Classic Boat Archive / 2002 – Beneteau Antares 13.80 (13,80 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Beneteau Antares 13.80

Siamo nel 2002 quando Barche a Motore presenta la nuova ammiraglia di Beneteau, l’Antares 13.80, un flying bridge dalle linee classiche che si fa apprezzare per l’eccezionale abitabilità degli interni e degli spazi all’aperto. Con questa barca il cantiere francese entra così in un mercato che fino ad ora aveva soltanto sfiorato.

Tratto da Barche a Motore 2002, n. 7, agosto, pag. 82-89.

L’Antares 13.80, spinto da due entrobordo Volvo Penta da 480 cv ciascuno è in grado di raggiungere 31,2 nodi e di mantenere velocità di crociera tra 24 e 27 nodi. In navigazione inoltre si apprezza l’eccellente insonorizzazione.

 

PREGI:

  • Grande agibilità della coperta
  • Cala motori grande e facile da raggiungere
  • Buon lo sfruttamento dei volumi interni

DIFETTI:

  • Tavolo non fissato al pagliolo in quadrato
  • Fornelli a gas privi di fermapentole
  • Gradini di accesso alla zona notte scivolosi

Grande protagonista della storia della nautica francese, il marchio Beneteau iniziò la sua attività cantieristica a Saint Gilles Croix de Vie, nei pressi di Nantes, nel 1884. Inizialmente venivano costruite barche a vela per la pesca professionale, in robusto legno di quercia. Solo nel 1964, con la terza generazione, il cantiere si apri al diporto e, in seguito, adottò la vetroresina per i suoi scafi. Affermatosi rapidamente sui mercati internazionali grazie alle sue imbarcazioni a vela, verso la fine degli anni ’70 Beneteau decise di avvicinarsi anche al diporto a motore con una produzione che restò tuttavia marginale fino al 1997. Oggi la gamma a motore comprende scafi da 4 a 13,80 metri nelle tipologie open, day ed express cruiser, pilotine e fly. Oggetto della prova è la nuova ammiraglia, l’Antares 13.80, una delle prime unità uscite dalla modernissima struttura produttiva di Belleville, e primo passo verso un più importante sviluppo della gamma a motore.

In alto a sinistra, una vista della zona prodiera del fly. In basso a sinistra, la zona poppiera del fly, che può essere attrezzata con cuscineria prendisole. A destra, la zona prodiera con la tuga predisposta ad accogliere un cuscino prendisole.

 

Progetto: ◊◊◊◊

Ai vertici della gamma, l’Antares 13.80, un flying bridge che sfiora i 14 metri, nasce da un attento progetto dello studio tecnico del cantiere che, diretto da Patrick Tableau, è impegnato nel rilancio e nello sviluppo della produzione a motore. Le linee dell’imbarcazione sono molto classiche e riprendono quelle dei tradizionali “pêche promenade”. La sovrastruttura si presenta piuttosto massiccia nonostante si integri con armonia alla coperta, che presenta una tuga poco pronunciata. Le ampie finestrature laterali tuttavia ne alleggeriscono il profilo. La sua carena, decisamente innovativa rispetto a quella dei precedenti Antares, è caratterizzata da una stellatura prodiera molto importante, che facilita il passaggio sull’onda formata, che si riduce a 18° nella sezione poppiera a garanzia di una buona stabilità anche ai massimi regimi. Questi elementi concorrono infatti a definire uno scafo marino, a suo agio anche nelle navigazioni più impegnative. Stabilità e spinta idrodinamica sono garantite da due pattini di sostentamento per parte e da due spigoli laterali molto larghi. Colpisce inoltre la bella insellatura del cavallino, con fiancate concave, che permette di deflettere meglio l’acqua con moto ondoso frontale, assicurando di conseguenza una navigazione particolarmente asciutta. Nella fase progettuale il cantiere ha voluto coinvolgere anche i tecnici Volvo Penta nello studio dell’equilibrio della carena, in modo da ottenere un centro di gravità piuttosto avanzato. Le trasmissioni e i tunnel, dal particolare disegno conico che permette di facilitare lo scorrimento dell’acqua verso le eliche e di conseguenza di aumentare il rendimento della spinta orizzontale, sono state invece studiate in diretta collaborazione con Radice. Un’imbarcazione dunque progettata meticolosamente nei dettagli tecnici senza tuttavia trascurare il fattore estetico e il razionale sfruttamento dei volumi interni e di coperta.

