facilitati da una scaletta bagno la cui struttura in metallo si trasforma in tientibene che corrono fino ai trincarini, alla spiaggetta integrata allo scafo e al gradino controstampato nello specchio di poppa. Buoni i volumi di stivaggio, anche se va sottolineata la mancanza di un gavone stagno.

A sinistra gli ampi volumi di stivaggio dello Smeraldo 20. A destra, la postazione di comando.

 

Impiantistica ◊◊◊◊

Nella sua estrema semplicità l’impiantistica dello Smeraldo 20 risulta pienamente conforme alle normative CE, tanto che qualitativamente non ha nulla da invidiare a quella di imbarcazioni ben più grandi. Degno di nota il serbatoio del carburante, da 100 litri, posto in baricentro e sistemato in un vano stagno dotato di blower. L’impianto elettrico è sovradimensionato rispetto alla taglia dello scafo e nessun cavo, anche se canalizzato, attraversa il vano serbatoio. Di serie il cantiere fornisce anche un serbatoio da 50 litri per l’acqua dolce e una doccetta poppiera.

Motorizzazione ◊◊◊◊

La barca oggetto della nostra prova era spinto da un fuoribordo Johnson da 135 cavalli, una potenza che si è dimostrata adeguata. In alternativa è prevista l’installazione di un motore di 145 cavalli.

La scheda dello Smeraldo 20 e i risultati del nostro test.

 

Prestazioni ◊◊◊◊

Grazie all’indovinato disegno di carena, durante la prova abbiamo raggiunto la planata in soli 2 secondi e mantenuto un buon assetto fino ai massimi regimi. Il passaggio è risultato morbido anche sull’onda corta formata e la navigazione asciutta con una tenuta di rotta precisa. Corretta la risposta ai comandi, tanto da consentire di effettuare virate strette in perfetta stabilità. Al regime massimo di 5600 giri abbiamo sfiorato 33 nodi. Riteniamo che per questa barca una corretta velocità di crociera, con consumi contenuti, si attesti intorno a 23 nodi e 4000 giri.

 

Nel 2001 senza motore e con dotazioni standard (musone di prua, spiaggetta poppiera, scaletta bagno inox, cuscineria completa, serbatoio carburante inox con elettrovalvola, serbatoio acqua dolce con doccetta, sedile pilota regolabile), costava L. 19.000.000.

di Elena Gaggini


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