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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Tornado 50 Classic
Nel 2011 arriva il Tornado 50 Classic che, oltre a coniugare magnificamente estetica e tecnologia, introduce importanti evoluzioni, a partire dai pod IPS che, a dispetto degli scettici, sono risultati azzeccatissimi per la sua carena.
Tratto da Barche a Motore 2011, n. 1, febbraio, pag. 92-100.
PREGI:
Grande pozzetto molto vivibile
Perfetto adattamento della carena agli IPS che ne fanno un binomio eccellente
Arredi interni minimali e di buon gusto
DIFETTI:
Sfruttamento dello spazio sottocoperta migliorabile
Cabina del marinaio non indispensabile su una barca di queste dimensioni
Cabina ospiti un po’ piccola
Nuovissimo modello che è anche la naturale evoluzione del fortunatissimo 38, una barca che, con i suoi oltre 400 esemplari, praticamente ancora tutti naviganti, ha fatto la fortuna del cantiere Tornado, ma anche la gioia di una nutrita schiera di armatori, i quali hanno legato alle sue linee, tradizionali quanto possenti, bellissimi ricordi di navigazione. Tutto vero ma c’è di più: il Tornado 50 segna un ulteriore salto qualitativo per il cantiere di Fiumicino, che coglie l’occasione di una misura più importante per introdurre importanti evoluzioni nella sua consolidata produzione.
Anche qui nulla di nuovo, come le centinaia di 38 naviganti consigliano. Lo scafo è realizzato in laminato pieno con l’impiego di stuoie, mat e tessuti biassiali che contribuiscono a una maggiore rigidità strutturale. I rinforzi sono costituiti da una rete di madieri e longheroni in compensato marino, opportunamente saldati allo scafo. Per la coperta è usata la tecnica della laminazione a sandwich con anima in pvc, mentre le zone più soggette a sollecitazioni, come l’intero perimetro dove vengono fissate bitte ed eventuali battagliole, sono rinforzate in compensato marino. Per la laminazione è impiegata resina isoftalica, che determina una corretta protezione contro l’osmosi.
A prua lo spazio da dedicare al prendisole è davvero tanto ma, in questo caso, l’armatore non l’ha voluto, preferendo una coperta flush deck di indubbio impatto. In ogni caso è prevista una soluzione alternativa, dove i cuscini sono comunque incassati nella stampata, così da non sporgere eccessivamente e non rovinare il profilo della barca. Per il passaggio a prua, risultano comodi i passavanti e utili i due tientibene sulla tuga. La vera novità la trovo però sotto il prendisole, cioè in sala macchine, con i due Volvo Penta IPS 600. La curiosità di provare come funziona il connubio tra una tradizionale carena a V profonda e l’ultimo ritrovato della tecnologia in tema di trasmissioni diventa davvero tanta.
In alto a sinistra: il pozzetto, semplice e razionale. Sotto a sinistra: il mobile bar e l’ingresso della cabina del marinaio. A destra: la plancia di comando.
Interni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š
Decido di portare pazienza ancora un po’ e scendo sottocoperta. Detto della cabina del marinaio e delle ampie possibilità di personalizzazione (che qualcuno continua a definire con un inglesismo da brivido “customizzazione”) non mi resta che apprezzare quello che la barca in prova offre, e non è poco. Sarà il mio amore per il minimalismo, ma l’arredo interno di questo 50 Classic mi piace proprio: bella la soluzione delle luci interne e anche le scelte di arredo che sanno essere rigorose e comode al tempo stesso, senza per questo scadere nel banale. Lo spostamento dei motori verso poppa grazie alle trasmissioni Ips crea una volumetria interna ottima, che qui non vedo però pienamente sfruttata.
Una veduta degli interni.
La dinette a sinistra è di generose dimensioni, così come la cucina che forse è fin troppo grande, anche in considerazione del fatto che una barca così si vive molto all’aperto e un angolo cottura ben attrezzato in coperta, come abbiamo fatto notare prima, può risolvere molte situazioni. La cabina armatoriale è a prua, classica nel suo layout, che riprende lo stile della barca, senza quindi mai cedere a soluzioni troppo elaborate. Il locale toilette è sulla murata di dritta, con l’accesso solo dal quadrato, giustificato anche dal fatto di essere unico, ma di generose dimensioni e con il box doccia separato. Di fronte c’è la cabina degli ospiti, un po’ sacrificata, con le cuccette sovrapposte: quella superiore può sfruttare uno spazio maggiore ed è più comoda. Un’altra versione disponibile è con la cabina ospiti a centro barca. Tutto sommato la trovo più razionale e soluzioni più interessanti si potrebbero sviluppare accorpando lo spazio occupato dalla cabina del marinaio.
In alto a sinistra: una veduta del quadrato. In basso a sinistra: l’angolo cottura, ben attrezzato e illuminato da due oblò. A destra: la cabina armatoriale.
Impiantistica: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š
La semplicità e la razionalità sono gli elementi caratterizzanti di tutto l’allestimento a bordo. La sala macchine è facilmente raggiungibile ribaltando il piano del prendisole e lo spazio che offre all’interno permette interventi manutentivi senza nessuna difficoltà . La riserva di carburante, 1600 litri, è generosa anche in considerazione delle economie garantite dai Volvo Ips, così come anche l’acqua dispone di una buona scorta: 500 litri.
In alto a sinistra: una vista del quadrato che evidenzia la corretta distribuzione dei volumi. Sotto a sinistra: il bagno è uno solo ma proporzionato e dotato di box doccia separato. A destra: la cabina degli ospiti.
Motorizzazione: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š
Gli IPS 600 non li scopriamo certamente oggi, ma sono sorpreso di trovarli su una barca che consideravo più legata alla tradizione, del resto i vantaggi in termini di consumi e prestazioni sono noti e la scelta del cantiere romano è da apprezzare per l’intelligenza della realizzazione e la capacità di innovare senza venire meno allo stile Tornado.
La carena risente del fatto di essere stata in acqua qualche giorno senza antivegetativa e i 37 nodi toccati nei test precedenti non li raggiungo, ci mancano infatti circa 250 giri e non riusciamo a salire oltre i 3300 giri. In compenso quando provo a virare la sensazione è di grande maneggevolezza e anche di totale sicurezza, anche considerando le condizioni del mare che sono in continuo peggioramento. Qualche botta sull’onda è inevitabile, ma serve solo a confermare che le doti marine del Tornado ci sono tutte pure su questa misura; anche in piena virata, con la barca coricata sul fianco, la reazione è da offshore di razza e non si ha mai a sensazione di esagerare. Rientro in porto soddisfatto, il 50 Classic è proprio una bella barca marina che le IPS hanno fatto ulteiormente evolvere, un Tornado che guarda al futuro.
I dati tecnici della barca.
Nel 2011 Il Tornado 50 Classic veniva venduto a partire da Euro 460.000.
di Alberto Mondinelli
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