Classic Boat Archive / 2003 – VZ 18 (19,6 m) TEST

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


VZ 18

Nel 2003 siamo saliti a bordo del VZ 18, un motoryacht raffinato dalle linee classiche, realizzato con una passione artigianale. La ricchezza dei dettagli e la solidità della costruzione si sposano con le ottime prestazioni di navigazione.

Tratto da Barche a Motore 2003, n. 7, agosto, pag. 76-84.

Capace di raggiungere velocità elevate, la carena del VZ 18 è sempre stabile e impeccabile nel mantenere la rotta.

PREGI:

  • Ottimo il comfort durante la navigazione
  • Particolari interni e dettagli curati
  • Impiantistica di bordo ben fatta e di qualità

DIFETTI:

  • I bagni degli ospiti sono un po’ piccoli
  • Insonorizzazione non troppo efficace
  • I cielini delle cabine non sono molto alti

Lungo le rive del fiume Sile e a cavallo tra le province di Venezia e Treviso, si trova il Cantiere Nautico VZ. Un’azienda che si è da poco rinnovata, ma che vanta un bagaglio tecnico e storico di oltre trent’anni. Il precursore di questo cantiere, infatti, era un famoso maestro d’ascia che ha lasciato un impronta fondamentale, che ancora oggi contraddistingue i prodotti VZ: la lavorazione del legno. Nonostante la gamma comprenda due soli modelli, l’azienda si estende su un terreno di 15mila metri quadrati, di cui 5mila coperti. Una realtà davvero particolare, forse in controtendenza, poiché gli addetti alla costruzione di questi motoryacht sono in grado di fare tutto, dalla carpenteria agli acciai, dagli impianti alla tappezzeria. Per lo stampaggio della vetroresina invece, il cantiere si avvale di una ditta esterna che lavora esclusivamente i prodotti VZ.

Progetto: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Il design e l’impostazione generale del VZ 18 nasce dallo Studio Nuvolari & Lenard, che ha firmato anche il modello più piccolo. L’ufficio tecnico del cantiere ha poi integrato il progetto con impianti e lavorazioni per ottimizzarne la costruzione. La linea esterna complessiva è molto gradevole, in quanto sottolinea l’imponenza dello scafo senza appesantire la coperta. Le finestrature laterali dal taglio regolare, il rollbar molto slanciato all’indietro. ma poco vistoso, e la poppa leggermente arrotondata hanno uno stile pulito, al di sopra delle mode attuali e che non invecchierà mai. La suddivisione degli alloggi interni ha una logica e una regolarità costruttiva tra le più rigorose in campo nautico. Nessuna paratia obliqua né pareti curve o sagomate e un’attenta distribuzione degli spazi ha consentito di sfruttare anche l’angolo più remoto. Gli spazi dunque sono molti e non a caso l’omologazione CE in categoria A consente a questo scafo di ospitare 16 persone.

I dettagli azzeccati del VZ 18.

 

Costruzione: â—Šâ—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Il progetto strutturale di questa imbarcazione, che misura oltre 19 metri e mezzo, prevede una costruzione dell’opera viva con laminati monolitici in vetroresina. Per alleggerire e irrobustire sia le fiancate sia la coperta, la scelta è caduta su un manufatto realizzato con la tecnica a sandwich di Pvc. La laminazione è di tipo manuale, con l’ausilio di macchine spruzzatrici per il gelcoat e di miscelatori per controllare automaticamente il corretto dosaggio di catalizzatore nella resina. La qualità dei polimeri utilizzati è di due tipologie differenti. Per i primi strati dello scafo, della coperta e della tuga, ovvero quelli a diretto contatto con il gelcoat, viene impiegata la resina vinilestere. I successivi tessuti di rinforzo sono impregnati invece con resina ortoftalica. Lo scheletro strutturale dei longitudinali è realizzato in opera su casseforme in poliuretano a bassa densità e laminato allo scafo con tessuti biassiali e fibre unidirezionali sulle piattabande interne. Le paratie sono in compensato marino multistrato e in compensato a sandwich di Pvc.

In alto a sinistra, la consolle del flying bridge. In basso a sinistra, il prendisole incassato nella tuga di prua. A destra, il grande ed estremamente sfruttabile fly bridge.