A sinistra: dalla spiaggetta poppiera si raggiunge il pozzetto attraverso un portello ricavato nello specchio di poppa. A destra: la scala che porta al fly è comoda e sicura grazie ai solidi corrimano posizionati in punti strategici.

 

Costruzione: ◊◊◊

Per la costruzione dell’opera viva il cantiere ha adottato la tecnica della laminazione a sandwich con anima in balsa, con spessori differenziati in base alle zone maggiormente sollecitate. In questo modo si ottiene un manufatto dai pesi contenuti, caratterizzato al contempo da una maggiore rigidità e una migliore coibentazione termo-acustica. L’opera morta è realizzata in laminato pieno, mentre, per evitare pesanti strutture di rinforzo, anche la coperta è in sandwich, a tutto vantaggio della leggerezza che, specie sopra al galleggiamento, si traduce in un baricentro più basso e quindi in maggiore comfort in navigazione. Nella specifica della laminazione, gli strati sovrapposti di mat e tessuti multidirezionali sono impregnati di resina isoftalica, più impermeabile rispetto all’ortoftalica e quindi meno soggetta all’osmosi. La struttura di rinforzo è costituita da madieri e longheroni in laminato pieno, opportunamente resinati allo scafo. Gli interni sono realizzati in controstampo e impreziositi con un ampio impiego di essenze di legno.

I dati della barca.

 

Coperta: ◊◊◊◊

La coperta dell’Antares 13.80 si fa apprezzare soprattutto per la sua grande agibilità. Degni di nota, per esempio, i passavanti larghi ben 39 cm, protetti inoltre da alte e solide battagliole e serviti da robusti maniglioni tientibene fissati alla sovrastruttura, che consentono di passare con estremo agio e in totale sicurezza dal pozzetto alla zona prodiera. Dalla spaziosa spiaggetta poppiera, dotata di scaletta bagno a scomparsa e di un capiente gavone, grazie a una larga apertura (68 cm) nel lato sinistro dello specchio di poppa si accede direttamente al pozzetto. Quest’ultimo, che si sviluppa su una superficie di 6,7 mq, è occupato da una panchetta a L gavonata, con sedute rivestite in teak; questa, volendo, può essere rapida-mente sbarcata. Tre aperture a pagliolo danno accesso al vano sottostante dove si trovano impianti, batterie, autogonfiabile e dove si possono stivare attrezzature anche ingombranti. A dritta dell’ingresso al quadrato, è stato sistemato un mobile con lavello a scomparsa che può essere completato con barbecue, frigo o ice maker, a discrezione di ogni singolo armatore. Per accedere alla cala motore è sufficiente sollevare i gradini di accesso al living. Una confortevole scala realizzata in controstampo, con gradini rivestiti in teak, porta al fly dove, sul lato sinistro è sistemata la timoneria esterna servita da due sedili per pilota e copilota. A dritta si trova invece la dinette con divanetto a C, tavolo in teak e piccolo lavello inglobato nello stampo. La zona poppiera può essere sfruttata come superficie prendisole che si aggiunge a quella sulla tuga prodiera. Particolarmente efficaci le superfici antisdruciolo a punta di diamante.

L’analisi della carena e i rapporti di forma.

 

