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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Sagene 40 Fly
Prodotto a partire dal 2001 dalla Sagemar, questo quaranta piedi abbina alcune delle caratteristiche peculiari dei flying bridge a quelle dei fisherman. Il risultato è una barca dalle buone doti marine e dal discreto comfort.
Tratto da Barche a Motore 2001, n. 6, dicembre/gennaio, pag. 78-85.
L’apertura del nostro articolo pubblicato nel 2001.
PREGI:
Adeguato rapporto qualità/prezzo
Carena con chiglia centrale con buone doti marine
Costruzione e finiture ben curate
DIFETTI:
Linea un po’ retro e pesante
Manca la seduta di guida di plancia
Passaggi laterali stretti in corrispondenza dei candelieri
A pochi chilometri da Marina di Cecina, si trova il cantiere Sagemar, una piccola realtà che costruisce imbarcazioni sia da diporto sia da lavoro. Una produzione in parte ancora artigianale quella dell’azienda di Montescudaio, che allestisce le imbarcazioni completamente all’interno dei propri capannoni. Dalla zona riservata allo stampaggio della vetroresina, le carene e le sovrastrutture vengono spostate in un’apposita area di montaggio e allestimento. Le buone maestranze del cantiere e la razionalità del progetto assicurano una notevole sicurezza delle imbarcazioni, che forse non risentono delle ultime tendenze della “moda”, ma che sono costruite con il criterio di chi ama navigare e affrontare anche condizioni di mare impegnative.
Progetto: ◊◊◊
Il cantiere Sagemar si distingue per le sue imbarcazioni dal design estremamente marino più che per un look particolarmente ricercato o da forme troppo slanciate. Il disegno di questa imbarcazione nasce dalla matita del titolare del cantiere che ne segue, in prima persona, tutte le fasi di costruzione. Questo 40 piedi è caratterizzato da una carena possente e stabile e da sovrastrutture decisamente importanti, ma che offrono una grande vivibilità e comfort per la vita di bordo. Una imbarcazione sobria e funzionale quindi, destinata sicuramente a una clientela che vuole e sa andare per mare con ogni condizione meteo. Questa nuova versione è stata definita “Custom Design”, in quanto differisce dal modello originale per alcune modifiche volute dall’armatore e dal cantiere. L’accesso al fly non ha più una scala in vetroresina, il rollbar è stato abbassato e ripiegato verso poppa, il fly ha una nuova configurazione e gli interni hanno solo due cabine anziché le tre proposte di serie. Molte di queste soluzioni sono sicuramente positive, per esempio la nuova scala di accesso al fly permette di guadagnare spazio in pozzetto, mentre la scelta di avere solo due cabine potrebbe diventare un handicap nel caso di rivendita dell’imbarcazione. Questo scafo di tredici metri, infatti, è uno tra i pochissimi di questo segmento ad avere la terza cabina a due letti.
A sinistra, la postazione di guida sul fly. A destra, la scala di accesso al fly che permette di risparmiare spazio nel pozzetto.
Il Sagene 40 Fly è realizzato secondo le norme CE in resina poliestere isoftalica con rinforzi di vetro, mentre la coperta adotta il laminato tipo sandwich con anima in termanto. Tutti i rinforzi strutturali sono realizzati in Pvc a cellula chiusa e rivestiti con vetroresina, mentre le paratie sono in compensato marino e suddividono tre compartimentazioni stagne. A protezione della carena dai pericolosi fenomeni dell’osmosi, il cantiere ha scelto di adottare del geleoat di tipo neopentilico. Gli arredi interni sono realizzati con strutture in compensato marino con finiture in ciliegio e altri tipi di legno, con superfici laccate, satinate o lucide, con vernici poliuretaniche. I rivestimenti sono in sky, mentre la pavimentazione interna è in compensato marino di mogano con rivestimenti in moquette.
Coperta: ◊◊◊◊
Il Sagene 40 Fly è caratterizzato da una linea abbastanza tradizionale e un pò rètro che si apprezza per funzionalità ed essenzialità nelle dotazioni. La sovrastruttura, dalla geometria squadrata, presenta delle grandi vetrate laterali e un parabrezza non molto inclinato. Questa soluzione consente di avere una buona visibilità dall’interno, soprattutto attraverso i vetri frontali che, essendo piani, non producono alcuna deformazione dell’immagine, fenomeno tipico invece dei vetri curvi. Il pozzetto è ampio e la superficie del fondo con bolzonatura accentuata, convoglia con efficacia l’acqua verso gli ombrinali di scarico. Ai lati si trovano due comodi gradini per accedere ai camminamenti laterali che, con 26 centimetri di larghezza, non sono certo ampi, ma comunque facili da percorrere. grazie al pulpito alto ben 70 centimetri e al corrimano posto sopra le vetrate laterali. A prua la coperta presenta il tipico cavallino rovescio e la tuga è leggermente bolzonata con un incasso per i cuscini del prendisole. Il pozzo catene è ampio e profondo; i due gavoni di accesso lo rendono facilmente ispezionabile. Questo esemplare, denominato Custom Design, presenta un nuovo e inedito fly bridge. Rispetto alla versione precedente, la consolle di guida è ora a ridosso del parabrezza ed è circondata da due divani laterali. La zona poppiera vicino al rollbar, è adibita a prendisole.