 

Coperta: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Gli spazi all’aria aperta del VZ 18 sono davvero ampi e ben sfruttabili per creare situazioni di convivio piuttosto esclusive. Il pozzetto, non avendo divani perimetrali, se non una piccola seduta con tavolo all’ingresso della dinette, si adegua facilmente per essere attrezzato a piacimento dell’armatore. Sullo specchio di poppa vi sono due aperture; una centrale riservata alla passerella e una sulla dritta, con portello di chiusura, per l’accesso alla plancetta. Salire a bordo dalla banchina è molto pratico, poiché la passerella si trova quasi sullo stesso piano di calpestio del pozzetto. Per salire sul ponte superiore vi sono due alternative: la scala esterna o quella interna che, sacrificando la zona pranzo, porta direttamente alla consolle di guida del fly. Quest’ultima soluzione però viene fornita solamente su richiesta. Il flying bridge è molto abitabile e ben organizzato. A dritta vi è la seconda stazione di comando, servita da un divanetto a tre posti, e il mobile bar con frigorifero da 42 litri e lavello di serie. A richiesta è possibile accessoriarlo con i fuochi o il barbecue. Sul lato opposto è sistemato un grande divano a L per sei persone con il tavolo in legno allungabile. L’ampia zona poppiera del fly non è stata sfruttata dal cantiere, quindi è completamente sgombra e adattabile a piacimento. A prora si trova la consueta tuga rialzata con lo scasso per alloggiare i materassi del prendisole. Come su tutte le imbarcazioni di una certa dimensione, i camminamenti laterali, che sono in teak con fuga in gomma nera posta in senso longitudinale, si congiungono a prua per creare una superficie unica dedicata alle manovre di ormeggio. Qui un potente salpancora da 2 kW, a campana verticale, recupera la catena convogliandola nel profondo gavone appositamente dedicato.

La plancetta di poppa è sufficientemente grande da ospitare una moto d’acqua o un tender.

 

Interni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

La linearità e la simmetria della struttura interna dello scafo del VZ 18 determinano la compartimentazione dei vani sottocoperta. Nella versione a quattro cabine, i locali e relativi servizi destinati agli ospiti, posizionati a centro barca, sono infatti perfettamente speculari. La discesa verso la zona notte è dunque sulla linea di mezzeria e presenta un piccolo disimpegno. Nella versione a tre cabine, quella armatoriale si trova sotto la dinette e vanta grandi spazi, sfruttando tutta la larghezza della imbarcazione. A livello del ponte di poppa troviamo un elegante salone arredato con un unico mobile posto lungo la murata di sinistra, fronteggiato da un comodo divano a L con tavolino in ciliegio e vetro. La cucina, che è completamente separata dalla zona giorno, si sviluppa lungo due paratie, offrendo delle superfici di appoggio molto utili per la preparazione delle pietanze. Gli elettrodomestici, essendo di origine casalinga, sono ben dimensionati e pratici. La scelta di creare un vano per la cucina riduce però il campo visivo, nascondendo la plancia di comando dall’area living e limitando la visuale verso poppa del pilota. Anche la zona pranzo si trova in una posizione separata delimitata da un mobile a isola e dal parabrezza. La dinette è in grado di accogliere ben otto persone, grazie al tavolo di generose dimensioni e al grande divano a ferro di cavallo. È importante sottolineare la qualità dei materiali utilizzati a la cura con la quale sono stati realizzati. I mobili sono in legno con struttura in compensato marino e ripiani in radica di ciliegio, mentre i pannelli di rivestimento delle paratie e delle fiancate sono in compensato impiallacciato ciliegio e verniciati. A seconda del gusto del cliente è possibile rivestire quest’ultime superfici con tappezzeria a scelta tra quelle proposte dal cantiere. Tutti i bordi dei mobili, infine, hanno una massiccia cornice in massello di ciliegio, sagomata e arrotondata per seguire tutti i contorni.

In alto a sinistra, la plnacia di comando interna. In basso a sinistra, la cabina ospiti di poppa con i letti singoli perpendicolari. A destra, l’ampia zona living.

