Classic Boat Archive | 2002 – Cerri 52 (15,95 m) TEST

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Cerri 52′ Cerrimarine

Nel 2002 Cerrimarine lancia la sua nuova ammiraglia, il Cerri 52′. Un express cruiser dal design pulito e raffinato, con tanto spazio in pozzetto e una pratica coperta walk-around.

Tratto da Barche a Motore 2002, n. 2, febbraio, pag. 60-69.

La plancia di comando del Cerri 52′ si trova sun un livello rialzato rispetto al pozzetto. Una soluzione che ha permesso di recuperare altezza nelle cabine sottostanti.

PREGI:

  • Ottima agibilità del ponte di coperta
  • Finiture ben curate e vari accessori personalizzati
  • Attrezzatura di coperta solida e di buona qualità

DIFETTI:

  • Bagno di prua con soffitto basso
  • Boiler dell’acqua calda di piccole dimensioni
  • Leggero ritardo di risposta ai comandi del timone

Nel 1997 viene fondata la Cerrimarine, una società che oggi produce imbarcazioni sportive di 28, 40 e 52 piedi. Il suo ideatore, fondatore e organizzatore, Carlo Cerri, ha iniziato questa attività per passione creando prodotti molto esclusivi e ricercati. La fascia di mercato è dunque elevata, dato che la particolarità e la raffinatezza di ogni componente, richiedono una maggiore cura nella costruzione e l’adozione di materiali di qualità superiore. Per questi motivi, i costi di produzione dei Cerrimarine sono alti, generalmente fuori dal normale range di mercato.

Progetto: ◊◊◊◊◊

Come dicevamo, Carlo Cerri ha ideato, organizzato e coordinato tutto: l’ingegnerizzazione, il progetto, il marchio e anche il marketing. L’aspetto puramente idrodinamico della carena, è stato affidato all’ingegner De Casa, un progettista molto qualificato che ha lavorato per 25 anni all’Intermarine disegnando anche barche militari come i cacciamine. La coperta è il punto di forza di questo open; la disposizione del pozzetto e della plancia di comando infatti consente di avere molto spazio per le sedute senza ridurre le zone calpestabili. Una particolarità del ponte è proprio la facile e sicura agibilità. Adottato su imbarcazioni forse meno sportive, il walk-around (camminare attorno, ndr) è una particolare disposizione della coperta in cui i camminamenti laterali hanno una superficie calpestabile più estesa e si congiungono nella zona prodiera tra l’inizio della tuga e il pozzo catena. Questo concetto è esteso da prua a poppa e, sebbene possa rubare qualche centimetro alle zone di convivio, permette di ottenere una comodità straordinaria. Per fare un esempio, se si vuole passare dalla plancetta poppiera a prua, come spesso accade durante le manovre di ormeggio, si cammina lungo un lato dello scafo senza disturbare le persone sedute e senza dover passare sopra i materassi dei prendisole. Questi due “corridoi” inoltre sono ben protetti dalle fiancate dello scafo e da pulpiti alti sino a 70 centimetri.

In alto a sinistra il frigorifero nascosto nel sedile di guida. In basso a sinistra, il pozzetto con il tavolo per 8 persone. A destra, una vista da prua della coperta dotata di walk-around.

 

Costruzione: ◊◊◊

Questo express è realizzato principalmente con fibra di vetro messa in opera manualmente su stampo femmina. La struttura del Cerri 52′ è composta sia da longheroni sia da madieri, mentre dove insistono carichi più gravosi viene impiegata una laminazione maggiorata unita all’uso di compensato marino multistrato. La tipologia dei tessuti utilizzati per lo scafo e la struttura interna è prevalentemente composta da strati di mat e stuoie. Le paratie principali sono tre: oltre alla consueta di collisione, situata a poppavia del pozzo catena, ve ne sono altre due che delimitano la sala macchine e suddividono longitudinalmente questo scafo, isolando i locali adibiti ai passeggeri. Per una precisa scelta progettuale, in cui la velocità non è di rilevante importanza, l’ossatura dello scafo è stata volutamente rinforzata per ottenere una maggiore robustezza.

Coperta: ◊◊◊◊◊

Forse non è la tipica configurazione di open a cui siamo abituati, ma la disposizione della coperta è sicuramente elegante e funzionale. Sarà la perfetta simmetria delle geometrie e dei volumi che conferisce un aspetto pulito e ordinato. La doppia apertura centrale sullo specchio di poppa si replica con due accessi alla plancia, mentre ogni altro elemento è posto lungo la mezzeria della barca. La zona di comando sul lato destro è dotata di un unico grande cruscotto in cui viene inserita l’elettronica di navigazione. Ogni indicatore analogico è di facile lettura, mentre la corona del volante non è facilmente raggiungibile quando si conduce in posizione seduta. La visuale è ottima in tutte le direzioni grazie all’ampio parabrezza e ai montanti in acciaio dalla sezione non troppo massiccia. La tuga di prua ha una leggera bolzonatura e ospita quasi interamente il materasso incassato del prendisole e il passauomo della cabina armatoriale. La mancanza di antisdrucciolo su questa area non è un difetto, in quanto i passaggi laterali, che continuano anche a prua, consentono di passare da una murata all’altra senza dover oltrepassare la tuga. Il musone termina con un puntale in acciaio lucidato e con un’ancora tipo Trefoil dello stesso materiale che porta inciso lo stemma del cantiere. Questa personalizzazione la si riscontra in quasi tutta l’acciaieria di coperta che viene realizzata su disegno appositamente per Cerrimarine. Una ulteriore conferma della raffinatezza e dell’attenzione con cui viene realizzato questo express cruiser.