A sinistra, a pratica panchetta amovibile della specchio di poppa. A destra, la consolle di guida del fly che riporta tutti gli strumenti analogici per il controllo dei motori Yanmar.
Interni: ◊◊◊◊
Se il look esterno prevede linee squadrate, gli interni sono curati e realizzati all’insegna delle forme morbide e accoglienti, con utilizzo di ciliegio e tappezzerie chiare di colore avorio. La distribuzione interna di questa particolare versione Custom Design prevede due sole cabine doppie, anziché le tre proposte di serie dal cantiere. Questa soluzione ha permesso di avere una grande dinette e la cucina separata, posta su un livello inferiore in prossimità della zona notte. Entrando dal pozzetto dunque, si trova un divano a C sulla sinistra e due poltroncine incassate in un mobile dalla forma avvolgente e arrotondata. In questo elemento d’arredo si trova anche la insolta postazione di guida. Ci sembra strano infatti, avere una plancia di comando con cruscotto completo e apparecchiature elettroniche di navigazione senza il sedile di guida. Una scelta fatta dal cantiere in base alle richieste della propria clientela, che dichiara di pilotare per il 90% del tempo, dal fly bridge. E, dato che il cliente ha sempre ragione, ben vengano anche quei pochi metri quadrati, che hanno permesso di realizzare una vera e propria cucina con tanto di doppio lavello, un grande piano cottura in vetroceramica e una quantità di armadi e cassetti davvero sorprendente. La disposizione degli interni rimane dunque molto simile alla versione originale, con due bagni e una sola e piccola cabina ospiti con letti paralleli. La cabina armatoriale invece è di ampio respiro ed è corredata da un armadio e da un mobiletto basso tipo scrittoio con ripiano apribile. Il letto matrimoniale però non è molto comodo; a causa delle linee di carena infatti, ha una testata larga solo 60 centimetri. I servizi sono corredati di WC elettrici con bidet integrato, lavello inox, box doccia per il bagno armatoriale e doccia con tendina per il bagno degli ospiti.
In alto a sinistra, l’accogliente cabina di prua. Sotto, la cabina degli ospiti. A destra, un particolare della dinette.
Impiantistica: ◊◊◊◊
Molta attenzione è stata posta nella realizzazione degli impianti di bordo, soprattutto riguardo la sicurezza e la praticità d’intervento. La corrente è a 24 V con una riserva di quattro batterie da 155 A, staccabatterie e un caricabatterie automatico. Il circuito a 220 V, completo di salvavita, prevede una presa in banchina commutabile con l’eventuale generatore. L’impianto idrico vanta un boiler da 30 litri con alimentazione a 220 V e con presa diretta allo scambiatore di calore del motore principale. Il serbatoio dell’acqua dolce è di tipo integrato in vetroresina e ha una capacità di 400 litri. La riserva di gasolio è invece, garantita da due casse in acciaio inox poste sotto il pozzetto in senso trasversale, per una quantità totale di 1200 litri. Un ulteriore serbatoio centrale di decantazione, con rubinetto di spurgo, consente di evitare danni ai motori nel caso vi siano altre sostanze miscelate al gasolio. La sala macchine è completamente insonorizzata con materiale antirombo ed è protetta da un impianto antincendio fisso con comando manuale posto in plancia. Tra le varie dotazioni di serie, l’impianto aspirapolvere centralizzato sarà sicuramente gradito dalle signore.
In alto a sinistra, il grande divano della dinette. In basso a sinistra, la cucina. A destra, il bagno della cabina armatoriale.
Motorizzazione: ◊◊◊◊
Il modello che abbiamo provato era equipaggiato con due entrobordo diesel Yanmar modello 6LY2 da 420 cv ciascuno voluti dall’armatore. Il cantiere propone altre case come la Cummins, la Caterpillar o la Volvo Penta. Una scelta insolita per il cantiere che generalmente non ritiene ideale per questa barca un propulsore diesel con una rotazione massima di 3300 giri. A nostro avviso, e dopo averla provata, la scelta del cliente è comunque risultata positiva, poiché la tecnologia applicata ai motori Yanmar, ha permesso di contenere i pesi e gli ingombri dei propri propulsori, a tutto vantaggio delle prestazioni e degli spazi interni.
La scheda tecnica del Segene 40 Fly e le prestazioni misurate.
Prestazioni: ◊◊◊
Nonostante si tratti di una imbarcazione dai connotati non proprio sportivi, il Sagene 40 Fly, equipaggiato con 840 cavalli, si è rivelato decisamente brillante. L’accelerazione, con partenza da fermo, è più che discreta, con soli 9 secondi per raggiungere la fase di planata, mentre la velocità di punta è di poco oltre i 30 nodi. Caratterizzato da un assetto longitudinale sin troppo piatto, questo scafo ci ha sorpresi per la sua strabiliante tenuta di rotta. Grazie alla chiglia centrale, sembra di navigare sui binari, anche durante le virate più impegnative. La tenuta al mare è buona, con qualche brusca decelerazione quando avviene l’impatto con l’onda; a causa dei grandi volumi prodieri bisogna sprecare un po’ di potenza per spostare la massa d’acqua e riprendere la navigazione. Unico appunto sulla posizione di guida interna: la visibilità è buona solo se si timona in piedi.
Nel 2001 il Sagene 40 Fly veniva venduto a partire da Lire 560.000.000 (Iva esclusa)
di Matteo Vandoni
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