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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.
Gobbi Atlantis 47
Nel 2003 siamo saliti a bordo del nuovo express cruiser di Gobbi, nato sotto il segno di Azimut, che si fa apprezzare per il look giovane e che unisce in 14 metri e mezzo tecnologia, design e comfort.
Tratto da Barche a Motore 2003, n. 7, agosto, pag. 86-93.
Il parabrezza basso e molto inclinato ripara poco dal vento
Filosofia giovane, design e tecnologia sembrano essere le caratteristiche dominanti di questo nuovo express del cantiere piacentino. Nell’attuale produzione è l’imbarcazione più grande della flotta Gobbi, ma a breve dovrebbe scendere in acqua anche il modello Atlantis 52. Il grande interesse mostrato per questo modello ha già fatto registrare vendite record, “costringendo” a raddoppiare la produzione. Dalle attuali 25 unità annue infatti, si dovrebbe passare a superare la soglia delle cinquanta entro il 2004.
Progetto: ◊◊◊◊
L’Atlantis 47 segue il successo della nuova gamma di Gobbi, inaugurata con il modello di 42 piedi. Il design accattivante, la linea dello scafo e della coperta sono di concezione del centro stile Gobbi, mentre l’estetica degli interni è stata affidata all’architetto Zuretti. Un nome di grande prestigio, un interior designer di mega yacht ha dunque partecipato al progetto di questo express cruiser. La prua slanciata presenta una modanatura laterale che degrada dolcemente verso poppa sino a integrarsi nella plancetta di poppa. La tuga rimane molto piatta, appena pronunciata e si raccorda al parabrezza avvolgente. La finestratura laterale, di forma affusolata, si raccorda al rollbar inclinato verso poppa. Seguendo la silhouette laterale dell’Atlantis 47, sembra che la matita che ne ha tracciato le linee non si sia mai staccata dal foglio, creando una sorta di continuità delle forme. Negli interni invece si è giocato molto sui contrasti, utilizzando diversi materiali, dal legno al cristallo, dall’acciaio a materiali sintetici come il corian. Gli ambienti interni sono forse un po’ troppo moderni e ricercati per un’imbarcazione e potrebbero limitarne il target a una clientela giovane e dinamica.
In alto a sinistra, il prendisole di prua. In basso a sinistra, il comodo garage per il ricovero del tender. A destra, il mobile del pozzetto, attrezzato con frigo, lavello e grill elettrico.
Costruzione: ◊◊◊◊
Per la costruzione dell’opera viva il cantiere ha adottato la tecnica del laminato pieno, mentre per l’opera morta e la coperta si è optato per la soluzione del sandwich. In questo modo si riesce a ottenere un manufatto più leggero, ma al contempo molto rigido, e con una migliore coibentazione termo-acustica. La leggerezza sopra al galleggiamento invece, si traduce in un baricentro più basso a tutto vantaggio del comfort in navigazione e della maneggevolezza. Nella specifica della laminazione troviamo una superficie esterna con gelcoat neopentilico, mentre gli strati interni sono costituiti da mat, stuoie e accoppiati di vetro tipo E. I rinforzi della carena sono costituiti da longheroni in legno compensato marino opportunamente fazzolettati allo scafo e da una speciale struttura denominata ISS. Le paratie sono realizzate in sandwich di Pvc laminate con mat, stuoie e accoppiati e fascettati allo scafo. In navigazione lo scafo ci è sembrato particolarmente rigido e privo di quei fastidiosi scricchiolii tipici di alcune strutture che si assestano in base alle condizioni di carico.
In alto a sinistra, il pozzetto, dotato di divanetto e tavolino per quattro persone. In basso a sinistra, la pratica scaletta bagno a scomparsa della plancetta. A destra, il passaggio dalla plancetta al pozzetto.
Coperta: ◊◊◊◊
La ricerca stilistica e il design hanno interessato anche la coperta dell’Atlantis 47 che si propone con un look giovane. Il pozzetto, se pur di dimensioni contenute, offre una comoda seduta per quattro persone con un tavolino pieghevole. Sul montante del tavolo sono integrate una maniglia e dei pratici portabicchieri. Il mobile che si trova sulla destra a ridosso della consolle di guida è attrezzato come una piccola cucina. Lavello, frigorifero e un grill elettrico sono sufficienti per preparare gustose pietanze all’aria aperta. Lo spazio riservato ai bagni solari è discreto, con due prendisole indipendenti situati a prua sulla tuga e a poppa sopra il garage del tender. L’accesso alla plancetta è molto pratico poiché il passaggio è diretto senza gradini. A protezione dell’equipaggio è possibile chiudere un cancelletto, utile anche per non far rotolare gli oggetti fuoribordo. Meno agevoli invece i passaggi laterali, che sono stretti e poco accessibili poiché il rollbar, molto inclinato, costringe ad abbassarsi notevolmente. La scaletta da bagno è pratica e facilmente estraibile dal suo gavone. Anche l’alaggio del pram è un’operazione semplice. Si solleva il portello del garage grazie a un comando elettrico, si infilano le pulegge di scorrimento negli appositi fori sulla plancetta e si aziona il verricello per far scivolare la moto o il gommone in acqua. L’unico inconveniente è che l’altezza del garage consente di stivare tender con piccoli fuoribordo (2/4 cavalli); i motori più potenti devono essere smontati e riposti manualmente.
