Classic Boat Archive | 2002 – Tuccoli 30 (9,9 m) TEST

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Tuccoli 30

Nel 2002 il cantiere toscano lancia la sua nuova linea di imbarcazioni da diporto. Il primo modello è il Tuccoli 30, un confortevole e versatile day cruiser ideale per la crociera.

Tratto da Barche a Motore 2002, n. 3, marzo, pag. 92-96.

L’apertura del nostro articolo pubblicato sul numero 3 di Barche a Motore del 2002.

PREGI:

  • Abile sfruttamento degli spazi
  • Passacavi e bitte sovradimensionati
  • Zone interne di ampio respiro

DIFETTI:

  • Passavanti ristretti dalla falchetta
  • Difficile ispezione serbatoi carburante
  • Copertura wc troppo delicata

Fondato nei primi anni ’50 dalla famiglia Tuccoli, il cantiere livornese ha da sempre prodotto piccole imbarcazioni da pesca a uso professionale nella tipologia del gozzo tradizionale in legno. Bisognerà aspettare il 1981 per vedere la prima unità in vetroresina. Oggi la gamma comprende scafi open e cabinati da 22 a 30 piedi. Ultimo nato, questo 30 piedi oggetto della nostra prova, primo modello del marchio toscano dedicato al diporto puro; un day cruiser adatto alla crociera a medio raggio.

Progetto: ◊◊◊◊

Il Tuccoli 30 nasce dalla volontà del cantiere di ampliare la propria gamma non solo con scafi di taglia sempre maggiore, ma anche con modelli più curati nel dettaglio estetico e destinati quindi a una differente nicchia di mercato. Questo 30 piedi è infatti un versatile cabinato dedicato al diporto che, all’occasione, si presta anche alle attività della pesca. Le sue linee così come la carena restano tuttavia improntate alla tradizione del cantiere. II profilo mostra infatti una prua slanciata con cavallino pronunciato e bordo libero degradante fino a metà scafo, ovvero le tipiche linee del fisherman. Disegnata dal cantiere, la carena, di derivazione tipicamente americana, è caratterizzata da un’importante stellatura prodiera (32°) e da una V di poppa abbastanza accentuata (21°), due elementi che concorrono a definire uno scafo marino, a suo agio anche nelle navigazioni impegnative. Stabilità e spinta idrodinamica sono garantite da due pattini di sostentamento per parte.

Costruzione: ◊◊◊◊

Per la costruzione dello scafo il cantiere ha adottato la soluzione del laminato pieno. La vetroresina è composta da tessuti alternati di stuoie e mat, tenuti insieme da resine vinilestere, in grado, come noto, di offrire la migliore protezione contro i fenomeni dell’osmosi. Per contenere i pesi e al contempo ottenere un manufatto più rigido e meglio coibentato, la coperta è realizzata con la tecnica a sandwich, con anima in Termanto. La struttura di rinforzo è costituita da correnti longitudinali e madieri in poliuretano espanso, opportunamente fazzolettati allo scafo. Sulle unità con scafo colorato prima della stesura del gelcoat viene posato sulle fiancate un materassino di Coremat da 2 mm in modo da rendere la superficie perfettamente liscia.

A sinistra: la base del sedile del pilota ingloba un pratico portabottiglie e bicchieri ad apertura scorrevole. A destra: la tuga prodiera, predisposta ad accogliere un grande cuscino prendisole.

 

Coperta: ◊◊◊◊

La coperta del Tuccoli 30 offre ampi spazi per un uso estivo della barca. Agli amanti della tintarella è riservata una superficie prendisole prodiera di 1,90×1,80 m, raggiungibile in tutta sicurezza grazie a passavanti di corrette dimensioni, ben protetti da solide battagliole. Un appunto va tuttavia fatto all’imbocco dei passavanti: qui, dove la loro larghezza è minima (22 cm), la sporgenza verso l’interno dell’elegante falchetta in legno restringe ulteriormente il passaggio proprio a livello delle caviglie. Il pozzetto, articolato su due livelli, offre una zona poppiera di circa 4 mq occupata solamente da un divanetto appoggiato allo specchio di poppa. Interessante l’alloggio dell’autogonfiabile sotto alla seduta di sinistra, che può essere rapidamente rimossa per accedere alle valvole di intercettazione del carburante. Le altre sedute invece celano un capiente gavone. Sul lato di dritta un’apertura nello specchio facilita il passaggio alla piattaforma poppiera. Il pozzetto superiore ospita un divanetto a quattro posti e un tavolino. Di fronte, un mobile predisposto ad accogliere un secondo frigo, previsto tra gli optional, e un pratico porta bottiglie e bicchieri scorrevole infilato nella base del sedile pilota. La postazione di guida offre buona visibilità ed è riparata dal parabrezza, dotato anche di tergicristallo.

In alto a sinistra, la plancetta in teak, dotata di solidi e pratici maniglioni tientibene. In basso a sinistra, l’ampio pozzetto. A destra, il posto di comando, con la strumentazione ben posizionata e tanto spazio per l’elettronica.