Interni: ◊◊◊◊

Grazie alle grandi finestrature laterali il quadrato dell’Antares 13.80 si presenta particolarmente luminoso e affacciato sul mare quasi a 360°. Un confortevole divano a C, appoggiato alla murata di dritta e servito da un tavolo allungabile, è in grado di ospitare fino a 8 persone comodamente sedute a tavola. Per poter allestire rapidamente una dinette all’aperto in pozzetto, il cantiere ha dotato il tavolo di una base mobile, non fissata al pagliolo; una scelta che riteniamo di indubbia praticità ma tuttavia poco sicura durante la navigazione con mare formato. Lungo la murata sinistra si trova un mobile bar con spazi riservati a bottiglie, bicchieri e posate, cassetti, stipetti e il frigo che serve la cucina sistemata a pruavia. Quest’ultima è attrezzata con fornello a gas a tre fuochi, forno, microonde, doppio lavello a scomparsa e piano di lavoro in Corian. Per una maggiore sicurezza quando si cucina alla fonda, suggeriamo di dotare di fermapentole il piano di cottura che altrimenti non presenta alcuna protezione. La timoneria è servita da un doppio sedile per pilota e copilota, adattabile alla guida in piedi. Il cruscotto, realizzato in controstampo, presenta tutti gli strumenti, compresa l’elettronica a discrezione dell’armatore, ben posizionati per un’immediata lettura. Una scala dal disegno ricercato, in legno di pero lucido come i mobili e le paratie, porta alla zona notte. Peccato che i suoi gradini non siano stati trattati con antisdrucciolo. All’armatore è riservata la cabina prodiera con letto matrimoniale centrale e locale toilette privato. Gli ospiti hanno a disposizione due cabine con letti affiancati e un locale toilette comune con unico accesso dal corridoio. A richiesta è prevista la trasformazione della cabina di babordo in locale servizi con lavastoviglie e lavatrice. Degni di nota lo sfruttamento dei volumi di stivaggio e le ispezioni agli impianti.

La dinette offre un grande divano a C servito da un tavolo allungabile: in questo modo, e grazie anche alle due sedie pieghevoli fornite di serie, possono sedersi a tavola fino a otto persone.

 

Impiantistica: ◊◊◊◊

Un’autonomia di navigazione superiore a 400 miglia è garantita da una riserva di carburante di 1500 litri, ripartiti in due serbatoi in alluminio. Degna di nota la riserva di acqua dolce di 640 litri, suddivisa in due serbatoi realizzati in materiale plastico sistemati sotto alle cuccette centrali delle cabine ospiti e quindi facilmente ispezionabili. Di serie è fornito anche un boiler da 42 litri. Da notare, sempre per quanto riguarda l’impianto idrico, la facilità di ispezione delle prese a mare e degli scarichi wc, posti sotto al lavabo dei rispettivi locali toilette, e del serbatoio di raccolta acque grigie, situato sotto il pagliolo della cabina prodiera. Dal grande vano sotto al pozzetto si accede inoltre con estrema facilità ai timoni. Stupisce poi, su uno scafo di questa taglia, l’accesso alla cala motore e l’ampiezza di quest’ultima. Realizzato a regola d’arte anche l’impianto elettrico.

A sinistra, la spaziosa cabina armatoriale prodiera che si presenta particolarmente calda grazie al largo impiego di legno di pero. A destra, la cabina ospiti di dritta offre due letti affiancati che su richiesta possono essere trasformati in matrimoniale.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊

Il prototipo dell’Antares 13.80, oggetto della nostra prova, era spinto da due nuovi motori Volvo Penta TAMD75P EDC da 480 cv ciascuno, con controllo elettronico e manette gas invertitori elettriche. Il cantiere sta inoltre mettendo a punto due motorizzazioni alternative di potenza inferiore.

Il layout degli interni dell’Antares 13.80.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊

Durante la prova, con 10 persone a bordo, 1400 litri di carburante e pieno di acqua, l’Antares 13.80 ha superato 31 nodi al regime massimo di 2600 giri. Nonostante i 9 secondi necessari per iniziare la planata, dovuti soprattutto al ritardo nell’inserimento della marcia causato dal controllo elettronico dei motori, l’imbarcazione trova rapidamente un buon assetto che mantiene fino ai massimi regimi. Malgrado un’eccessiva durezza del timone, soprattutto sul fly (il cantiere sta già apportando le dovute modifiche), lo scafo si è dimostrato preciso nella risposta ai comandi e ai repentini cambiamenti di rotta, denotando un’elevata stabilità trasversale anche nelle virate strette sopra i 30 nodi. Il passaggio sull’onda tuttavia non risulta molto morbido. Interessanti le velocità di crociera di 27 e 24,5 nodi, rispettivamente a 2400 e 2250 giri. Per facilitare le manovre di ormeggio il cantiere monta di serie un’elica di prua che tuttavia, data la buona manovrabilità dello scafo, può essere considerata superflua.

Le prestazioni misurate dal nostro test.

Nel 2002 l’Antares 13.80 veniva venduto a partire da 328.000 euro.

di Elena Gaggini


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