 

Impiantistica: â—Šâ—Šâ—Šâ—Šâ—Š

La sorgente di energia principale è rappresentata dal generatore di bordo che vanta una potenza di ben 19 kW. La riserva di corrente è garantita da due gruppi distinti di batterie: 12 da 85 Ah dedicate ai servizi e altre 8 riservate ai motori. L’esaurimento delle sentine è suddiviso in compartimenti e viene effettuato sia con pompe automatiche sia manuali. Una grossa pompa Gianneschi e Ramacciotti inoltre presenta tre differenti pescaggi, mentre lo scarico delle grandi masse avviene tramite il circuito di raffreddamento del motore sinistro. La riserva di gasolio è suddivisa in quattro serbatoi per una capacità totale di 3600 litri. La cassa d’acqua dolce è di tipo strutturale in vetroresina, posizionata sotto i letti delle cabine centrali e contiene 1200 litri. La linea dell’acqua calda prevede un boiler di 80 litri, mentre le acque reflue vengono convogliate nelle due casse divise in acque nere (180 litri) e acque grigie. Questi ultimi contenitori hanno una discreta capacità per consentire una buona autonomia e sono dotati di speciali filtri antiodore.

In alto a sinistra, il bagno armatoriale. In basso a sinistra, la bella e pratica cucina del VZ 18. A destra, la cabina armatoriale.

 

Motorizzazione: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

La versione provata montava due Man della serie D2840 LE403 con taratura della potenza di 772 kW ciascuno, erogati a un regime massimo di 2300 giri al minuto. Si tratta di motori a 10 cilindri a V di 90°. La cilindrata è di 18,27 litri per un peso complessivo di circa 15 quintali. L’intervallo di tempo per il cambio d’olio dichiarato dalla casa è di 200 ore. L’invertitore è della ZF Marine, modello 550A, con flangia di accoppiamento sull’asse di tipo inclinato e rapporto di riduzione 1,971:1. La versione del VZ 18 meno potente prevede invece due motori Man della stessa serie, ma con comando meccanico e depotenziati a 820 cavalli.

La pianta del VZ 18.

 

Prestazioni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Il VZ 18 in mare si comporta decisamente bene. Non è molto agile perché 36 tonnellate non sono poche, ma si lascia condurre con facilità. Lo scafo tiene bene la rotta impostata e gode di un assetto invidiabile. Durante la nostra prova abbiano navigato con mare di prua senza quasi accorgerci delle onde che erano di un metro d’altezza. Le prestazioni in accelerazione sono buone; per passare da fermi alla fase di planata si impiegano 9″, mentre per raggiungere la velocità di punta si impiegano 38. Proprio questo dato ci ha sorpreso, poiché navigare a 35 nodi di massima e tenere una media di crociera di 27 nodi non è frequente su uno scafo con un elevato rapporto peso/potenza.

Le prestazioni misurate dal nostro test.
Altri dati tecnici del VZ 18.

 

Nel 2003 il VZ 18 veniva venduto a partire da Euro 1.410.000,00.

di Matteo Vandoni


Sei appassionato di Classic Boat o semplicemente curioso in merito alle eccellenze del passato? Allora il Classic Boat Archive è il posto che fa per te: l’unica rubrica in cui l’intera storia della motonautica è resa accessibile al pubblico, barca dopo barca, articolo dopo articolo. Scopri cosa è già online e continua a monitorare l’archivio: viene aggiornato 4 volte alla settimana! Per praticità, puoi consultarlo cliccando QUI!

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Entra nel Club del Giornale della Vela

Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

BRABUS AB110, quando lusso e velocità si incontrano

Il superyacht di Brabus è un 33 metri da 48 nodi

Velocità e lusso non sono due mondi così tanto distanti. A dimostrarlo Brabus AB110, il progetto nato dalla collaborazione fra AB Yachts, brand di Next Yacht Group, e la celebre design house tedesca BRABUS. Un sodalizio che unisce la filosofia stilistica “One Second Wow” al know-how ingegneristico e aerospaziale di AB Yachts nel campo delle

Classic Boat Archive | 1998 – Thunderbird Falcon 1800 CB (5,54 m) TEST

Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database

Tuccoli T235 SF copertina

Tuccoli T235 SF: il cabinato (7 m) super-compatto per la pesca e la crociera

Al Salone Nautico di Genova 2026, Tuccoli Marine presenta in anteprima in acqua il nuovo T235 SF, un fisherman di 7,2 metri che trasferisce nel segmento dei piccoli natanti una filosofia costruttiva solitamente riservata alle imbarcazioni professionali. Il modello nasce infatti secondo i criteri dell’Executive Sport Vessel (ESV), l’approccio sviluppato dal cantiere toscano che punta

Torna in alto