 

Interni: ◊◊◊◊

Particolarmente caldi e accoglienti, gli interni si fanno apprezzare per il razionale sfruttamento dei volumi e per la buona altezza del quadrato (1,85 m), per un’imbarcazione di questa tipologia e di questa taglia. La zona prodiera è interamente occupata da una confortevole dinette in grado di ospitare sei-otto persone, che può essere rapidamente trasformata in cuccetta ‘matrimoniale. Da sottolineare il tavolo dotato di pistone elettroidraulico, azionabile premendo semplicemente un pulsante nascosto all’interno dell’armadio appendiabiti appoggiato alla murata sinistra. Pratici, ma da apprezzare anche esteticamente, gli stipetti in ciliegio laccato che corrono lungo le murate, seguendo il profilo del divano sottostante. La cucina a scomparsa è completa di lavello, due fornelli a gas e frigo. La cabina con cuccetta doppia, nonostante sia infilata sotto al pozzetto, si presenta piuttosto ariosa grazie a una zona ad altezza d’uomo particolarmente estesa. Di corrette dimensioni, il locale toilette è provvisto di lavabo, doccia e wc elettrico. Quest’ultimo è nascosto sotto a una seduta in ciliegio laccato, forse un legno po’ troppo delicato per questo determinato uso, sprovvista di un fermo per tenerla alzata quando viene utilizzato il wc.

La spaziosa e accogliente dinette prodiera che può essere velocemente trasformabile in una cuccetta matriminiale. In basso a sinistra, la cabina poppiera posizionata sotto il pozzetto, che offre un vestibolo ad altezza uomo di generose dimensioni.

 

Impiantistica: ◊◊◊◊

L’autonomia di navigazione è garantita da una riserva di carburante di 615 It ripartita in due serbatoi in acciaio inox. Posta in baricentro, la riserva di acqua dolce di 200 It prevede di serie anche il boiler da 20 It per l’acqua calda. Particolarmente agevole è l’accesso alla cala motori grazie al sollevamento elettroidraulico dell’intero pozzetto. Ben distribuita, l’impiantistica, dai prefiltri alle prese a mare, dalle batterie al boiler e all’autoclave, risulta di facile ispezione. Unico neo, la difficoltà di accesso al vano serbatoi carburante; non è stata infatti prevista alcuna ispezione rapida, dovendo svitare l’intera base della cuccetta poppiera.

Motorizzazione: ◊◊◊◊

L’esemplare della prova era spinto da due Yanmar da 240 cv ciascuno, unica motorizzazione proposta per il momento dal cantiere. Le trasmissioni in linea d’asse adottano il sistema V-drive.

I dati del Tuccoli 30 e i risultati del nostro test.

 

Prestazioni: ◊◊◊

Spinta da 480 cv, l’imbarcazione entra in planata in 6 secondi e raggiunge 30 nodi a 3600 giri. Buone le velocità di crociera di 24 e 26,2 nodi rispettivamente a 3000 e 3200 giri. Anche se il regime minimo di planata è a 2450 giri, l’imbarcazione trova il giusto assetto solo a partire da 3000 giri. Durante la prova abbiamo riscontrato inoltre una certa durezza del timone nelle virate in velocità, dovuta forse al timone leggermente troppo corto. La risposta ai comandi si è però rivelata precisa e immediata e lo scafo ha dimostrato una corretta stabilità trasversale.

Nel 2002 il Tuccoli 30 costava 153.000 euro.

di Elena Gaggini


Sei appassionato di Classic Boat o semplicemente curioso in merito alle eccellenze del passato? Allora il Classic Boat Archive è il posto che fa per te: l’unica rubrica in cui l’intera storia della motonautica è resa accessibile al pubblico, barca dopo barca, articolo dopo articolo. Scopri cosa è già online e continua a monitorare l’archivio: viene aggiornato 4 volte alla settimana! Per praticità, puoi consultarlo cliccando QUI!

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Entra nel Club del Giornale della Vela

Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Questo Riva è una perla tra i grandi open anni Novanta

Benvenuti all’interno della rubrica Classic Boat, la “custode” storica e culturale della testata, un luogo dedicato all’approfondimento delle figure, delle barche e degli sviluppi progettuali che hanno segnato l’evoluzione della nautica a motore. In questo articolo torniamo all’inizio degli anni Novanta, in un momento di profonda trasformazione per uno dei nomi più illustri della nautica

Pardo GT65

PARDO GT65 (20 m) è lei la vera Gran Turismo del mare? Test e prezzo

  Con la gamma GT Pardo Yachts ha costruito una nuova interpretazione dello sport cruiser: barca dalle prestazioni sportive, ma progettata per fare della vita a bordo il vero centro dell’esperienza. Noi abbiamo testato il nuovissimo Pardo GT65 a Varazze, in provincia di Savona, per raccontarvi com’è fatto, come naviga e perché è una vera

Azimut 39 (12,22 m), finiture eleganti ed elevata abitabilità di interni e coperta

  Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un

Torna in alto