L’accesso sottocoperta dal pozzetto è in posizione centrale. Questo ha permesso di ricavare due cabine ospiti (foto) perfettamente speculari.

 

Interni: ◊◊◊◊

La prima impressione che si prova scendendo sottocoperta è di essere in un ambiente luminoso e molto raffinato. Sia la porta di accesso trasparente, sia il grande punto luce ovale che si trova a proravia del cruscotto, lasciano filtrare i raggi del sole, rischiarando gran parte della zona living. I mobili e le finiture delle pareti sono realizzate in compensato marino con rivestimenti in essenza di pero e finitura satinata. Questo legno, che ha un colore chiaro e una superficie abbastanza omogenea, con poche venature e irregolarità, contribuisce a rendere più luminosi gli ambienti. Per tutti i pavimenti la scelta è caduta su pannelli in moquette completamente asportabile, per consentire una facile e rapida ispezione delle sentine. Per i bagni invece, si è optato per il teak, una essenza durevole e particolarmente adatta agli ambienti umidi. Tutti questi materiali pregiati sono lavorati con notevole maestria e le finiture risultano sempre impeccabili; un lusso esteso persino nel locale del marinaio. Il taglio degli interni è classico con la cabina armatoriale e relativo bagno privato a prua, dinette e cucina a metà barca, due cabine e un ulteriore bagno a poppa. A causa della posizione abbastanza arretrata della scala di accesso, non è stato possibile dotare le cabine ospiti di due letti piani paralleli. Nella cabina di destra, quindi, l’unica soluzione è stata quella di mettere due cuccette a castello. La zona living è composta da un divano semicircolare e da un tavolino multifunzione. Quest’ultimo, oltre a fornire un pratico piano di appoggio, presenta due aperture in vetro che consentono di utilizzarlo come un piccolo mobile bar. Tramite un elegante disco con prigioniero a vite posto sulla sua sommità, è possibile fissare un piano circolare di grande diametro che forma un vero e proprio tavolo da pranzo.

A sinistra, la cabina armatoriale posizionata a estrema prua. A destra, la zona living con divano semicircolare e mobile bar cilindrico sul quale è possibile collocare il piano del tavolo da pranzo.

 

Impiantistica: ◊◊◊◊

La riserva di carburante di 2400 litri è suddivisa in ben tre differenti serbatoi detti “strutturali”. Queste casse del carburante sfruttano alcuni elementi della struttura e sono realizzati in materiali compositi opportunamente rivestiti con speciali vernici resistenti agli idrocarburi. La quantità d’acqua dolce imbarcabile è di 700 litri. L’impianto è costituito da un autoclave con serbatoio separato per l’accumulo dell’acqua in pressione. Il boiler, che funziona solo a 220 Volt ed è di tipo domestico, ha una capacità di soli 30 litri. L’impianto di esaurimento sentine prevede quattro pompe elettriche a immersione con funzionamento automatico e manuale, una pompa elettrica collegata con un deviatore per aspirare nelle sentine dei tre comparti e una manuale di emergenza. L’aria condizionata della “Condaria” è composta da un unico impianto refrigerante posto in sala macchine e da cinque ventilatori distribuiti nei locali abitativi. Questa soluzione, rispetto a installazioni con i gruppi posti direttamente negli ambienti, comporta diversi vantaggi. La rumorosità di funzionamento è notevolmente minore in quanto il compressore resta nel vano motori, che è coibentato con pannelli fonoassorbenti. Per avere aria fredda quindi, non serve altro che canalizzare il liquido refrigerante verso dei diffusori posti nelle cabine. Inoltre, dato che ogni compressore utilizza l’acqua di mare per completare il proprio ciclo, avere più unità separate a bordo, significa tappezzare la carena di prese e scarichi a mare.

Alcuni dati della barca.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊

La versione provata era equipaggiata con due Man da 800 cv l’uno, erogati a un regime di 2300 giri al minuto. Si tratta di motori appartenenti alla serie D2848 LE403, a 8 cilindri disposti a V, con 2 valvole per cilindro e doppio turbocompressore. L’invertitore accoppiato è un Twin Disk in configurazione V-drive montato in modo fisso e solidale con le strutture della sala macchine. Il blocco del motore poggia invece sui longheroni tramite quattro supporti semirigidi. L’asse passa quindi sotto la coppa, s’infila nell’ astuccio ed esce nel semi-tunnel dove sono fissati i supporti. Il sistema propulsivo così configurato permette di spostare i motori verso poppa, arretrando leggermente il baricentro, pur mantenendo l’angolazione della linea d’asse entro valori relativamente bassi.

Le prestazioni misurate durante la nostra prova.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊

La potenza di 1600 cavalli ci sembra adeguata, con prestazioni interessanti e una rapida risposta alle manette del gas. Per passare a regime di planata con partenza da fermo ci vogliono solamente 7,5 secondi con i motori a 1550 giri. Mantenendo questa andatura, lo scafo raggiunge una velocità minima di planata di 12,2 nodi a 1300 giri. Il regime di crociera consigliato dal costruttore è di 29 nodi, con un consumo rilevato di 220 litri all’ora. Tabelle Man alla mano non possiamo far altro che confermare questo dato e apprezzare il buon rendimento sia della carena che dell’apparato propulsivo. Una piccola nota sul ritardo di risposta dei timoni, causato probabilmente dall’effetto deriva prodotto dai semi-tunnel.

Altri dati raccolti durante il test di Barche a Motore.

 

Nel 2002 il Cerri 52′ costava, con dotazioni standard e motori Man 2 x 800 cv, 800.508,00 Euro (IVA esclusa).

di Matteo Vandoni


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