In alto a sinistra, la cabina di prua, luminosa e con i mobili in ciliegio. In basso a sinistra, la cabina armatoriale, posizionata centralmente come d’uso sugli yacht di grandi dimensioni. A destra, la gradevole e pratica cucina.
Interni: ◊◊◊◊
Gli spazi sottocoperta dell’Atlantis 47 hanno un aspetto moderno ma raffinato. L’uso di materiali diversi come il vetro, la pelle nabuk, l’acciaio sono abbinati con gusto al classico legno di ciliegio. La dinette, molto luminosa grazie ai due grandi oblò ellittici sulle fiancate, si compone di un divano a C con tavolino ellittico. Sul lato opposto si trova la cucina a vista con un grande ripiano in corian che nasconde i lavelli e i fuochi. Gli elettrodomestici sono rigorosamente a incastro e nascosti da opportune antine in ciliegio. Per il comfort di bordo, il cantiere prevede un frigo da 110 litri, un forno a microonde combinato con grill e la predisposizione per installare anche una piccola lavastoviglie. Le cabine, che sono due, entrambe con letto matrimoniale, sono piuttosto confortevoli e hanno il bagno privato con accesso diretto. La cabina armatoriale si trova in posizione centrale, come d’uso su yacht di maggiori dimensioni, ed è equipaggiata con una scrivania tipo “beauty” con relativa seduta. Il piano di questo mobile è in cristallo con fondo azzurro e ribaltina centrale realizzata in pelle naturale. Questa cabina però riporta dei soffitti un po’ bassi a causa del pozzetto sovrastante. Di ampio respiro anche l’alloggio degli ospiti a prua. La configurazione è quella classica delle cabine prodiere con letto centrale contornato da una serie di pensili con anta leggermente bombata e con finiture in ciliegio laccato lucido. Gli interni sono dunque molto gradevoli e raffinati nel design, ma non sempre però le scelte dei componenti d’arredo si coniugano con la praticità. La moquette bianca infatti ha vita breve, mentre i lavandini in vetro dei bagni hanno sempre bisogno di essere sciacquati in quanto sono completamente a vista.
A sinistra, la zona living con la dinetta che vanta un ampio divano a C e un tavolo ellittico con piano in cristallo. A sinistra, il bagno della cabina di prua.
Impiantistica: ◊◊◊◊
Nonostante l’Atlantis 47 abbia dimensioni di tutto rispetto, l’impianto elettrico è a 12 volt, una corrente di solito usata su imbarcazioni di taglia inferiore. Una scelta dovuta forse più alla facilità di reperire gli accessori con questa tensione, che al vantaggio di avere un maggiore voltaggio con cavi di minor sezione e amperaggi più bassi a bordo. Le batterie ci sembrano forse troppo poche o poco potenti per questo scafo; 2 da 155 A per i motori e altrettante per i servizi non garantiscono certo una buona autonomia. Ovviamente c’è il generatore, che di serie è di 4 kW, ma che può essere rimpiazzato da uno di doppia potenza pagando una differenza. L’impianto idrico prevede un serbatoio in acciaio di 450 litri, un boiler elettrico di 30 litri e un autoclave con polmone di accumulo. L’esaurimento delle sentine è affidato a quattro pompe di sentina a immersione con funzionamento automatico e manuale e due pompe manuali. Il combustibile viene caricato, per una capacità totale di 1350 litri, in due serbatoi inox, collegati tra loro e dotati di valvole ‘intercettazione. L’impianto dei wc è a depressione e si basa su delle pompe maceratrici che scaricano nella cassa delle acque nere.
I dati dell’Atlantis 47 e il rapporto peso/potenza.
Motorizzazione: ◊◊◊◊
L’imbarcazione oggetto della nostra prova era equipaggiata con due entrobordo Volvo Penta TAMD75P da 353 kW ciascuno, con invertitori/riduttori e V Drive incorporati. I propulsori sono montati su supporti flessibili antivibranti, a loro volta fissati a delle piastre in acciaio montate su longheroni. Gli scarichi dei motori sono convogliati sotto la carena, mentre le eliche sono dotate di semitunnel.
Altri dati tecnici della barca.
Prestazioni: ◊◊◊◊
Durante la prova, spinto da 960 cv, l’Atlantis 47 è entrato in planata in 7″ e ha raggiunto rapidamente (24 secondi) il regime massimo di 2650 giri. La velocità massima rilevata al Gps è stata di 33,9 nodi. Buone le velocità di crociera di 29,8 e 23,4 nodi rispettivamente a 2400 e 2000 giri. Non molto basso, ma comunque nella norma per uno scafo che oscilla tra le 12 e 14 tonnellate, il regime minimo di planata di 14 nodi a 1500 giri. Discreto nella risposta ai comandi e ai bruschi cambiamenti di rotta, lo scafo ha dimostrato un’elevata stabilità trasversale nelle virate strette anche alle massime velocità. Buono anche l’assetto longitudinale che però non risente della correzione dei flap, troppo piccoli e lenti ad abbassarsi.
Le prestazioni dell’Atlantis 47 misurate durante il nostro test.
di Matteo Vandoni
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