Classic Boat Archive | 2002 – Sessa Ocean 850 Tim (8,7 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Ocean 850 Tim Sessa Marine

Nel 2002 arriva l’ammiraglia della linea Ocean di Sessa Marina, una pilotina versatile e dotata di una buona abitabilità. L’Ocean 850 Tim è un modello ideale per la pesca e per un primo approccio alla crociera costiera.

Tratto da Barche a Motore 2002, n. 2, febbraio, pag. 84-88.

 

PREGI:

  • Ampio pozzetto
  • Paglioli interni in teak
  • Ottima lavorazione del gelcoat

DIFETTI:

  • Verricello, ancora e catena optional
  • Rapporto peso/potenza poco vantaggioso

Da una reinterpretazione in chiave moderna dei tradizionali “pêche promenade” francesi, ovvero le classiche pilotine da pesca mediterranee, è nata la linea Ocean della Sessa Marine. Fondato nel 1958, il cantiere lombardo vanta una lunga esperienza nello stampaggio di materie plastiche e di manufatti realizzati con resina poliestere rinforzata con fibre di vetro. Dopo aver conquistato il mercato italiano, il marchio Sessa sta ottenendo ampi consensi anche da quello internazionale. Le sue imbarcazioni, grazie a una rete di vendita con oltre 100 concessionari, vengono oggi esportate in ben 12 Paesi europei e in 7 extraeuropei. Con una produzione di un migliaio di unità annue, la ricca gamma Sessa propone una ventina di modelli da 4.55 a 12 metri. Oggetto della nostra prova è l’Ocean 850 Tim, l’ultimo nato e il più grande delle tre pilotine dell’omonima linea.

Progetto: ◊◊◊◊

Con il Tim 850 il cantiere ha voluto proporre agli appassionati di ami e mulinelli un versatile natante (7,50 m), dotato del comfort necessario per essere apprezzato anche da chi non è dedito alle attività della pesca. Questa pilotina risulta adatta, dunque, per un primo approccio alla crociera costiera. Si può notare infatti una certa cura del dettaglio estetico, soprattutto per quanto riguarda l’allestimento degli interni. Come per l’intera gamma Sessa, il suo progetto è firmato da Massimo Radice che, insieme ai fratelli Francesca e Riccardo, tiene oggi le redini della ditta di famiglia. Allo Studio Style Progect è stato invece affidato il design. Le linee morbide e arrotondate, insieme alle grandi finestrature laterali che spezzano la continuità della struttura, alleggeriscono l’estetica generale che rimane pur sempre quella un po’ massiccia delle pilotine.

A sinistra, il bgrande parabrezza che garantisce un’otytima visibilità grazie anche alla presenza di un tergicristalli fornito di serie. A destra, il grande pozzetto con il portello nello specchio di poppa, i gradini per accedere ai passavanti e il gavone a pagliolo.

 

Costruzione: ◊◊◊◊

Per la costruzione delle sue imbarcazioni il cantiere Sessa si avvale delle più moderne tecnologie in modo da garantire elevati standard qualitativi. Lo scafo è realizzato in laminato pieno con l’impiego di stuoie, mat e tessuti multiassiali e biassiali in modo da ottenere un prodotto dalle elevate prestazioni meccaniche e di conseguenza più resistente. Per contenere i pesi e al contempo ottenere un manufatto più rigido e meglio coibentato, la coperta è realizzata con la tecnica a sandwich con anima in balsa. Gli strati più esterni vengono impregnati di resina vinilestere che permette una migliore adesione degli strati stessi e una più efficace barriera contro i fenomeni dell’osmosi. Un’ulteriore barriera contro l’osmosi è garantita dalla stesura di gelcoat isoftalico neopentilico, affidata a un robot in grado di controllarne lo spessore con precisione micrometrica.

Il passaggio a prua è garantito da passavanti larghi 25 cm, ben protetti da solide battagliole e serviti da maniglioni tientibene fissati lungo i lati della sovrastruttura.

 

Coperta: ◊◊◊◊

Punto di forza della coperta del Tim 850 è il pozzetto, come del resto vuole la tradizione per questa tipologia di imbarcazioni. La sua superficie di oltre 4 mq priva di ingombri, è particolarmente apprezzata da chi si diletta con ami e mulinelli. Si tratta tuttavia della versione base pensata per la pesca, il cantiere ha infatti previsto anche la possibilità di attrezzare questa zona con confortevoli sedute per renderla più adatta al diporto. A questo scopo la spiaggetta poppiera, di corrette dimensioni e provvista di scaletta bagno e doccetta, è fornita di serie. Inoltre, per chi è particolarmente attento all’aspetto estetico, pozzetto e spiaggetta possono essere rivestiti in teak. Una grande apertura a pagliolo consente di accedere con estremo agio a un ampio vano adatto allo stivaggio di attrezzature ingombranti, e di ispezionare timoni e serbatoi. Il passaggio a prua è garantito da passavanti larghi 25 cm, ben protetti da solide battagliole e serviti da maniglioni tientibene fissati lungo i lati della sovrastruttura. Degni di nota i due gradini che dal pozzetto portano ai passaggi laterali; questi, dotati di apertura, sono stati sfruttati come ulteriori volumi di stivaggio; all’interno di quello di dritta è installata la bombola del gas che alimenta il fornello della cabina. Unico neo: ancora, catena e verricello elettrico optional.

Interni: ◊◊◊

Dal pozzetto, attraverso una porta scorrevole in metacrilato fumé, si accede alla cabina che si fa apprezzare grazie alle ampie finestrature laterali ad apertura scorrevole e al passo d’uomo ricavato nel cielino, che rendono l’ambiente particolarmente luminoso e ben aerato. Finiture in legno e pagliolo in teak sottolineano inoltre un’atmosfera calda e accogliente. Appoggiata alla murata di sinistra troviamo una dinette per quattro persone con divani contrapposti e tavolino centrale. Di fronte è sistemata una piccola, ma funzionale cucina, attrezzata con lavello, due fornelli a gas, frigo, cassetti e stipetti. A pruavia della cucina, la postazione di guida, da cui si gode di una buona visibilità, grazie all’indovinato disegno del parabrezza e alla presenza di tergicristalli, è dotata di un sedile pilota regolabile per il massimo comfort. Il cruscotto, con tutti gli strumenti per il controllo dei motori, è impreziosito da inserti in radica. A un livello inferiore, separata da un tendaggio, la cabina prodiera ospita una cuccetta a V trasformabile in matrimoniale di generose dimensioni (1,96×2,20 m), portaoggetti lungo le murate, armadio e divanetto. Due ulteriori posti letto possono essere ricavati trasformando la dinette. Il piccolo bagno è completo di wc, lavabo e doccia.

In alto a sinistra, la timoneria dotata di sedia regolabile. In alto a destra, la pratica cucina a scomparsa. In basso a sinistra, la cabina prodiera con cuccette a V trasformabili in matrimoniale. In basso a destra, la dinette, anch’essa trasformabile in matrimoniale.

 

Impiantistica: ◊◊◊◊

L’autonomia di navigazione è garantita da una riserva di carburante di 164 litri ripartita in due serbatoi di polietilene reticolato, un materiale a prova di corrosione e privo di saldature. La riserva di acqua dolce di 100 lt prevede di serie anche il boiler per l’acqua calda da 20 litri. Tutta l’impiantistica risulta ben posizionata e di facile ispezione.

Motorizzazione: ◊◊◊

L’esemplare della prova era equipaggiato con due Volvo Penta da 105 cv ciascuno con trasmissione in linea d’asse. Una potenza che è risultata appena sufficiente. I prossimi esemplari verranno proposti con 2×125 cv Yanmar.

I dati tecnici dell’Ocean 850 Tim e le prestazioni misurate dal nostro test.

 

Prestazioni: ◊◊◊

Nonostante il rapporto peso/potenza poco vantaggioso, unito a carena ed eliche sporche, l’imbarcazione è entrata in planata in 9 secondi e ha raggiunto 19,2 nodi a 4000 giri; il regime massimo dei motori dovrebbe tuttavia attestarsi intorno a 4300 giri, consentendo di superare la velocità di 22 nodi. Apprezzabili la velocità minima di planata di 9,3 nodi a 2800 giri e quella al minimo di 3 nodi e 800 giri, ideale per la pesca alla traina. Manovrabilità e risposta ai comandi si sono rivelate precise e lo scafo ha dimostrato una corretta stabilità trasversale.

Nel 2002 l’Ocean 850 Tim costava 71.000 euro, con dotazioni standard e motorizzazione Volvo Penta 2 x 105 cv) e 74.900 euro con dotazioni standard e motorizzazione Yanmar 2 x 125 cv.

Di Elena Gaggini


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